Dalla rassegna stampa Cronaca

Comasina, maestro picchiato al colloquio «Minacciato di morte. Poi calci e pugni»

Elementare di piazza Gasparri, lite con una madre e botte dallo zio. «Vessato perché gay»

Comasina, maestro picchiato al colloquio «Minacciato di morte. Poi calci e pugni»

Elementare di piazza Gasparri, lite con una madre e botte dallo zio. «Vessato perché gay»

di Cesare Giuzzi

«A quelli come te bisogna tagliare la testa». Leonardo Lo Ioco, 46 anni, insegnante di matematica, asciuga con un fazzoletto il sangue che gli esce dal naso. Ha una sospetta frattura del setto. I medici del Niguarda non hanno ancora sciolto la prognosi. Ieri pomeriggio la mamma e lo zio di un alunno della scuola elementare di piazza Gasparri, alla Comasina, lo hanno aggredito e picchiato durante un colloquio. «Mi hanno insultato in tutti i modi, mi hanno minacciato di morte, poi mi hanno preso a pugni. Sono caduto, mi hanno tirato anche calci».

Il suo racconto parte da lontano, dai problemi con alcuni colleghi iniziati già a settembre, quando Lo Iaco ha preso servizio come insegnante non di ruolo. Una vicenda che non c’entra nulla con l’aggressione subita ieri pomeriggio ma che — secondo la vittima — fa da sfondo a una situazione di tensione che negli ultimi mesi aveva portato a un richiamo da parte del dirigente scolastico nei confronti del maestro: «Una situazione vessatoria da parte di alcuni insegnanti e del preside — ha denunciato la vittima —. Il tutto a causa del mio orientamento sessuale. Mi sono sentito da sempre preso di mira».

Una vicenda che però non risulta direttamente legata a quanto accaduto ieri e sulla quale non ci sarebbero segnalazioni o denunce alle forze dell’ordine. Tuttavia anche su questo aspetto sono in corso gli accertamenti e le verifiche delle forze dell’ordine.

Intanto però le indagini riguardano soprattutto l’episodio di ieri pomeriggio. La chiamata al 118 è delle 17.29. È stato lo stesso Lo Ioco — insegnante precario da 12 anni, ora in servizio all’istituto comprensivo Sorelle Agazzi di piazza Gasparri — a chiamare i soccorsi dopo l’aggressione. A colpirlo, con pugni e calci al bacino, due parenti di un alunno di seconda elementare. «Un bimbo non problematico con il quale non c’erano mai stati problemi», spiega la vittima.

Ieri la mamma del piccolo, 25 anni, (il padre è detenuto) e il fratello 28enne, hanno insistito per incontrare l’insegnante. Sembra che i due accusassero il maestro di aver picchiato l’alunno. «Mi hanno detto che avevo malmenato il bimbo. Ma non è vero. Poi mi hanno minacciato di morte e picchiato. Avevo timore di incontrare i genitori tant’è — ha spiegato la vittima — che avevo chiesto al preside di non essere lasciato da solo in quella situazione».

I fatti «cristallizzati» dalla polizia parlano di un’aggressione subita, appunto, da due persone. Gli agenti dell’Ufficio prevenzione generale sono ancora al lavoro per ricostruire con esattezza i fatti e per rintracciare e interrogare i due aggressori. All’inizio, secondo quanto confermato dalla Questura, ci sarebbe stato un diverbio tra insegnante e genitori, poi i colpi al volto.

A quel punto i due — che vivono in un altro quartiere della zona Nord di Milano — si sarebbero allontanati dalla scuola. I poliziotti, intervenuti insieme ai medici del 118, hanno interrogato la vittima e il preside dell’istituto, arrivato pochi minuti dopo in piazza Gasparri. La vittima è poi stata trasportata in codice verde al pronto soccorso del Niguarda per verificare la lesione al naso e l’eventuale frattura.

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