Dalla rassegna stampa Salute

Lotta all’Aids, manifesti shock per la campagna del Comune

…prima campagna istituzionale in Italia di contrasto allo stigma per le persone sieropositive…

Lotta all’Aids, manifesti shock per la campagna del Comune

L’assessore Giusta: “Spero che facciano discutere, l’argomento è tenuto ancora troppo nascosto. Bisogna parlarne anche a scuola”

JACOPO RICCA

La scelta farà discutere, ma in fondo è quello che l’assessore alle Famiglie, Marco Giusta, vuole. «Lo spero almeno, si farà notare e si discuterà di argomenti tenuti ancora troppo nascosti come l’Aids, la prevenzione e l’educazione sessuale che andrebbe fatta nelle scuole». Da oggi sui muri di Torino compariranno i manifesti, con tanto di simbolo della città, che ritraggono due giovani, un ragazzo e una ragazza, che guardano dritto negli occhi i passanti e gli domandano: «Sono HIV positivo/a, e allora?». Una domanda choc per dei poster choc che potrebbero attirare molte polemiche e che fanno parte della prima campagna istituzionale in Italia di contrasto allo stigma per le persone sieropositive.
«Abbiamo voluto una comunicazione coraggiosa, fatta con una donna e un uomo e quindi rivolta a entrambi i generi. Era importante che ha farlo fosse una istituzione pubblica» spiega l’esponente della giunta Appendino.
Le affissioni partiranno oggi, giornata mondiale contro l’Aids, e puntano a comunicare anche ai più giovani alcuni concetti fondamentali: «Da un lato vogliamo contrastare lo stigma, l’isolamento e la discriminazione che troppo spesso patiscono le persone colpite dall’Hiv – continua Giusta – Dall’altra però vogliamo fare informazione perché molti non conoscono i rischi, come prevenire e come scoprire se si ha contratto il virus». La campagna infatti cerca di mettere in risalto numeri e informazioni sconosciuti ai più: a Torino, secondo i dati rilevati dal servizio “Sanarcobaleno” di somministrazione di test rapidi Hiv e sifilide, il 27,36 per cento delle persone che accedono al servizio non ha mai eseguito un test hiv prima, dato in linea con quelli regionali, ma soprattutto la maggior parte della popolazione non conosce lo stato sierologico del proprio partner. «Ci siamo resi conto che era necessario fare qualcosa perché la popolazione non è consapevole che le persone con Hiv che eseguono una terapia efficace e hanno carica virale non rilevabile da almeno 6 mesi non possono trasmette il virus sessualmente» racconta l’assessore. I manifesti, che saranno disponibili anche sul sito della Città, saranno affissi in 220 spazi dedicati. La campagna è stata realizzata da Odv “Casa Arcobaleno” in collaborazione con “Arcigay Ottavio Mai”, con un servizio semi-permanente con accesso gratuito, diretto e anonimo in risposta a bisogni specifici della popolazione Lgbtq.
Non solo comunicazione però.
Infatti Giusta riconosce il contributo che arriva dalle associazioni attive nella somministrazione del test rapido Hiv anche in contesti non ospedalieri, collegati però con il servizio sanitario regionale in grado di far fronte a specifici bisogni di diagnosi. Tra queste ci sono le associazioni come “Arcobaleno Aids”, e “Lila Piemonte” e “Anlaids”, che propongono iniziative periodiche e gruppi di sostegno. Iniziative che si sommano all’impegno costante di servizi di assistenza svolta da tutte le Associazioni che aderiscono alla Consulta Hiv/Aids della Regione Piemonte.
«Attraverso l’impegno di tutti, dalle istituzioni ai volontari, è possibile combattere lo stigma verso persone hiv positive -dice Giusta-. Mi preoccupa l’altissimo tasso di incidenza tra i giovani.
Occorre ricominciare a parlare di sessualità e prevenzione nelle scuole ».

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aids

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