Dalla rassegna stampa Teatro

"The deep blue sea" Zingaretti dirige Ranieri

… “The Deep Blue Sea” dell’inglese Terence Rattigan, autore raffinatamente gay che quasi di sicuro traspose in una triangolazione eterosessuale un proprio irrisolto affanno di sentimenti…

“The deep blue sea” Zingaretti dirige Ranieri

Teatro Argentina, largo Argentina, da stasera alle 21, euro 12-40, tel. 06/684000311

Preceduta nel 1953 da Andreina Pagnani che nello stesso ruolo (nell’italianizzato “Il profondo mare azzurro”) era diretta da Luigi Squarzina, stasera all’Argentina, palcoscenico dove lei apparve nel 2010 ne “L’oro di Napoli” tratto da Marotta, Luisa Ranieri è alla sua seconda importante prova teatrale della carriera, affidata alla regia di Luca Zingaretti, suo marito. Sarà protagonista femminile, martoriata dal dissidio con due uomini altrettanto incompatibili, un consorte e un giovane amante, di “The Deep Blue Sea” dell’inglese Terence Rattigan, autore raffinatamente gay che quasi di sicuro traspose in una triangolazione eterosessuale un proprio irrisolto affanno di sentimenti.

Col marchio del Teatro di Roma, del Teatro della Toscana e di Zocotoco, e col concorso degli altri interpreti della compagnia che sono Maddalena Amorini, Giovanni Anzaldo, Alessia Giuliani, Flavio Furno, Aldo Ottobrino, Luciano Scarpa e Giovanni Serratore, la vicenda inizia con un fallito tentativo di suicidio della signora, di Hester, e si conclude con una presa di coscienza dopo un’ulteriore idea della donna di farla finita con tutto. Qui, però, assistita e confortata dalla filosofia tollerante, e dal fatalismo pragmatico di un coinquilino.

Con questo lavoro, dopo “La torre d’avorio” e “The Pride”, Zingaretti chiude un ciclo di regie attente alla tematica dell’identità, e dopo aver condiviso con Luisa Ranieri l’interesse umano, individuale e sociale per questo testo, ha accettato l’esplicito invito di lei a occuparsi anche della messinscena, che resta ambientata negli anni Cinquanta, in Gran Bretagna, e s’avvale solo di una nuova traduzione più vicina ai linguaggi dei nostri giorni, a cura dello stesso Zingaretti e di Giuseppe Cesaro. Per conto suo, l’attrice deve impersonare una signora che ha voltato le spalle a un matrimonio con un magistrato formale, dedito ma anaffettivo dell’Alta Corte per un colpo di fulmine che l’ha travolta quando è entrata in contatto con un giovane ex pilota della Raf, collaudatore d’aerei, carattere irruento e scapestrato, un disoccupato irresponsabile che gioca al golf e si dimentica del compleanno di lei. La solitudine creata dalla spensieratezza del nuovo partner, la quotidianità diventata molto più insicura, e la sensazione di non riuscire a far quadrare mai passione e amore, tratteggiano l’io-diviso con cui deve fare i conti Luisa Ranieri. Vedremo come.

Rodolfo Di Giammarco


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