Dalla rassegna stampa Amministrazioni

Figli con due padri, l’apertura di Sala: necessario offrire una tutela giuridica

… amministratori locali da tutta Italia si riuniranno per rilanciare l’impegno e l’agenda politica «contro le teorie gender, l’utero in affitto e le adozioni omogenitoriali»…

Figli con due padri, l’apertura di Sala: necessario offrire una tutela giuridica

di Andrea Senesi

Giovedì il caso in aula. Family day in Regione

Gli uffici di Palazzo Marino hanno trascritto all’anagrafe gli atti di una bimba figlia di due uomini, riconoscendo anche al genitore non biologico lo status di papà. Un atto obbligato, ha spiegato ieri il sindaco Beppe Sala, col quale non si fa altro che recepire l’ordinanza del Tribunale che a fine ottobre aveva esaminato il caso di una bambina nata quattro anni fa in California grazie alla «gestazione per altri» e che in Italia risultava figlia solo di uno dei due uomini, mentre negli Stati Uniti aveva già due padri. La decisione del Tribunale civile di Milano aveva detto sì alla trascrizione del certificato americano. Un atto dovuto, quindi quello del Comune, conseguente alla sentenza giudiziaria. Ma la decisione «politica», quella cioè che estenderebbe il riconoscimento agli altri cinque casi analoghi registrati in città, è invece rinviata alla decisione del consiglio comunale, dove giovedì prossimo la discussione si annuncia infuocata, non solo per la prevedibile opposizione del centrodestra ma anche per i dubbi che attraversano gli stessi schieramenti e in particolare il centrosinistra. Dieci giorni fa, il tema era stato sollevato in aula da Enrico Marcora, esponente dei civici, che aveva messo in guardia la giunta dal prendere qualsiasi tipo di decisione sul punto senza passare da un dibattito politico e pubblico. E così avverrà. La questione sarà affrontata con ogni probabilità mercoledì in Commissione consiliare e l’indomani nell’aula di Palazzo Marino. Il Pd è schierato a favore del riconoscimento anagrafico di tutte le famiglie arcobaleno, anche quelle che per avere figli hanno fatto ricorso alla Gpa (pratica non consentita in Italia) ma un terzo del gruppo ha manifestato perplessità e dubbi. Nella lista civica che porta (ancora) il nome di Sala gli scettici in merito alle trascrizioni sono addirittura prevalenti. «In una vicenda così complessa vogliamo centrare la nostra posizione sulla tutela dei diritti e la non discriminazione dei minori coinvolti», dice comunque il capogruppo dem Filippo Barberis.

Beppe Sala ieri ha però anticipato il suo orientamento personale. «La mia posizione è abbastanza di apertura. La domanda che ci stiamo facendo è: può il Comune di Milano negare giuridicamente una decisione presa dal governo di un altro Paese?». «Mi rincresce — ha concluso il sindaco — che noi avevamo già fatto una richiesta di chiarimento al governo precedente e non abbiamo mai ricevuto risposta. Quindi, saremo costretti ad agire in mancanza di un’indicazione del governo». Attacca però Alessandro Morelli, consigliere e parlamentare leghista: «La trascrizione anagrafica di un bimbo con due padri non è né di centrodestra né di centrosinistra, ma contro il buonsenso. I figli nascono da un padre e una madre. Quindi massima tutela per ogni bimbo, ma bisogna fare in modo che i diritti dei più deboli siano tutelati rispetto a quelli dei più forti».

Intanto oggi al Pirellone va in scena il piccolo Family day su scala lombarda: col patrocinio della Regione a guida leghista, amministratori locali da tutta Italia si riuniranno per rilanciare l’impegno e l’agenda politica «contro le teorie gender, l’utero in affitto e le adozioni omogenitoriali». Tra i relatori attesi anche il ministro della Famiglia, Lorenzo Fontana e il leader del Popolo della Famiglia, Massimo Gandolfini.

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