Dalla rassegna stampa Sport

Novak Djokovic: "Non avrei nessun problema nei confronti di giocatori gay"

Novak Djokovic: “Non avrei nessun problema nei confronti di giocatori gay”

by ANTONIO FRAPPOLA

Novak Djokovic, dopo aver liquidato Alexander Zverev con il punteggio di 6-4 6-1, ha risposto alle domande dei giornalisti durante la conferenza stampa post-match. Al serbo è stato chiesto cosa pensasse della lotta di Margaret Court contro le unioni gay e in generale della possibile reazione dello spogliatoio nei confronti dell’omosessualità di un giocatore.

“Posso parlare solo per conto mio” , ha detto Nole. “Non avrei nessun tipo di problema verso questa cosa, assolutamente. Voglio dire, è giusto che ognuno abbia il proprio orientamento sessuale. Lo rispetto molto. Non vedo le persone in modo diverso se provano queste emozioni; in realtà lo vedo come un atto davvero coraggioso. Viviamo in una società che non è ancora pronta ad accettare determinate cose”.

Parlando dei conflitti di interesse nel tennis, come si può notare dal rapporto burrascoso tra l’ATP, la WTA, l’ITF, la Coppa Davis e la World Team Cup, e del legame tra questo sport ed i soldi, Novak ha spiegato il proprio punto di vista.

“Non penso che il denaro sia necessariamente un fattore trainante. Come presidente del Consiglio dei giocatori, ho avuto l’opportunità di incontrare le persone più influenti e potenti del tennis.

Ricevo anche molte opinioni da parte dei miei colleghi, e penso che la maggioranza di essi abbia davvero a cuore le sorti di questo sport. L’ATP e l’ITF sono due associazioni indipendenti, per questo non è facile gestire la situazione.

Poi ci sono i tornei del Grande Slam; noi dobbiamo provare a lavorare insieme, anche se non è semplice. Se guardo specificatamente alla struttura dell’ATP, credo che potrebbe essere migliore. Non penso che funzioni molto bene, ad essere onesti.

È un processo lento, però posso dire che l’attuale Consiglio dei giocatori è molto attivo dal punto di vista della comunicazione e dal punto di vista della cura per questo sport. Per quanto riguarda la Coppa Davis e la World Team Cup la situazione è delicata.

Ci sono delle circostanze particolari che vanno valutate attentamente. Gli eventi potrebbero essere molto simili tra un paio di anni, pur giocandosi a distanza di sei settimane l’uno dall’altro”.

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