Dalla rassegna stampa Cronaca

La denuncia di un attivista gay “ Espulso dall’Egitto per i miei articoli”

Felix Cossolo, gestore dello storico locale Afterline, fermato all’aeroporto del Cairo e costretto a rimpatriare

La denuncia di un attivista gay “ Espulso dall’Egitto per i miei articoli”

franco vanni

Felix Cossolo, gestore dello storico locale Afterline, fermato all’aeroporto del Cairo e costretto a rimpatriare

La spiegazione che ha ricevuto dall’ufficiale dell’immigrazione, appena atterrato al Cairo, è brutale: « Lei ha scritto articoli che parlano di sesso e politica, non è il benvenuto». Protagonista della vicenda è Felix Cossolo, milanese, fondatore e gestore dello storico locale gay Afterline, in via Sammartini. E già direttore della rivista Babilonia, dedicata al mondo Lgbt.
Cossolo aveva programmato una settimana di vacanze a Hurghada, sul Mar Rosso. Ma arrivato in aeroporto al Cairo, dopo avere pagato la tassa per il visto turistico, è arrivata la brutta notizia. « L’ufficiale dell’ufficio dogana e immigrazione ha trattenuto il mio documento, facendo verifiche sul computer — racconta Cossolo, gay dichiarato e attivo da sempre nelle battaglie per il riconoscimento di pieni diritti alle persone omosessuali — poi, mi ha chiesto di seguirlo alle partenze. A quel punto, mi ha detto che non avrei potuto mettere piede in terra egiziana. Mi ha lasciato la scelta: imbarcarmi a mie spese sul primo volo disponibile per l’Italia, oppure attendere per sei giorni in aeroporto, in custodia presso la polizia, e quindi prendere il volo di ritorno Easyjet che avevo prenotato e pagato».
Oltre ai voli, Cossolo aveva saldato il conto dell’hotel. Saputo che non sarebbe potuto uscire dall’aeroporto, due giorni fa ha deciso per il rimpatrio volontario. « La prospettiva di passare lì una settimana, di fatto in stato di arresto, ovviamente era inaccettabile. Quella che mi è stata prospettata era una finta scelta. Si è trattato di un’espulsione » . Spaventato dalla possibilità che i poliziotti volessero perquisire il suo telefono, Cossolo ha tolto la scheda e lo ha spento. «Lavorando in un locale notturno, c’erano alcune foto dei ragazzi dell’animazione, e temevo che questo potesse costarmi caro».
Delle forti limitazioni di diritti che le persone omosessuali subiscono in Egitto, già ai tempi di Hosni Mubarak, Cossolo aveva scritto nel 2007, per il magazine online Clubbing. Un reportage approfondito, scritto al termine di un viaggio nel Paese. Ed è molto probabile che ci sia proprio quell’articolo alla base del divieto per Cossolo di mettere piede in Egitto. Il servizio, ancora disponibile sul sito gay.tv, racconta dell’arresto avvenuto l’11 maggio 2001 di 52 uomini omosessuali che stavano facendo una crociera sul Nilo a bordo della Queen Boat. Mette in guardia sul rischio per i gay di essere perseguiti per il reato ( ancora in vigore) di “ depravazione abituale”. Descrive la vita nascosta di molti giovani, costretti a dichiararsi eterosessuali. E si conclude con una dichiarazione di solidarietà al movimento per i diritti gay attivo in Egitto, sconsigliando agli omosessuali di visitare il Paese e appoggiando una campagna al tempo promossa dal sito gayegypt. com ( poi chiuso) che invitava a boicottare la compagnia Egyptair, indicata come «finanziatrice del regime Mubarak».
Undici anni dopo, in Egitto sono cambiati i governi ed è cambiato lo scenario. « Ma i metodi sono sempre quelli. Ora sono stanco, amareggiato, confuso. Ma non può finire qui. Quello che ho subìto io può succedere ad altri. Voglio risposte, anche dalle istituzioni italiane», dice Cossolo, rientrato a proprie spese a Milano, via Francoforte.

Una vecchia foto di Cossolo in Egitto


Condividi

Effettua il login o registrati

Per poter completare l'azione devi essere un utente registrato.