Dalla rassegna stampa Giustizia

Il Tribunale riconosce due papà - La svolta sull’adozione dei figli

Il Tribunale riconosce due papà – La svolta sull’adozione dei figli

di Elisabetta Andreis

Primo caso milanese. Giudici divisi: «La priorità è la tutela dei minori»

Stepchild adoption: per la prima volta, il Tribunale per i minorenni di Milano ha dato il suo benestare all’adozione di due bambini da parte del padre non biologico di una coppia omogenitoriale.

Michele e Adriano, quarantenni, sono insieme dal 1999 e nel 2014 hanno avuto i due gemelli con la procreazione medicalmente assistita (una donna ha fornito l’ovulo e l’altra, in Sud America, ha portato avanti la gravidanza). Da quando i figli sono nati, la coppia li ha accuditi insieme. Una famiglia. Ma davanti alla legge fino a ieri Adriano «non era nulla», per loro. Da ora invece è il papà adottivo.

A Milano questa sentenza potrebbe fare da apripista (altrove la stepchild adoption è già stata sdoganata, qui non ancora, anche se qualche tempo fa il sindaco Giuseppe Sala, non senza polemiche, ha trascritto l’atto di nascita californiano per i figli di una coppia di uomini, riconoscendo la genitorialità di entrambi).

Materia controversa, anche all’interno dello stesso Tribunale dove i giudici sono divisi. Non a caso via Leopardi aveva detto «no» ad un analogo caso (contro il parere favorevole della Procura), e molte richieste sono ferme in attesa di risposta. «Il Tribunale, con le sue opposte decisioni su temi così sensibili e delicati, riflette le differenti posizioni che ha anche la società civile nel valutare quale sia il miglior interesse del minore» ha sottolineato la presidente Maria Carla Gatto.

Stavolta Tribunale e Procura concordano, a garanzia dei minori, la tutela più forte è riconoscere giuridicamente il padre, anche nell’eventualità di «dover sopperire ad una futura assenza» del padre biologico. E la sentenza si sofferma anche sul punto più controverso, il ricorso alla Gestazione per altri, che in Italia è vietata. Nell’idea di chi è contrario, comporta lo sfruttamento di chi offre (contro denaro) il proprio corpo. «Non sussistono elementi, neanche indiziari per ravvisare l’ intenzione di offendere o approfittare dello stato di bisogno», si legge.

La maternità surrogata è un tema su cui è necessario interrogarsi ma «credere che ci sia sfruttamento della donna in tutti i casi è un pregiudizio» sbagliato, dicono i legali Michele Giarratano e Vera Cascavilla. La Procura si spinge ancora oltre, apprezzando, tra le altre cose, che i due papà siano impegnati a mantenere «contatti costanti e affettuosi» anche con la gestante biologica in Sud America. Conferma Adriano: «Ci sentiamo regolarmente, è venuta con i suoi tre figli alle nostre nozze l’anno scorso. E quando ci hanno annunciato il via libera all’adozione, Laura era da noi a Milano per il quarto compleanno dei gemelli. Ci siamo abbracciati fortissimo». Non era scontato, l’apprezzamento: «La coppia è interessata a fondare una famiglia avvolgente, inclusiva e orientata a riconoscere dignità e importanza alle sue varie componenti — si legge —, nell’interesse dei minori».

stepchild adoption

Letteralmente «adozione del figliastro» (o «configlio»), la locuzione inglese stepchild adoption indica la possibilità per un membro di una coppia di diventare genitore del figlio dell’altro. Prevista dalla legge nel caso di due eterosessuali è tema controverso in relazione agli omosessuali

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