Dalla rassegna stampa Cinema

DISOBEDIENCE - I peccati di Rachel e Rachel scuotono il mondo yiddish

DISOBEDIENCE – I peccati di Rachel e Rachel scuotono il mondo yiddish

di Maurizio Porro

Dopo aver pronunciato un’ultima omelia in cui dichiara la natura imperfetta dell’uomo col suo libero arbitrio (causa ed effetto?) il rabbino capo della comunità ortodossa di Londra muore. Da New York accorre per i funerali la figlia Ronit che si trova immersa così nei rituali della rigida tradizione: incontra la sua fiamma di gioventù Esti, sposata al cugino Dovid, studioso di Torah. Ecco che il fuoco si riaccende, una storia d’amore triangolare dove ciascuno ha le sue ragioni mentre la famiglia ebraica alza la voce scandalizzata. Sebastian Lelio, regista cileno di grandi ritratti femminili declinati secondo diverse forme di solitudine accorre al capezzale di questa storia quasi anacronistica di passioni spente e riaccese sul contesto di una comunità yiddish alla Singer-Roth (Isaac e Joseph) storia che diventa più universale e filosofica nel tema della scelta e quindi del famoso «arbitrio».

Lelio è un maestro nel mostrare quello che non si vede ad occhio nudo. Si potrebbe definirlo un melò, ma c’è dell’altro intorno al groviglio di affetti mai sopiti nel tempo: intransigenza religiosa, vincoli familiari, la distanza geografica culturale e il match sui confini elastici fra amore odio. Thriller del cuore mantenuto monocorde, dove due fantastiche Rachel (Weisz e McAdams), complici della sceneggiatrice Lenkiewicz che si basa sul romanzo di Naomi Alderman, alternano la cupezza di morte e peccato col wedekindiano risveglio primaverile dei sensi.

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