Dalla rassegna stampa Cinema

Taron Egerton "Smessi i panni di Robin Hood mi trasformo in Sir Elton"

Taron Egerton interpreta la rockstar britannica Elton John nel film Rocketman di Dexter Fletcher, che arriverà nelle sale l’anno prossimo

Taron Egerton “Smessi i panni di Robin Hood mi trasformo in Sir Elton”

FILIPPO BRUNAMONTI

L’attore inglese a soli 28 anni (e dopo il successo di “Kingsman” con il suo mentore Colin Firth), è il leggendario bandito e poi la rockstar in “Rocketman”

NEW YORK
Ci sono momenti nella vita di una rockstar che definiscono chi sei. Là dove c’era il buio, ora ci sei tu». Parole che calzano a pennello a Taron Egerton, under 30, nato e cresciuto nella contea di Cheshire, in Inghilterra, alla conquista di Hollywood. «Sarà un viaggio pazzesco» attacca la voce fuoricampo di Rocketman, in una delle scene madri del film, ispirato al successo di Elton John dopo il lancio della hit nel disco Honky Château. «Per me è il cinema, quel viaggio pazzesco» sorride Egerton in un albergo di Central Park West. Canotta bianca, occhi da bambino. Dopo Kingsman, al fianco di Colin Firth tra scazzottate e servizi segreti, «è l’anno dei rischi, del gioco, del travestimento» dice l’attore.
«Sono un camaleonte: in calzamaglia nel nuovo Robin Hood con Eve Hewson (figlia di Bono e Ali Hewson, ndr) nel ruolo di Lady Marian e, subito dopo, me ne sto sdraiato su un sofà anni Settanta a bordo di un jet extra-lusso; occhiali da sole glitter color arancio, giacche lamé oro, tutina rossa, scarpe con le ali d’angelo». E un parrucchino non proprio donante. Trasformarsi nel Baronetto, Sir Elton John, in un biopic a metà tra musical e fantastico, «mi ha permesso di conoscere il significato delle parole diversità e varietà» racconta. «Non interpreto l’icona dallo stile flamboyant che tutti si aspettano. Indago il suo lato più vulnerabile senza nascondere i tre, religiosi ingredienti: sesso, droga e rock’n’roll». E il petto villoso. Il film diretto da Dexter Fletcher sarà vietato ai minori.
Outfit a parte (il make-up si ispira ai concerti fotografati da Terry O’Neill ai tempi di Roger Crook, Lulu e Patti LaBelle and the Bluebelles), il primo testimone della trasformazione di Taron Egerton è l’attore Jamie Foxx: «Jamie mi ha sentito suonare il pianoforte in un break dalle prove di Robin Hood, dove lui è Little John nella foresta di Sherwood.
Mi ha sorpreso in un atrio mentre improvvisavo Rocket Man. È un esperto di musica, la suona, la fa, produce quella di altri. Mi ha detto: “Ragazzo, non ho mai visto nessuno recitare, cantare, suonare come fai tu. È il segno di una carriera longeva”. Ho solo 28 anni; i complimenti di un attore che ha vinto l’Oscar per l’interpretazione di Ray Charles, e che a casa riceve Quincy Jones che gli confida aneddoti su Barbra Streisand e Frank Sinatra, mi lusingano». Aspettative alle stelle anche per il nuovo adattamento di Robin Hood di Otto Bathurst, in uscita il 22 novembre. «Non vado pazzo per i drammoni, né corro a vedere i film storici. Sono cresciuto con Shakespeare e Sogno di una notte di mezza estate,
il mio nome di origine gallese significa “tuono” (per un errore ortografico la “a” di Taran è diventata una “o”), i miei genitori, da piccolo, erano presi soprattutto dal loro bed-and-breakfast e dai servizi sociali. Ma la leggenda di Robin Hood è sempre stata a portata di mensola».
La versione post Disney, post Kevin Costner, post Gladiatore (Russell Crowe) e post parodia (ricordate Charlie Sheen che, invece della freccia,scagliava con l’arco un gallo con la cresta ritta e gli occhi a palla?), a detta di Egerton, «somiglia a un fumetto: è un action ipercinetico, all’avanguardia, un Uomo-in-Calzamaglia simile all’Uomo Ragno o al Django di Tarantino».
In Robin Hood assicura «ho un fisico tonico. Ma devo vedermela, “con il perfido sceriffo di Nottingham”, direte voi. E invece no: la calzamaglia! Che prude.
Pizzica. Stringe dappertutto. Ma come si fa a dire di no a DiCaprio per colpa di un costume di scena…». DiCaprio è il produttore del film: «Andiamo, chi non vorrebbe essere lui nella vita?».
Anche Leo pensa che Egerton sia uno dei migliori talenti inglesi: ha visto i suoi lavori alla Royal Academy of Dramatic Art di Londra e buttato un occhio al box office (i due episodi di Kingsman hanno totalizzato 824 milioni di dollari). «In poco tempo ho tenuto testa al mio mentore Colin Firth, seguito da Samuel L. Jackson, Michael Caine, Hugh Jackman che mi ha detto “Se non prendi parte ad almeno una saga, sei un attore morto”, ho fatto da spalla ad Alicia Vikander e sono stato il pazzo Teddy Smith in Legend, con Tom Hardy. Se entro nei cuori della gente è perché me ne frego del decoro a tutti i costi: quello che voglio è continuare a bere al pub con gli amici».
La storia di Robin di Loxley non è folklore inglese: «Parla alle coscienze dei capitalisti.
In ogni epoca c’è spazio per un Robin old school. Da quel che vedo, il suo mondo di ritorno dalle crociate è irriconoscibile tanto quanto lo sta diventando l’enclave di soli miliardari a Manhattan: quella Billionaires’ Row poco più sotto Central Park, con i poveri fuori, ai margini».
Taron Egerton possiede un briciolo del fuorilegge di Robin?
«Mai commesso nulla di moralmente riprovevole. Ma ho i miei scheletri nell’armadio…».

Eroe popolare
L’incontro di Taron Egerton Robin Hood con Jamie Foxx-Little Johyn, in una scena del film di Otto Bathurst in sala dal 22 novembre
ATTILA SZVACSEK
Taron Egerton interpreta la rockstar britannica Elton John nel film Rocketman di Dexter Fletcher, che arriverà nelle sale l’anno prossimo
Elton John

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