Dalla rassegna stampa Amministrazioni

La censura a Zelger divide Pd e Sinistra «Giusto mediare» «No, troppo soft»

ABORTO, OGGI IL CORTEO

La censura a Zelger divide Pd e Sinistra «Giusto mediare» «No, troppo soft»
L.A.

VERONA La «censura» è passata, e con una scelta che non ha precedenti. Ma il «caso Zelger» non è chiuso. Tutto era nato dall’approvazione della mozione antiaborto. E oggi pomeriggio in partenza dalla stazione si terrà la manifestazione indetta dall’associazione «Non una di meno», per difendere la legge 194. Alla manifestazione ha aderito anche la Cgil, secondo la quale «è urgente e necessario un segno visibile di contrarietà a provvedimenti oscurantisti e misogini».

Dopo quella mozione, Alberto Zelger (in foto) aveva rilasciato dure dichiarazioni contro i gay e le donne che abortiscono. E per questo è arrivata la «censura» all’esponente leghista da parte dei consiglieri, anche del suo stesso partito. Anche su questo, peraltro, il centrosinistra si divide. Michele Bertucco (Sinistra in Comune) è l’unico consigliere a non avere votato il provvedimento, e spiega che «Zelger non ha ritratto nulla, e per questo non vedevo e continuo a non vedere alcun motivo per annacquare l’ordine del giorno di censura cancellando (censurando, appunto) tutta la premessa dove venivano riportate le sue affermazioni relativamente ad esempio all’aborto considerato un “abominio” e agli omosessuali definiti una “sciagura per la riproduzione e la conservazione della specie”. Mi spiace – conclude Bertucco – che le altre minoranze abbiano votato a favore, anche perché è passata l’affermazione per cui Verona è città tollerante, che non discrimina, mentre Verona non è solo tolleranza e accoglienza, perché certa politica coltiva il virus dell’oscurantismo e dell’intolleranza, ed è un errore fingere di non vederlo».

Dal Pd la replica di Elisa La Paglia, che spiega invece il voto a favore: «Chi era presente sa che altrimenti saltava tutto – dice – e invece di polemizzare con noi del Pd (che abbiamo preteso e ottenuto di difendere anche le donne oltre che gli omosessuali) concentrate le vostre ire contro il sindaco che ha provato ad impedire che si parlasse anche delle donne, intervenendo dalla Sagra della polenta (e non è uno scherzo!). Certo, la versione originaria era la migliore ma in politica le mediazioni sono all’ordine del giorno, qualcosa ottieni e qualcosa cedi ma devi aver chiaro l’obiettivo: e l’altra sera l’obiettivo era la condanna dell’intero consiglio alle frasi di Zelger!»

L’autore del documento di censura, il leghista (espulso) Mauro Bonato, sottolinea da parte sua che nella versione definitiva il testo «ha introdotto due novità: la prima, la ferma condanna non soltanto di qualsiasi forma di omofobia ma anche di chi offende le donne; la seconda, l’affermazione che Verona non è intollerante, nè discriminatoria ed omofoba».

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