Dalla rassegna stampa Cinema

Lega Puglia, Caroppo: «Regione paga film su Mieli promotore pedofilia»

Lega Puglia, Caroppo: «Regione paga film su Mieli promotore pedofilia»

Il segretario del partito pugliese: «voglio sperare che Emiliano non sappia a cosa incitava»

BARI – «Con decine di migliaia di euro, risorse del Por Puglia 2014-2020, attraverso Apulia film fund e Apulia film commission (Afc), la Regione Puglia sta di fatto finanziando un film su uno dei promotori della pedofilia». Lo afferma il segretario della Lega in Puglia e consigliere regionale, Andrea Caroppo, riferendosi alle riprese che partiranno lunedì 8 ottobre tra Lecce e Brindisi del film ‘Gli anni amari’ sulla figura di Mario Mieli. E’ stata la stessa Afc oggi a dare notizia delle riprese della pellicola di Andrea Adriatico che racconta la storia di Mieli, definito dall’Afc il “primo intellettuale italiano studioso delle teorie di genere, attivista omosessuale negli anni Settanta».

«Voglio sperare – precisa l’esponente della Lega – che Emiliano e i suoi non sappiano a cosa incitava Mario Mieli, un personaggio che faceva uso di droghe, mangiava i propri escrementi e, tanto per dirne una, a Londra, nel 1975, nudo e drogato, cercava nell’aeroporto di Heathrow un poliziotto con cui avere rapporti sessuali». «Ma – prosegue Caroppo – ove tanto non bastasse a ritenere inopportuno promuoverne la figura, Mieli era un promotore della pedofilia. Non lo dico io, ma è un fatto noto come note sono le eloquenti citazioni di Mieli».

«Noi, sì – fa notare il leghista riferendo le parole di Mieli – possiamo amare i bambini. Possiamo desiderarli eroticamente rispondendo alla loro voglia di Eros, possiamo cogliere a viso e a braccia aperte la sensualità inebriante che profondono, possiamo fare l’amore con lorò». Caroppo evidenzia che Mieli «lo scriveva nel 1977 in Elementi di critica omosessuale, dolendosi del fatto che ‘i rapporti sessuali in particolare omosessuali tra bambini vengono repressi, parlando di ‘tabù’ rispetto al ‘binomio sessualità-infanzia’, e di ‘ossessione quasi patologica che trasforma il timore della pedofilia in una vera e propria caccia alle streghe’».
«Non ci sono parole – conclude Caroppo – per censurare il fatto che Emiliano usi i soldi dei pugliesi per proporre ai giovani questi modelli».

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