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Revolution Soccer Team, la squadra gay che sfida i pregiudizi

Revolution Soccer Team, la squadra gay che sfida i pregiudizi

È nata a Firenze nel 2008, si è affermata a livello nazionale, ha ispirato un documentario e promosso un torneo diventato internazionale, che comincia il 6 ottobre: «Il calcio, in Italia, è lo sport dove i diritti civili vengono ignorati»
Una partita, nella partita. Il Revolution Soccer Team è una squadra di calcetto di Firenze, a maggioranza omosessuale, che da anni porta avanti parallelamente le sfide sul campo, fatte di allenamenti e tornei, e le battaglie fuori, per il rispetto dei diritti civili. Tutto è cominciato in un bar dal capoluogo toscano, nell’estate del 2008, quando un gruppetto di ragazzi decisero di fondare una formazione gay/gay friendly, con la speranza di abbattere lo stereotipo che identifica il calcio come uno sport macho.

In un decennio, di strada ne è stata fatta tanta: la squadra si è affermata a livello nazionale e il torneo da loro promosso – che all’inizio aveva una diffusione locale e si chiamava ironicamente «Finocchiona Cup» – ha preso piede anche fuori dai confini nazionali ed è conosciuto oggi come Florence International Soccer Tournament. Inizierà il 6 ottobre, il giorno dopo la proiezione del documentario Il giocatore invisibile, del regista Matteo Tortora, che affronta proprio questa delicata tematica.

«Il calcio è l’ultimo baluardo in Italia dove l’argomento dell’omosessualità non solo non è stato sdoganato, ma è proprio intoccabile», spiega Paolo Nieri, presidente del Revolution Soccer Team, a La Repubblica. «Entrare in contatto con la nostra squadra ha rappresentato per molti un inizio di auto-accettazione, che poi ha portato alla piena visibilità e al dichiararsi. Che “il pallone non sia un sport da signorine” è un concetto duro a morire, così come l’idea che le calciatrici siano quasi tutte lesbiche».

Il «frocio» che l’allenatore Sarri ha usato come insulto verso il collega Mancini è roba abbastanza recente, così come l’uscita di Cassano che – all’idea che ci potessero essere omosessuali in Nazionale – ha risposto «problemi loro». È su questo terreno che si gioca la partita più importante del Revolution Soccer Team, che chiede alla Federcalcio e alla Uisp di «mettere in cantiere percorsi educativi sull’argomento». Momenti di riflessione, che spingano verso un sempre maggiore rispetto dei diritti civili.



Perché, si sa, i pregiudizi sono l’avversario più difficile da sconfiggere.

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