Dalla rassegna stampa Cronaca

«Io reclusa per un anno dai genitori perché gay»

Lei, 17 anni, ama una ragazza “Picchiata e reclusa in casa”

«Io reclusa per un anno dai genitori perché gay»
Rinaldo Frignani

In dieci giorni è scappata due volte da casa. La prima è stata rintracciata da una pattuglia delle forze dell’ordine. La seconda invece è stata proprio lei, una ragazza di 17 anni, studentessa di un istituto professionale alla periferia est della Capitale, a rivolgersi all’Help Line del gay Center. E ha raccontato non solo una storia di omofobia fra le mura domestiche ma anche di violenze e soprusi da parte della madre. La polizia ha denunciato la donna per sequestro di persona e maltrattamenti: chiudeva la figlia in casa per impedirle di incontrarsi con una coetanea, con la quale aveva intrecciato una relazione sentimentale. Il padre e la sorellina tredicenne della vittima hanno assistito a quello che accadeva: il papà non è stato indagato, ma non si esclude che possa esserlo nelle prossime settimane per favoreggiamento. Intanto a lui e alla moglie è stata sospesa la patria potestà, la diciassettenne ora è in una casa famiglia. «Hanno spiato il mio telefono e scoperto che mi vedevo con una ragazza — racconta la giovane — da allora mi rimproveravano di continuo. Mi insultavano, dicevano che per loro ero una vergogna e che non dovevo uscire di casa», ha raccontato la giovane, interrogata in forma protetta. La madre invece è rimasta in silenzio. «La storia è andata avanti per un anno», spiega il portavoce del gay Center, Fabrizio Marrazzo. Da quando hanno scoperto l’omosessualità della figlia sono cominciate le vessazioni: la procura di Velletri e quella dei minorenni vogliono fare piena luce su tutto. Anche sul fatto che alla ragazza veniva impedito di uscire: poteva andare a scuola, ma solo accompagnata dai genitori. E se questo non era possibile, visto che entrambi gli adulti sono impiegati e lavorano fino a metà pomeriggio, la figlia veniva chiusa in casa. «Vedrai che ti succede, lesbica», la insultavano. Fino alla fuga e al rifugio nella comunità grazie anche all’Osservatorio di polizia e carabinieri contro le discriminazioni.


da La Repubblica Firenze

Lei, 17 anni, ama una ragazza “Picchiata e reclusa in casa”

rory cappelli

I genitori indagati per maltrattamenti e sequestro di persona. La denuncia del Gay Center

Maltrattamenti in famiglia e sequestro di persona: ecco le accuse con cui i pm di Velletri stanno procedendo contro la madre e il padre di una 17enne di Albano Laziale costretta per un anno in casa, picchiata e chiusa a chiave per impedirle di uscire, forzata anche a lasciare la scuola.
A far impazzire i due genitori 50enni, entrambi impiegati, ma in particolare la donna, alcuni messaggi letti sul cellulare della ragazza dai quali avevano scoperto che si era innamorata di una coetanea. Apriti cielo e chiuditi porta: i due quando uscivano la chiudevano dentro a doppia mandata; rincasando, anche di notte, la insultavano urlandole contro: « Brutta lesbica! » . Scene alle quali spesso assisteva sgomenta la sorellina di 11 anni.
Qualche mese fa la 17enne scappa. Si presenta alle forze dell’ordine e sporge denuncia contro i genitori. In tutta risposta gli investigatori, invece di investigare, appunto, la rassicurano — « Non ti preoccupare, ci pensiamo noi » — e però poi la riaccompagnano a casa, riconsegnandola nelle mani di quelle stesse persone da cui stava cercando di fuggire.
Ma la ragazza non si perde d’animo. Contatta il Gay Center, che proprio per i minorenni omosessuali e transgender ha attivato, in collaborazione con il ministero dell’Istruzione, una chat anonima che si chiama Speakly. Speakly è anche una app che si può scaricare sul cellulare: rispondono dei volontari che ricevono circa 20mila richieste di soccorso l’anno. Di queste, almeno 400 sono il risultato di storie estreme di sequestri, violenza, botte e segregazione. Una delle ultime domande di aiuto veniva da una ragazza, anche lei segregata in casa, sottoposta a umiliazioni di ogni tipo e addirittura frustata dai genitori perché omosessuale.
La procedura nei casi in cui un volontario si renda conto che la situazione denunciata in chat ( o al numero verde Gay Help Line 800713713) è particolarmente grave, è quella di chiedere se il minore abbia tentato di presentare denuncia. La 17enne ha risposto che, «sì, sono scappata, ho denunciato, e mi hanno riportata a casa ». A quel punto il Gay Center si è rivolto al supporto Oscad, l’Osservatorio di polizia e carabinieri contro le discriminazioni creato nel 2010: polizia e carabinieri sono intervenuti, prelevando a casa la ragazza e accompagnandola in una struttura protetta per minori. Ora è tornata a scuola. E i genitori della ragazza sono finiti indagati per maltrattamenti in famiglia e sequestro di persona.
« Sono tantissimi i minori che vivono situazioni simili» afferma Fabrizio Marrazzo del Gay Center. «Questo perché non sono tutelati da una legge contro l’omofobia e perché le forze dell’ordine spesso sottovalutano le situazioni. Il 17 maggio è la Giornata mondiale contro l’omofobia: se non si arriverà a discutere una legge, proporremo ai sindacati di indire per quel giorno uno sciopero. Non si può più ignorare così tanta sofferenza».


da Il Fatto

Roma, Gay Center: “Minore segregata in casa dai genitori perché lesbica”

Del caso della 17enne ora si occupa la procura dei minori. La minore è stata liberata dopo la denuncia dell’associazione che si occupa di persone Lgbt grazie al supporto dell’Osservatorio di Polizia e Carabinieri contro le discriminazioni

“La ragazza viveva in un clima di continua violenza ed era sequestrata in casa, dove i familiari non la facevano più uscire. Quando rimaneva sola in casa, i genitori chiudevano la porta a chiave con lei dentro”. Il Gay Center, associazione che promuove servizi e iniziative per le persone Lgbt, ha denunciato la storia di una ragazzina di 17 anni, che i genitori tenevano segregata nella loro casa in provincia di Roma da quando avevano scoperto che era lesbica. La minore è stata poi liberata grazie al supporto dell’Osservatorio di polizia e carabinieri contro le discriminazioni e del caso si occupa la Procura dei Minori.

“La ragazza ha raccontato una situazione familiare molto grave, da quando i genitori, un anno fa, hanno scoperto che era lesbica“, spiega Fabrizio Marrazzo del Gay Center. La ragazza era riuscita a fuggire una prima volta e a chiamare le forze dell’ordine, che vista la minore età, “l’hanno riconsegnata alla famiglia – spiega Marrazzo -. Successivamente la ragazza è riuscita a scappare di nuovo e ha contattato il nostro servizio Gay Help Line 800 713 713, che ci ha permesso di muoverci per metterla in una struttura protetta per minori e la stiamo aiutando a ricostruire la sua vita, facendole riprendere gli studi che aveva abbandonato forzatamente”.

Marrazzo, sottolineando che “quanto accaduto è molto grave” sottolinea l’importanza di “approvare al più presto una legge contro l’omotransfobia, che preveda anche la formazione per il personale pubblico per evitare episodi di discriminazione e pregiudizio anche da parte di funzionari pubblici come accaduto alla giovane ragazza”. E avverte: “Se non verrà approvata una legge contro l’omotransfobia inviteremo i sindacati e la comunità lesbica, gay, bisex, e trans a fare uno sciopero generale dei lavoratori il 17 maggio, in occasione della Giornata Mondiale contro l’Omofobia a sostegno della richiesta di legge”.


da AGI

Gay: Roma, minorenne segregata in casa un anno perché lesbica

Una ragazza minorenne segregata in casa da quando, un anno fa, i genitori hanno scoperto che è lesbica. Un incubo finito solo pochi giorni fa, quando la giovane ha contattato servizio Gay Help Line 800 713 713 di Gay Center, che ha denunciato la vicenda. La 17enne, riferisce il portavoce di Gay Center Fabrizio Marrazzo, ha raccontato una situazione familiare molto grave, da quando i genitori, un anno fa, hanno scoperto che era lesbica. In particolare la ragazza viveva in un clima di continua violenza ed era sequestrata in casa, dove i familiari non la facevano più uscire. Inoltre i genitori, quando rimaneva sola in casa, chiudevano la porta a chiave con lei dentro. Nonostante questo la ragazza è riuscita a scappare di casa ed ha chiamato le forze dell’ordine, che, una prima volta, invece di metterla in protezione, la hanno riconsegnata alla famiglia. “Successivamente – racconta Marrazzo – la ragazza è riuscita a scappare di nuovo e ha contattato il nostro numero verde, che ci ha permesso di muoverci per metterla in protezione. La ragazza, ripresa dalla famiglia, è stata poi ritrovata chiusa in casa dalle forze dell’ordine da noi allertate. Ora la ragazza è in una struttura protetta per minori e la stiamo aiutando a ricostruire la sua vita, facendole riprendere gli studi che aveva abbandonato forzatamente”. “Quanto accaduto e’ molto grave – continua Marrazzo – E’ importante approvare al più presto una legge contro l’omotransfobia, che preveda anche la formazione per il personale pubblico per evitare episodi di discriminazione e pregiudizio anche da parte di funzionari pubblici come accaduto alla giovane ragazza. Se non verrà approvata una legge contro l’omotransfobia inviteremo i sindacati e la comunità lesbica, gay, bisex, e trans a fare uno sciopero generale dei lavoratori il 17 maggio, in occasione della Giornata Mondiale contro l’Omofobia a sostegno della richiesta di legge”.


da Il Messaggero

Confessa di essere lesbica, 17enne segregata in casa dalla famiglia

Ragazza 17enne segregata in casa da un anno: aveva confessato ai genitori di essere lesbica
La tenevano segregata in casa, vessandola, aggredendola, umiliandola perché omosessuale. La sua «colpa», secondo i genitori, era quella di essersi innamorata di una sua coetanea, una 17enne come lei. Un amore per nulla andato giù alla mamma e al papà che, per tutta risposta, hanno pensato di rinchiuderla in casa, vietandole di uscire e incontrare altre persone. Dopo un anno di vita da reclusa a salvare la giovane, residente ai castelli romani, ci hanno pensato le forze dell’ordine, allertate dal Gay Center, l’associazione alla quale si era rivolta la minorenne.

L’hanno portata via di casa e trasferita in una struttura protetta. Sull’episodio ha aperto un fascicolo la procura di Velletri che ha indagato la mamma della ragazza con l’accusa di maltrattamenti in famiglia e sequestro di persona. Al vaglio anche la posizione del papà. Del caso si interessa anche la Procura dei minori. L’episodio, denunciato dal portavoce del Gay Center, Fabrizio Marrazzo, risale ad un anno fa in un piccolo paese della provincia di Roma quando i genitori della ragazza vengono a conoscenza del rapporto omosessuale. Una famiglia benestante, senza particolari problematiche, che si scaglia contro la 17enne, umiliandola e offendendola.

L’incubo della giovane dura 12 lunghi mesi. Spesso veniva rinchiusa a chiave in casa dai genitori, oppure offesa al suo ritorno da scuola. «Brutta lesbica, ora te lo facciamo vedere noi…», alcune delle minacce, rivolte anche davanti alla sorellina più piccola. Nonostante le continue vessazioni, la 17enne trova anche il coraggio di fuggire già una prima volta. Riesce a raggiungere un paese vicino, sul litorale, dove denuncia l’accaduto alle forze dell’ordine. Nonostante il suo grido d’aiuto, però, la ragazza viene riaccompagnata a casa dalla famiglia. E così l’incubo continua. Fino a quando non riesce a fuggire di nuovo. Questa volta, però, si mette in contatto con il Gay Center, attraverso un’applicazione che garantisce completamente l’anonimato a chi denuncia episodi di violenza. Sarà l’associazione ad allertare quindi l’Osservatorio di polizia e carabinieri contro le discriminazioni che decide di intervenire prelevando la ragazza da casa e portandola in una struttura protetta. Ma quello di oggi è solo l’ennesimo caso di violenza nei confronti di minori omosessuali.

Lunedì prossimo i genitori di una ragazzina di 15 anni all’epoca dei fatti, oggi 18enne, saranno in aula per rispondere dei reati di violenza e maltrattamenti. L’accusa contesta loro di aver picchiato la giovane, ricorrendo in alcuni casi anche all’uso di fruste o cinghie. «Ogni anno – spiega Fabrizio Marrazzo, portavoce del Gay Center – registriamo 400 casi di ragazze e ragazzi che subiscono situazioni di questo tipo. Purtroppo non esistono strutture dedicate al supporto di questi ragazzi e quindi aiutarli diventa molto difficile». «È importante – prosegue – approvare al più presto una legge contro l’omotransfobia, che preveda anche la formazione per il personale pubblico per evitare episodi di discriminazione e pregiudizio anche da parte di funzionari pubblici come accaduto alla giovane ragazza. Se non verrà approvata una legge contro l’omotransfobia inviteremo i sindacati e la comunità lesbica, gay, bisex, e trans a fare uno sciopero generale dei lavoratori il 17 maggio, in occasione della Giornata Mondiale contro l’Omofobia a sostegno della richiesta di legge».

Effettua il login o registrati

Per poter completare l'azione devi essere un utente registrato.