Dalla rassegna stampa Cronaca

Coppia gay, la «scorta» degli amici

Oggi la manifestazione di solidarietà a Grezzana. Nella posta una lettera di minacce

Coppia gay, la «scorta» degli amici

Oggi la manifestazione di solidarietà a Grezzana. Nella posta una lettera di minacce

VERONA Angelo e Andrea sono tornati a dormire nella loro casa di Stallavena, dopo l’agguato di metà settembre in cui venne tirata della benzina addosso ad Andrea e i muri furono imbrattati con svastiche e insulti. A «proteggerli» i compagni della scuola d’arte di Andrra che passano la notte in auto davanti alla casa della coppia. Oggi alle 15 il corteo di solidarietà che partirà dalla piazza di Grezzana. Tra la posta la coppia ha trovato una lettera di minacce.

Minacce prima dell’agguato
Coppia gay aggredita, ronde notturne degli studenti per evitare altri attacchi

Angiola Petronio

VERONA «Non vogliamo che questa storia non abbia una verità. Non vogliamo che la violenza, qualsiasi violenza contro qualsiasi essere umano, vinca. Questa lotta non è per noi che ormai siamo stati attaccati, è per tutti…». Angelo e Andrea hanno una casa che per loro non è più un rifugio. La notte fanno fatica a dormirci e ogni rumore diventa un richiamo a quanto successo quindici giorni fa. Risentono l’odore della benzina buttata addosso ad Andrea, rivedono le scritte e le svastiche con cui sono stati vergati i muri.

Alcuni compagni della scuola d’arte di Andrea sono diventati vedette, per proteggere quella coppia che si è sposata in Spagna e che in quella villetta a schiera a Stallavena si era costruita la propria vita. «Passano la notte in auto – racconta Angelo – per proteggerci. Ma l’inverno avanza, il freddo li costringerà a smettere. E io e Andrea saremo di nuovo soli, con le nostre paure…». Non saranno soli oggi, Angelo e Andrea. Alle 15 dalla piazza di Grezzana partirà la manifestazione contro l’omofobia organizzata da Arcigay Pianeta Milk e circolo Pink. «Mano nella mano», l’hanno intitolata. Come quelle che Angelo e Andrea si davano la prima volta che sono stati aggrediti, in piazza Bra.

È stato in quei giorni che ad Angelo e ad Andrea sono accaduti dei fatti che sembrano essere il preludio di quanto accaduto sulla loro porta di casa. «La notte di dieci giorni prima un nostro vicino ha visto un uomo sulle scale della nostra villetta. Si era coperto la testa con il cappuccio di una felpa. Il nostro vicino gli ha puntato la pila in faccia e lui è scappato». Tutto denunciato ai carabinieri. «Anche per questo chiediamo di essere tutelati. Non solo per noi, ma anche per le persone che ci abitano accanto».

E nella cassetta della posta che adesso è piena di messaggi di solidarietà che arrivano da tutto il mondo, il 6 settembre – sei giorni prima dell’agguato – Angelo ha trovato uno strano foglio. «Era scritto a computer, sembrava una lettera. Era un volantino farneticante». Il testo, infarcito di errori grammaticali, è farneticante. E inquietante. «Noi siamo l’elite di Verona, gli squadroni della pulizia morale. Verona è la nostra città, non di culatoni, lesbiche, comunisti, ebrei, negri e handicappati. Tutta sta merda a nome del duce la manderemo nelle camere a gas. Faremo pulizia di questa immondizia e a Verona siano camerati e non abbiamo paura dei froci di merda. Nelle nostra scuole non vogliamo froci, negri e handicappati coi professori di sostegno e poi non ci sono i soldi per comprare la carta igienica». La miseria umana della lettera raggiunge il suo apice con un «A morte i froci che fanno le manifestazioni e intanto noi ci prepariamo il fuoco. Chi aggredisce i culatoni e l’immondizia come loro sono nostri camerati. Sempre col braccio alzato nel saluto romano. Viva Hitler, viva il duce. Non ci fermerete mai». La «missiva» è stata consegnata da Angelo e Andrea al proprio avvocato. E il contraltare è quello della solidarietà. Quella che Angelo e Andrea sanno essere l’unica arma per fermare i conati di odio. «Ci ha telefonato Paolo Rossi di Verona Domani, Elisa La Paglia del Pd ci è sempre stata vicina». Il Comune di Grezzana ha pronta una mozione da far votare al prossimo consiglio comunale «contro ogni tipo di violenza». «Una condanna senza se e senza ma», c’è scritto nel testo. Quella che chiedono Angelo e Andrea.

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