Dalla rassegna stampa Cinema

Dolan: "Da bambino ho scritto a DiCaprio sognando il cinema"

… io avrei pensato: se uno come Jon Snow può essere gay, allora a me non potrà mai accadere nulla di brutto…

Dolan: “Da bambino ho scritto a DiCaprio sognando il cinema”

FILIPPO BRUNAMONTI

TORONTO
Non servono parole per raccontare il mio film e la ragione per cui l’ho girato.
Ecco perché ho qui una lettera che vi dirà con esattezza di cosa parla The Death and Life of John F. Donovan ». Xavier Dolan è in giaccia e cravatta sul palco del Winter Garden Theatre. «Sto per leggervi la copia di una cosa che ho mandato a un attore che mi ha insegnato che recitazione e cinema vanno ben oltre quello che si immagina da bambini». Il regista canadese vanta, a soli ventinove anni, ovazioni (“I suoi film sono un sogno”, ha scritto il Guardian), un premio della giuria a Cannes ( Mommy), César Awards e un ampio culto giovanile. Xavier Dolan dice di son sentirsi affatto un fenomeno generazionale; piuttosto afferma di esser «nato per dividere», un po’ come sta accadendo al suo film, presentato in anteprima al Toronto Film Festival. “Un’occasione mancata”, “Ha fatto cilecca”, “Un casino”: sono alcuni dei giudizi espressi dalla critica. Lui tira dritto, manda avanti i ricordi d’infanzia e promuove The Death and Life of John F. Donovan omaggiando l’idolo dei poster anni Novanta: Leonardo DiCaprio. Il suo film parla di un ragazzino (Jacob Tremblay, pluripremiato per Room) che inizia una corrispondenza segreta, durata anni, con un famoso attore tv, depresso e in crisi d’identità sessuale (Kit Harington, il Jon Snow del Trono di Spade), e ricorda per certi versi un rapporto epistolare che Dolan, ad otto anni, fantasticava di avere con la star di Titanic. Questo l’incipit della lettera: «Ciao Leonardo, il mio nome è Xavier Dolan-Tadros. Ho otto anni. Sono uno dei tuoi fan» legge ad alta voce Dolan. «Sono anch’io un attore. Ho fatto qualche pubblicità e ho recitato in quattro film in francese. Mi piacerebbe recitare in uno dei tuoi film un giorno. Quando verrai a girare a Montreal farò certamente un salto ai provini». Con queste parole il regista ha conquistato il pubblico all’anteprima del film (in Italia sarà distribuito da Lucky Red) che ha avuto una gestazione complessa: il TIFF lo avrebbe voluto in apertura ma, dopo averlo visionato, pare abbia optato per uno spazio meno in vista; Jessica Chastain, nella versione originale, interpretava una giornalista che pubblica le lettere tra l’undicenne Rupert Turner e l’attore John F. Donovan montando lo scandalo pedofilia. «Il fatto che abbia scelto di tagliare interamente la sua parte — spiega Dolan — non ha niente a che vedere con la performance di Jessica. Il film durava quattro ore. Una scelta difficile». Le altre attrici — Natalie Portman, Thandie Newton, Susan Sarandon, Kathy Bates — possono stare tranquille: la cantante Adele, al quale Dolan ha diretto il video di Hello, sarebbe dovuta comparire in un piccolo ruolo ma si è ritirata in corso d’opera. Intanto le parole di Kit Harington sulla “rappresentazione queer” nei film-fumetto sono diventate virali: «C’è un enorme problema con la mascolinità e l’omosessualità nell’industria del cinema» ha detto a Variety. «Tant’è vero che la Marvel non scrittura ancora attori apertamente gay. Quando cambieranno le cose?».
Dolan aggiunge: « Artisti come DiCaprio mi hanno fatto credere che potessi farcela anch’io nel mondo dello spettacolo. Ho passato una vita davanti alla tv . Poi però mi sono reso conto, un giorno, che sullo schermo mancavano un Rupert e un John F. Donovan, in termini di identità sessuale. The Death and Life of John F. Donovan è il film che avrei mostrato al me stesso bambino negli anni 90; avrebbe dato speranza ai ragazzini che si sentono diversi, incompresi. Ed io avrei pensato: se uno come Jon Snow può essere gay, allora a me non potrà mai accadere nulla di brutto».


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