Dalla rassegna stampa Libri

Chiedi chi era Harvey Milk l’eroe gay spiegato ai ragazzi

Chiedi chi era Harvey Milk l’eroe gay spiegato ai ragazzi

torna in libreria con la biografia romanzata dell’attivista statunitense al quale anche Gus Van Sant dedicò un film. Scritta per tutti coloro che “non smettono di pensare che non si può essere felici da soli”

Si potrebbe ridurre tutto alla parola felicità.

Basterebbe contare quante volte Piergiorgio Paterlini la usa nel libro che manda oggi in libreria “Il mio amore non può farti male – Vita e morte di Harvey Milk” (Einaudi Ragazzi) per spiegare perché c’era bisogno di raccontare ancora una volta la vicenda dell’attivista gay assassinato a San Francisco negli anni Settanta. Lo aveva già fatto il regista Gus Van Sant con “Milk” cui dava volto e corpo uno straordinario Sean Penn, vincitore dell’Oscar per l’interpretazione. È una frase, che per l’autore vale un intero capitolo, «Ma io non volevo essere famoso. Volevo essere felice» che dà conto della necessità di raccontare questa storia ancora agli adolescenti di oggi. «Mi sono occupato della tematica Lgbt con due libri giudicati unanimemente importanti e precorritori – osserva Paterlini – Pensavo fosse giunto il momento di scrivere altro.
Quando però è arrivata Einaudi chiedendomi questo titolo coraggiosamente politico ci ho messo trenta secondi a dire sì».

Così, a quasi trent’anni da “Ragazzi che amano ragazzi”, uscito nel ’91, in cui, primo in Europa, Paterlini affrontava l’omosessualità negli adolescenti aprendo la strada alla discussione politica, ora si rivolge a loro. «Le cose da allora sono cambiate, ma non possiamo sottovalutare la grandissima sofferenza che c’è ancora tra molti ragazzi. Il cuore di questa biografia romanzata, in cui gli eventi accaduti si mescolano con la libertà del narratore, in cui le parole di Milk sono le mie e le mie le sue, non è tanto il fatto che Milk sia stato un martire della causa Lgbt, ma uno che aveva compreso il valore della politica. Ricordarlo nel momento di massima crisi della politica è fondamentale». L’attivismo, le manifestazioni, le fiaccolate c’erano già, Milk fa un passo in più: decide di candidarsi, cambiando per sempre il Movimento. «L’altro aspetto su cui mi sono soffermato è che Harvey fino a 40 anni vive la sua omosessualità nell’ombra, addirittura lascia uno dei suoi partner storici perché è attivista, cambia mille mestieri spinto da un’inquietudine senza pace. Poi un giorno arriva a Castro, il quartiere gay di San Francisco, e sperimenta che un’altra strada è possibile, che si può cambiare vita. E che se c’è una battaglia da fare, è giusto spendersi personalmente». È questa convinzione che nel novembre del 1977 lo fa eleggere consigliere a San Francisco, diventando il primo politico dichiaratamente gay degli Stati Uniti. È per questa convinzione che un anno dopo viene ucciso. Con cinque pallottole nel petto, che mettono fine alla sua vita ma non alla sua visione. «In tanti mi chiedono se vedo dei Milk in giro – conclude Paterlini – non ne vedo uno, ma migliaia. Sono coloro che combattono ogni giorno, che si battono perché i sindaci riconoscano i figli delle coppie gay, che non smettono di pensare che non si può essere felici da soli».

Emanuela Giampaoli

11/09/2018

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