Dalla rassegna stampa Teatro

Off Off, un teatro per Roma

…Poi tocca alla Roma del Vaticano con La confessione di Marco Politi, dove un prete gay racconta la sua storia….

Off Off, un teatro per Roma

Per la sala di via Giulia un cartellone (quasi) tutto dedicato alla Capitale

Tra Vaticano, lotte studentesche, Caravaggio e il delitto di Luca Varani

Emilia Costantini

È Roma protagonista assoluta nella seconda stagione del neonato Off Off Theatre di via Giulia. E non a caso il primo spettacolo in programma che il 12 ottobre alza il sipario si intitola Roma caput mundi, scritto e diretto da Giovanni Franci. «Un cartellone che vuole essere un omaggio alla città, ma anche una accurata riflessione sui suoi problemi – spiega il direttore artistico Silvano Spada – Perché la Capitale è la più straordinaria città del mondo, ma deve comunque tornare a svolgere il suo ruolo di capitale».

Un ruolo significativo lo ha avuto la nascita del nuovo palcoscenico in una strada storica e importante, ma fino a due anni fa piuttosto inanimata di sera: «È vero – ribatte Spada – anche per colpa di certa snobberia di alcuni suoi abitanti: conosco milionari che, pur di mantenere la zona ovattata, hanno comprato locali a via Giulia, lasciandoli chiusi, per evitare che vengano usati da attività commerciali e che quindi creino, per così dire, troppo movimento. Grazie all’Off Off, però, sta nascendo una vivacità in tal senso, con disappunto dei milionari».

È affollato di titoli il programma, 35 testi inediti, per la maggior parte incentrati sul tema dichiarato, ma c’è anche dell’altro. «Lo spettacolo inaugurale – continua il direttore – intende proporsi come un’affresco della Roma di oggi, così come La dolce vita fu quello della Roma di allora. Poi tocca alla Roma del Vaticano con La confessione di Marco Politi, dove un prete gay racconta la sua storia. Cesare Capitani è autore e attore di Io, Caravaggio, dove emerge la Roma seicentesca, mentre Carta straccia di Mario Gelardi descrive la Roma del 1968, tra lotte studentesche e contestazioni. E non poteva mancare Petrolini, reinterpretato da Dario Ballantini».

Tra le altre proposte, Fiona May debutta come attrice teatrale nella Maratona di New York di Edoardo Erba; Maddalena Crippa è in palcoscenico con Le metamorfosi da Ovidio; Gianni De Feo porta in scena Tangeri dello stesso Spada; Eva Robin’s interpreta Sto diventando un uomo di Claire Dowie. Infine chiude la stagione ad aprile il ritorno, a grande richiesta, di uno spettacolo struggente, L’effetto che fa sempre di Giovanni Franci sul delitto di Luca Varani. Non mancheranno poi, come l’anno scorso, concerti di musica classica, jazz, pop in collaborazione con il Conservatorio di Santa Cecilia, rassegne cinematografiche (una è su Rainer Fassbinder)e proposte di impegno civile come Condannato a more – L’inchiesta da Victor Hugo, per riportare l’attenzione sulla pena capitale. «Non è mia intenzione dare i voti a nessuno – conclude Spada – credo però che nella staticità generale, la nascita di questo spazio che offre linguaggi diversi a un pubblico nuovo e trasversale, sia stata dirompente».


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