Dalla rassegna stampa Cinema

TERAPIE PER GAY LA DENUNCIA DEL CINEMA AMERICANO

TERAPIE PER GAY LA DENUNCIA DEL CINEMA AMERICANO

Filippo Brunamonti

“Lesbiche interrotte”. Così lo ha rinominato National Public Radio, dopo il gran premio della giuria al Sundance e nel weekend d’apertura negli Usa. Il film diretto da Desiree Akhavan, The Miseducation of Cameron Post, arriverà in Italia distribuito da Teodora Film ma, nel paese dove 70mila adulti si sono sottoposti ad una terapia di conversione, sta già facendo discutere. Al centro, l’undicenne Cameron, interpretata da Chloë Grace Moretz, che nel 1993 è spedita in un campo riparativo dopo essere stata sorpresa con una ragazza in un’auto. Il centro si chiama “La promessa di Dio”.
La sua supervisione è in mano a una dottoressa e al fratello che da gay è diventato etero, oltre che reverendo, grazie alla cura del campeggio. The Miseducation of Cameron Post
è l’adattamento dell’omonimo romanzo di formazione di Emily M. Danforth, ispirato alla storia di Zach Stark. Negli Usa, stando allo studio di un think tank specializzato in identità di genere presso la scuola di legge dell’ U.C.L.A, ad oggi, 350mila adolescenti avrebbero subìto il trattamento; si stima che 20mila ragazzi e ragazze gay, lesbiche, bisessuali e transgender, riceveranno la cura in centri professionali prima dei diciott’anni. Una larga fetta andrà per certo in pasto ad organizzazioni religiose. Più di dieci anni fa erano stati Cartman e Butters Stotch, in un episodio di South Park, a prendere in giro il fenomeno della terapia di conversione gay, e vent’anni sono trascorsi dalla commedia romantica I’m a Cheerleader dove una ragazza pon pon finiva in un centro di riabilitazione dal lesbismo, salvo poi innamorarsi. Da allora, i numeri sono cambiati: gli stati americani in cui la pratica è legale ammontano a 41. «La storia è ambientata negli anni 90 ma nulla è cambiato» ci dice Chloë Grace Moretz, 21 anni, che ha girato il film quando Donald Trump sconfiggeva Hillary Clinton alle presidenziali. «È un fatto che il vicepresidente degli Stati Uniti Mike Pence abbia appoggiato le terapie riparative. Fa rabbrividire» dice Moretz. «Solo 14 stati vietano le terapie di conversione sui minori. La più alta forma di attivismo è fare film che parlino di questo sistema e si ribellino». È in arrivo anche Boy Erased, dal memoir di Garrard Conley, con Nicole Kidman e Russell Crowe nel ruolo di due genitori di religione battista che iscrivono il figlio, diciannovenne, al programma Love in Action, ministero cristiano fondato negli anni 70, dalle mire omofobe. Oggi offre consulenza alle donne nel caso in cui l’uomo rompa il vincolo coniugale con una scappatella.
Gay, ovviamente.

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