Dalla rassegna stampa Tempo libero

Ore 12: deserto a Torre del Lago«Chi viene qui non sa cosa fare»

…Torre del Lago si era fatto un nome nel circuito della movida, soprattutto quella gay friendly…

Ore 12: deserto a Torre del Lago «Chi viene qui non sa cosa fare»

Poche attrattive, la stretta sui locali, l’illegalità: così gli ospiti sono spariti

Simone Dinelli

TORRE DEL LAGO (lucca) L’orologio segna quasi mezzogiorno: lungo il viale Europa, sulla Marina di Torre del Lago, l’asfalto è rovente di sole. Sarebbe il momento ideale per cercare un po’ di refrigerio nella vicina spiaggia, invece di gente da queste parti se ne vede pochissima e i parcheggi per le auto davanti ai bagni sono praticamente deserti. Più che il sabato prima di Ferragosto sembra un giorno feriale di inizio giugno. Quel parcheggio vuoto è l’immagine simbolo di un turismo balneare che da queste parti, nella frazione viareggina che porta il cognome del maestro Giacomo Puccini, sembra attraversare una crisi senza fine. «La verità — dice Athos Pastechi, personaggio molto conosciuto a Torre del Lago per i suoi lunghi trascorsi politici all’interno di Forza Italia e per essere uno degli imprenditori storici della zona — è che mancano le attrattive soprattutto di sera: chi viene qua poi si annoia e non sa cosa fare, in particolar modo dopo cena. Non è stato un calo improvviso, è stato uno svuotamento graduale. E i risultati oggi sono sotto gli occhi di tutti».

Solo all’inizio degli anni Duemila in questa frazione del Comune di Viareggio di locali notturni ne aveva a bizzeffe e il turismo viaggiava a gonfie vele. Torre del Lago si era fatto un nome nel circuito della movida, soprattutto quella gay friendly, e d’estate da queste parti arrivavano a frotte da tutta Italia, intasando letteralmente il vialone della Marina, specialmente durante i weekend. «Anni d’oro — sospira Pastechi — in cui da lavorare c’era per tutti, sia nella fascia giornaliera dedicata alla balneazione, sia soprattutto in quella notturna».

Una decina di anni fa il cambio di rotta, cominciato con gli con esposti e le denunce dei residenti per il caos, e il conseguente pugno duro coi controlli sulle emissioni acustiche da parte dell’Ente Parco di Migliarino San Rossore Massaciuccoli, che ha prodotto la progressiva chiusura di diversi locali. Anche in questo caso c’è chi non ha saputo rinnovarsi, cambiare strada, abbandonando quella della movida rumorosa per qualcosa che sapesse coniugare business e vivibilità.

Fra chi è rimasto e ancora lavora c’è il Mama Mia: quest’estate la sua proprietà avrebbe voluto prendere in gestione anche due delle quattro spiagge di Torre del Lago messe a bando dalla Provincia, ma dopo essere risultata vincitrice della gara di appalto non è riuscita a partire a causa di questioni burocratiche col Comune ad oggi ancora irrisolte. «Ci chiamano tutti i giorni da ogni dove — dicono dal Mama Mia — E quando rispondiamo che ci sono problemi burocratici che impediscono l’apertura della spiaggia ci dicono che andranno altrove. Peccato».

Lo scorso anno destò clamore la lettera che un tour operator tedesco inviò ai campeggi di Torre del Lago, minacciando il dirottamento su altri lidi dei proprio clienti se a livello locale non fossero state adottate misure incisive per combattere il fenomeno della prostituzione. «Fenomeni di illegalità esistono ovunque — conclude Pastechi — Qui se continuiamo di questo passo da noi scompariranno non perché li abbiamo debellati, ma perché non ci sarà più nessuno».


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