Dalla rassegna stampa Amministrazioni

Il sindaco Verona: «Il ministro Fontana si dimetta, mai sentite parole così»

Il sindaco Verona: «Il ministro Fontana si dimetta, mai sentite parole così»

Il sindaco di Stazzema attacca l’esponente leghista per la sua proposta di abolire la legge Mancino che condanna i gesti e gli slogan nazifascisti

di Melania Carnevali

STAZZEMA. Un clima così, dice il sindaco di Stazzema, «non lo avevo mai respirato». Non era mai successo prima, continua, «che un ministro mettesse in discussione in modo così esplicito uno dei principi fondamentali della nostra Repubblica, che mettesse in discussione un articolo della Costituzione». Cioè l’articolo 3 della carta costituzionale, quello che stabilisce una volta per tutte che «tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge».

A metterlo in discussione, secondo Maurizio Verona, è stato il ministro alla famiglia, il leghista Lorenzo Fontana, già fattosi notare per le sue affermazioni su coppie gay e famiglie arcobaleno («non esistono») e aborto («voglio intervenire per potenziare i consultori per cercare di dissuadere le donne ad abortire»), che venerdì, per commentare l’aggressione all’atleta Daisy Osakue, ha proposto di abrogare la legge Mancino, quella che sanziona e condanna gesti, azioni e slogan legati all’ideologia nazifascista, e che incitano alla violenza e alla discriminazione per motivi razziali. Siccome quella subita da Daisy non si è rivelata un’aggressione razzista– questo il ragionamento del ministro– l’emergenza non esiste, quindi la norma va abolita. Punto.

Giannini: ”Fontana attacca la legge Mancino, ma è una delle meno applicate di sempre”
“Non sono bastati 11 episodi di violenza a sfondo razziale per spingere il governo Lega-M5s a usare toni più misurati in merito a immigrazione e accoglienza. E adesso, usando come pretesto il fatto che gli aggressori dell’atleta Daisy Osakue non abbiano agito per motivi razziali e che tra di loro ci fosse il figlio di un consigliere Pd, il ministro Fontana scrive che si dovrebbe abolire la Legge Mancino, una delle leggi meno applicate d’Italia, che ha ntrodotto una serie di aggravanti per i reati a sfondo razziale per i quali, di fatto, praticamente nessuno viene perseguito, basti leggere ciò che appare in rete ogni giorno .” Il commento di Massimo Giannini

«Quando l’ho sentito al tg sono rimasto senza parole», dice Verona. Nel paesino che amministra, a Sant’Anna, il 12 agosto del 1944 sono stati massacrate oltre 560 persone per mano nazifascista e quelle pietre oggi trasudano ancora di pianto. «Un sindaco di un comune come il mio, e ce ne sono tanti in Italia, non riesce a stare zitto». E infatti lui ha chiesto subito le dimissioni del ministro. «Lo scorso anno eravamo arrivati ad un passo dalla approvazione del ddl Fiano che inaspriva le pene contro coloro che inneggiavano al fascismo e al nazismo sul web e contro la vendita degli oggetti inneggianti a quei regimi. Oggi si fa un passo indietro colossale nonostante le rassicurazioni di altri membri del governo che non si toccherà la legge Mancino. I ministri della Repubblica giurano sulla Costituzione che è antifascista e non sono tollerabili simili affermazioni da un rappresentante del governo».

Nei prossimi giorni Verona porterà quindi in consiglio comunale un ordine del giorno con il quale chiederà «alle massime cariche dello Stato» che venga revocato l’incarico al ministro Fontana. «C’è una sola strada – scrive in una nota –: le immediate dimissioni del ministro e le immediate scuse dello stesso alle vittime di fascismo e nazismo. Ancora una volta si conferma che vi è un bisogno grandissimo di tornare a parlare di quei valori che fascismo soffocò e che oggi sono parte delle regole di convivenza democratica. Chi non condivide quei valori non può rappresentare i cittadini a nessun livello, meno che mai a livello di governo».

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