Dalla rassegna stampa Cinema

«Nati 2 volte», odissea transgender

Fabio Troiano protagonista: non mi sentivo adatto al ruolo, ora rivivo una storia di coraggio

«Nati 2 volte», odissea transgender

Fabio Troiano protagonista: non mi sentivo adatto al ruolo, ora rivivo una storia di coraggio

Emilia Costantini

Una storia vera. Era una ragazza, si chiamava Teresa ma, dopo un travagliato percorso, è diventata Maurizio. Si intitola Nati 2 volte il film scritto e diretto da Pierluigi Di Lallo, prodotto da Time con Fabio Troiano protagonista. «È certo un tema attuale quello dei transgender — esordisce il regista — ma se ne parla di solito al contrario e cioè quando un uomo diventa donna, mentre sulla donna che diventa uomo viene mantenuto un profilo basso. Forse perché è una trasformazione più complicata. Per la psicologia femminile è più difficile entrare in quella maschile».

La trama è ambientata a Foligno, dove attualmente si trova il set in lavorazione. Maurizio, dopo oltre vent’anni di esilio autoimposto a Milano, è costretto a tornare nel paese natio per la morte della madre. «Ho conosciuto il vero Maurizio — continua Di Lallo —. L’approccio con lui non è stato facile, tendeva a nascondersi per un forte senso del pudore, si è aperto con me piano piano e quando mi ha raccontato la sua vicenda personale, mi ha colpito la sua sofferenza. Nascere in un corpo che non ti appartiene, i tentativi di suicidio, perché ti senti costretto in un corpo sbagliato e alla fine la liberazione… È la rinascita, una seconda vita. Ora Maurizio convive con una bellissima compagna e io voglio raccontare la sua odissea con la giusta ironia e leggerezza».

Il rientro nella cittadina umbra all’inizio è in incognito, incontra i suoi vecchi amici senza farsi riconoscere. «Quando mi è stato proposto questo ruolo ho avuto un attimo di indecisione. Mi sono chiesto: perché proprio a me? Forse hanno sbagliato numero? — ride Troiano —. A parte le battute, prima di accettare mi son documentato sul delicato argomento, ho incontrato persone che hanno affrontato questa transazione, da donna a uomo, con un coraggio e una forza di volontà fuori dal comune, e ho capito che hanno molte caratteristiche in comune. Un particolare mi ha sorpreso: tengono molto ad avere la barba lunga, ben curata, per loro un traguardo, e mentre parlano se l’accarezzano spesso, per toccare con mano la loro raggiunta mascolinità. A mio avviso, però, in alcuni di loro rimane uno sguardo femminile nel vedere le cose ed è quello che sto cercando di dare al mio personaggio».

Tra i vecchi amici, Maurizio incontra il suo ex fidanzatino Giorgio (Marco Palvetti), ora legato sentimentalmente a Paola (Euridice Axen) che è una paladina dei diritti civili: «Giorgio non riconosce in lui la Teresa di cui era innamorato — interviene Palvetti — ma a poco a poco il sottile legame di un tempo riemerge. Quando scoprirà la verità, dovrà farci i conti». Interviene Axen: «Il vero problema è la società che ancora non accetta chi, nascendo in un corpo sbagliato, lotta per vivere in quello giusto». Ne sa qualcosa Simona, che un tempo era Simone, e che è stata la consulente del regista nella sceneggiatura: «Sin da piccola mi sentivo una bambina, ma a Foligno, dove sono nata, è stata dura: per strada mi buttavano addosso monete, la carta sporca di pizza, mi fischiavano dietro… Più volte ho pensato di farla finita. Grazie all’affetto dei genitori, ho reagito e mi son detta: un giorno diventerò la donna dei miei sogni e oggi proprio a Foligno, dove sono stata sbeffeggiata, alla Giostra della Quintana mi hanno affidato il ruolo della prima dama. È giusto fare questo film per dare coraggio a chi non lo ha».

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