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Al via a Parigi i Gay Games

Al via a Parigi i Gay Games

Da domani al 12. Attesi oltre 10.000 partecipanti da 90 Paesi

La decima edizione dei Gay Games, i cosiddetti mondiali della diversità, si terranno per la prima volta a Parigi. I Giochi cominceranno domani per una settimana di competizioni sportive, eventi culturali e festeggiamenti.
Creati nel 1982 a San Francisco, i Gay Games puntano a spezzare gli stereotipi e lottare contro l’odio nei confronti delle minoranze LGBT+. E’ un appuntamento sportivo senza discriminazione di origine, orientamento sessuale o handicap.
All’evento sono attesi oltre 10.000 partecipanti provenienti da 90 Paesi del Mondo, incluso quelli in cui l’omosessualità è illegale o repressa. Una sorta di prova generale, in attesa delle Olimpiadi di Parigi del 2024.


da TPI

Gay Games, più di 10mila atleti arrivano a Parigi per le Olimpiadi lgbt

La Federazione dei Giochi Gay organizza quest’anno nella capitale francese la decima edizione dell’evento. L’obbiettivo: promuovere l’uguaglianza attraverso sport e cultura

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Dal 1982, in giro per il mondo si tengono ogni quattro anni i Gay Games, le “olimpiadi gay” che riuniscono migliaia di atleti da ogni parte del globo per lanciare un messaggio: nel mondo dello sport e della cultura c’è bisogno di promuovere uno spirito di inclusione e partecipazione.

La prima edizione si è tenuta a San Francisco nel 1982, da un’idea dell’atleta olimpico Tom Waddell e con l’aiuto di una famosa attivista LGBT californiana, Rikki Streicher.

Quest’anno, la decima edizione dei Gay Games si tiene tra il 4 e il 12 agosto a Parigi. La capitale francese si prepara ad accogliere oltre 10 mila partecipanti provenienti da 91 paesi. In alcuni dei paesi di provenienza, l’omosessualità è ancora illegale, come l’Egitto, l’Indonesia, la Nigeria o l’Arabia Saudita.

La nona edizione si era invece svolta negli Stati Uniti.

“Si tratta dell’evento multi-sportivo più inclusivo al mondo”, scrive Sky Sports.

L’iscrizione, infatti, è aperta a tutti. Non è necessario far parte della comunità LGBT, infatti, per sfidarsi e cercare di ottenere una medaglia in uno dei 36 sport in gara. Non c’è alcun limite, nemmeno atletico, alla partecipazione.

“Vogliamo veramente incoraggiare la partecipazione di alleati eterosessuali. Il nostro obbiettivo è proprio quello di diversificare l’evento. Se una squadra ha uno o due giocatori gay e i loro compagni vogliono mostrare loro il proprio supporto, quel team è assolutamente il benvenuto ai Gay Games“, ha sottolineato la presidente della Federazione, Joanie Evans.

“I Giochi sono veramente pervasi dall’atmosfera più amichevole e sicura possibile in cui ci si può trovare. Puoi praticare il tuo sport senza avere alcuna paura di essere discriminato”, continua Evans.

Per questa decima edizione, i Gay Games hanno arruolato anche degli ambasciatori di alto profilo, come Liliam Thruam, storico difensore della nazionale di calcio francese, e il designer Jean-Paul Gaultier.

“Lo scopo della Federazione dei Gay Games (FGG) è quello di incoraggiare ed aumentare il rispetto di lesbiche, gay, bisessuali, transgender, e di tutti gli individui sessualmente fluidi (LGBT+) verso sè stessi in tutto il mondo e di migliorare rispetto e comprensione nel mondo non-gay attraverso un evento atletico e culturale”, dicono gli organizzatori.

L’evento vuole promuovere, allora, il riconoscimento degli individui LGBT+ e dei loro diritti, nell’ambito più ampio che è quello del rispetto dei diritti umani. Si vuole anche sensibilizzare alla prevenzione di malattie sessualmente trasmissibili, HIV/AIDS, cancro, abuso di stupefacenti e doping.

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