Dalla rassegna stampa Cinema

Deadpool e Batwoman guidano la carica dei super eroi sessualmente "liberi"

Deadpool e Batwoman guidano la carica dei super eroi sessualmente “liberi”

Per Disney e Marvel la parola d’ordine (politicamente corretta e remunerativa) oggi è: andare oltre gli stereotipi classici

Cinzia Romani

Parola d’ordine: diversificare. Così la Marvel e la Disney cercano spazi ulteriori, dando maggior rilievo a personaggi provenienti dalle minoranze.

Come indica il termine, saranno minoranze, quindi in numero poco nutrito, però fanno testo e tendenza. Già con Black Panther, il primo super-eroe nero targato Marvel, la Disney era riuscita a glorificare la diversità, trasformandola in un fenomeno culturale. Il blockbuster politico-sociale del regista afroamericano Ryan Coogler, ambientato in un’Africa esaltata alla massima potenza, al botteghino ha superato ogni record. E la forza rivoluzionaria del super-eroe, oltre gli stereotipi dell’essere virili e bianchi, adesso ha un nuovo obiettivo. Stando a quanto si è sentito al Comic-Con di San Francisco, presto apparirà sullo schermo il primo super-eroe LGBT. Né l’idea dispiace al canadese Ryan Reynolds, interprete di Deadpool nel film omonimo. Ricordiamo che tale personaggio fu creato, nel 1991, da Fabien Nicieza e Rob Liefeld: il loro mercenario mutante era agli antipodi del codice dei fumetti, comportandosi, a volte, in modo irresponsabile.

«Credo che l’universo super-eroistico abbia bisogno di rappresentare il mondo reale», ha risposto l’attore Ryan Reynolds, quando i fans gli hanno chiesto se nella serie Deadpool sarebbero apparsi protagonisti gay o bisessuali. Ma il tema dell’omosessualità appariva già nella serie, tramite il personaggio di Negasonic Teenage Warhead, una gay apparsa in Deadpool 2.

Wade Wilson, vero nome di Deadpool, potrebbe quindi essere il primo super-eroe omosessuale ad avere una saga tutta per sé, all’interno di un franchise che incassa miliardi. A meno che non si faccia battere, sul piccolo schermo, da Batwoman, personaggio di peso nell’universo concorrente della DC Comics. L’alter ego di Kate Kane sarà infatti al centro d’una serie tv prodotta da Warner Bros, che verrà lanciata a dicembre dalla rete The CW. Si tratta della prima donna che ha sedotto Bruce Wayne, già negli anni Quaranta in odor di omosessualità, poiché aveva sempre Robin accanto: nel numero 13 Batman&Robin vanno in barca sul laghetto di Gotham City, soli e di notte; nel numero 59, fanno la lampada abbronzante, nudi; nel numero 84 si svegliano nello stesso letto. Insomma, per togliere di mezzo la diceria d’una presunta omosessualità di Batman, che doveva risultare più comico grazie a una specie di fratellino minore, cioè Robin, venne tirata fuori Batwoman. Anche perché, sul numero 38 di aprile 1940, fu stampato un errore di battitura, riguardante Robin: invece di «an ally», un alleato, in pagina apparve anally, analmente. Sicché la frase «Batman prende un alleato sotto il mantello, per combattere il crimine» divenne «Batman prende analmente sotto il mantello, per combattere il crimine». Un libro dello psichiatra Fredric Hertmann, intitolato Seduction of the Innocent (La seduzione degli innocenti), arrivò ad accusare i creatori di Batman e Robin di voler corrompere la gioventù americana, aprendo la strada al Comics Code, codice che obbligava le case editrici a sorvegliare le loro storie e che oggi non è più in vigore.

E se ora tutto è permesso, perché non uscire allo scoperto, modernizzando Batwoman, ragazza apertamente omosessuale ed esperta di arti marziali? Detto, fatto: Batwoman/Kate Kane, creata nel 1956 da Edmond Hamilton e Sheldon Moldoff, quindi caduta nel dimenticatoio fino al 2006, sarà la prima eroina omosessuale di una serie di supereroi con attori. Dopo un’assenza d’una quarantina d’anni, ecco il suo rientro all’insegna d’una nuova moda: quella dei super-eroi omo. I quali, adesso, si sfidano in una corsa contro il tempo: chi arriverà per primo sul mercato? Perché è di business che si tratta, più che di orgoglio gay.

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