Dalla rassegna stampa Tempo libero

La guida per il turismo arcobaleno. Il centrodestra: «Non finanziatela»

… Una mappa in 17 punti da confermare o modificare e che, ovviamente, non dispiacerebbe all’Arcigay, ferma nel sottolineare un messaggio: «Si tratterebbe di un’opportunità per tutti e non solo per il mondo lgbt»…

La guida per il turismo arcobaleno. Il centrodestra: «Non finanziatela»
Scontro nella Città metropolitana per l’itinerario che distribuirà Bologna Welcome

Mauro Giordano

Il Cassero, i giardini di villa Cassarini con il monumento dedicato alle vittime omosessuali durante l’Olocausto, oppure via Castiglione 24, dove nel 1977 trovò sede il Movimento frocialista bolognese, primo collettivo lgbt in città. Sono solo alcuni dei punti che insieme a piazza Maggiore e al Pratello compongono una bozza dell’itinerario turistico cittadino dedicato ai gay, e che presto potrebbe essere pubblicizzato in modo ufficiale da Bologna Welcome. Una possibilità che dalla Regione al Comune, passando dalla Città metropolitana, scatena le proteste del centrodestra.

L’ipotetica guida color arcobaleno è già stata disegnata dal Cassero e navigando sul sito della società che si occupa della promozione turistica delle Due Torri si trovano già dei riferimenti alla Bologna gay friendly, segnalando anche locali e bar. Adesso però si punta a un percorso da promuovere insieme a quelli più tradizionali come quello della musica, del cibo e dello shopping. Una mappa in 17 punti da confermare o modificare e che, ovviamente, non dispiacerebbe all’Arcigay, ferma nel sottolineare un messaggio: «Si tratterebbe di un’opportunità per tutti e non solo per il mondo lgbt».

A sollevare il caso è stata Marta Evangelisti, consigliera di centrodestra della Città metropolitana, in un’interpellanza al sindaco Virginio Merola e al consigliere metropolitano con delega al Turismo, Massimo Gnudi, perché «non sembrerebbe particolarmente opportuno creare o promuovere, anche con contributi pubblici, dei circuiti turistici basati sull’orientamento sessuale dei turisti». Gnudi ha risposto spiegando che si tratta di una bozza ancora in discussione e in ogni caso «il riferimento al circuito turistico lgbt si realizzerà su adesione di soggetti privati interessati a promuoverlo e quindi non sarà denaro pubblico, anche se il turismo lgbt è un segmento di portata significativa». Parole alle quali si unisce Vincenzo Branà, presidente del Cassero: «Mi viene da sorridere perché trovo incredibile che in questa iniziativa non si riesca a vedere il possibile gettito per le casse turistiche. Altre città come Milano e Torino si sono già mosse in questa direzione. L’anno prossimo New York per il 50esimo anniversario della rivolta di Stonewall sta vendendo pacchetti dedicati. Per ospitare l’Euro Pride o il World Pride c’è grande competizione. Si tratta di cultura, un patrimonio per tutti, non solo per gay, lesbiche e trans».

Non la pensa così il consigliere comunale di Forza Italia Marco Lisei, che parla di «commercializzazione dell’orientamento sessuale che diventa una fonte di presunto profitto». A Palazzo d’Accursio è dura opposizione anche da parte della leghista Francesca Scarano. «Mi auguro che Bologna Welcome, che riceve milioni di euro dal Comune e altri enti, decida di dare priorità ad altro. Dovrebbero pensare per esempio a migliorare la sede principale di Piazza Maggiore». In Regione è l’altro azzurro Andrea Galli a interrogare la giunta di Viale Aldo Moro per sapere «se siano previsti fondi regionali dedicati a questo progetto».

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