Dalla rassegna stampa Sport

Atleti, gay e vincenti “Il nostro pride sul campo di volley”

Atleti, gay e vincenti “Il nostro pride sul campo di volley”

«Ci sentiamo spesso ghettizzati e succede anche di autoghettizzarsi. Ma non qui alla RoMan Volley». Vincenzo ha 39 anni e gioca nella squadra della prima e unica associazione di pallavolo gay della Capitale.

Nata nel 2004 da un gruppo di amici intenzionati a fare dello sport uno strumento di integrazione, l’associazione conta 120 iscritti e 6 squadre, tra amatoriali e agonistiche.

«Lo scopo è avvicinare i ragazzi gay allo sport e andare oltre la rappresentazione per cui forza è uguale a mascolinità mentre gay è uguale a effeminato», spiega il presidente di RoMan Volley, Giovanni Vidili, mentre i ragazzi giocano sul campo dell’istituto Leopoldo Pirelli, nel quartiere Tuscolano. Nello sport l’orientamento sessuale non c’entra nulla, ma allo stesso tempo, sostiene Vidili «si è radicata una mentalità maschilista. Basta pensare che non esistono donne professioniste, solo uomini».

Per superare la paura del confronto e la soggezione che alcuni ragazzi dicono di aver provato frequentando diverse palestre, la RoMan Volley dà vita a un ambiente dove sentirsi sicuri e tranquilli di poter essere se stessi. Un’isola felice? Niente affatto. Il rischio di stare solo con chi ha lo stesso orientamento sessuale non c’è perché, ad esempio, chi gioca a livello agonistico partecipa ai campionati di Prima e Seconda categoria dell’associazione italiana pallavolo, incontrando e confrontandosi durante i tornei con tutte le altre squadre. «È capitato che durante alcune partite gli avversari abbiano commentato il fatto che fossimo una squadra gay. Perché stavano perdendo» dice ridendo Viliani che ha iniziato come giocatore nel 2009 e che oltre a essere presidente è anche allenatore, «ma adesso capita molto meno: nello sport vince il più forte e attraverso questo dato di fatto riusciamo sempre più a far arrivare il messaggio che siamo tutti uguali. Sul campo e non solo».

Fare gruppo, conoscere nuove persone, creare legami amicali e affettivi dentro e fuori la propria squadra, a Roma e durante le trasferte in altre città: questo è uno dei risultati più importanti per la RoMan. Ma per i cinque allenatori, tutti volontari dell’associazione, la più grande soddisfazione è vedere i ragazzi delle squadre amatoriali vincere il loro primo set. O, come nel 2017, conquistare la Coppa Lazio arrivando primi al campionato di serie D. Prossimo obiettivo vincere il torneo internazionale Roma Eurogames 2019.

Durante i 14 anni di vita dell’associazione ci sono stati casi di persone che non hanno voluto scendere in campo «perché non sai mai chi ti guarda dagli spalti e, se nessuno sa che sei gay, subentra la paura di essere riconosciuti» spiega l’allenatore. Un ragazzo che giocava nella RoMan invece ha trovato il coraggio di parlare con i genitori della propria sessualità: «Sentirsi parte di una squadra gli ha dato la forza».

Al Tuscolano

Accanto e in basso, gli allenamenti dei giocatori della associazione RoMan Volley sul campo dell’istituto Leopoldo Pirelli nel quartiere Tuscolano

Marina De Ghantuz Cubbe

24/06/2018

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