Dalla rassegna stampa Cinema

Cinquanta sfumature di cinema. Il cartellone del festival «Mix» dedicato alle storie gay-lesbiche

Cinquanta sfumature di cinema Il cartellone del festival «Mix» dedicato alle storie gay-lesbiche

di Alberto Pezzotta

«Mix» d’autore
Dalla «Favola» pop di Timi all’eros di Gonzalez

Cinquanta film per il festival di cinema gay-lesbico

Immaginazione, spinta utopica e condivisione: queste le parole chiave del Festival «Mix» che, arrivato alla trentaduesima edizione, è diventato un appuntamento immancabile nella vita culturale milanese: quattro giorni di proiezioni, cinquanta film a tema gay e lesbico, tutti inediti a Milano, mostre fotografiche, incontri e dj set. Il festival ideato da Giampaolo Marzi quest’anno trova una nuova sede — il Teatro Studio Melato si aggiunge allo Strehler — e conferma la formula dell’accesso libero per chi si iscrive all’associazione omonima. Si inizia stasera alle 20, nella Sala Grande dello Strehler, con «Favola» di Sebastiano Mauri con Filippo Timi e Lucia Mascino. Lo spettacolo cult creato per il Teatro Parenti nel 2011 è diventato un film, presentato al Torino Film Festival e tra poco sugli schermi. Negli Stati Uniti degli anni Cinquanta Mrs Fairytale (Timi), con gonne a ruota, un marito assente e un barboncino impagliato, trova la complicità e poi l’amore della sua amica Mrs Emerald (Mascino). I riferimenti cinefili — i mélo di Douglas Sirk riletti con sensibilità queer e splendore cromatico da Todd Haynes in «Lontano dal paradiso» — sono solo una delle componenti di un’operazione pop, ironica e provocatoria. Che sullo schermo trova nuovi interpreti, come Piera Degli Esposti nella parte di una madre impicciona.

Il concorso lungometraggi, ospitato allo Strehler, è da sempre un luogo di scoperta, oltre che il cuore del festival. Qui sono passati registi come Xavier Dolan e Bruce LaBruce quando in Italia erano ancora sconosciuti. Dei 14 titoli tre sono in anteprima italiana. Dal festival di Berlino arriva «Para Aduma» della regista israeliana Tsivia Barkai Yacov (domani alle 19), ambientato a Gerusalemme: la giovane Benny scopre la propria omosessualità e si confronta con un padre ortodosso. Da Cannes arriva «Un couteau dans le coeur» di Yann Gonzalez (il 23 alle 20.30), un nome noto ai frequentatori del festival, che ambienta un thriller sui generis nel mondo della pornografia parigina di fine anni Settanta; protagonista Vanessa Paradis. E c’è anche un’anteprima assoluta: la commedia romantica «Just Friends» (il 22 alle 20.45) dell’olandese Ellen Smit, sull’amore difficile tra il siriano Yad e il giovane Joris, entrambi condizionati dalle famiglie. Si riparla di Siria anche in «Mr. Gay Syria» di Ayse Toprak (il 22 alle 16.00), dove due rifugiati siriani cercano di partecipare al concorso internazionale «Mr Gay World» a Malta: scelta per nulla scontata per chi viene dal mondo islamico. La proiezione sarà introdotta da Sumaya Abdel Qader, consigliera del Comune di Milano e autrice del romanzo «Porto il velo, adoro i Queen».

Accanto a un gran numero di documentari e corti va segnalato anche il premio «Queen of Comedy», che sarà consegnato la sera di venerdì 22 giugno a Iaia Forte: l’attrice napoletana entra così in una «hall of fame» che ha premiato, tra le altre, Franca Valeri, Angela Finocchiaro, Lella Costa e Carmen Maura.

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