Dalla rassegna stampa Cronaca

«I gay si possono curare» Bufera sul contro-pride

«I gay si possono curare» Bufera sul contro-pride

Alla Domus pacis incontro con l’autore del libro “Ero gay” che ha ispirato Povia Insorgono le associazioni arcobaleno: «Posizioni che ci riportano al medioevo»

di Fabrizio Merli e Anna Ghezzi

PAVIA. Un ministro che nega l’esistenza delle famiglie arcobaleno, un incontro dedicato alla sessualità e alla guarigione dall’omosessualità, la quarta edizione del Pavia Pride. Tre eventi che, messi in fila, non possono che confliggere. Partendo dal week end pavese, venerdì alle 20.30, nella sala teatro Domus Pacis di via San Lanfranco Beccari, si terrà l’incontro “Il falso mito della liberazione sessuale”. Parteciperà Luca di Tolve, autore del libro «Ero gay», nel quale racconta come si sia redento dall’omosessualità e ispiratore della canzone di Povia “Luca era gay”. Arcigay, che per il giorno successivo alle 15, sta organizzando il corteo del Pavia pride, insorge: «Noi cerchiamo di promuovere una cultura dell’accoglienza – dice Barbara Bassani, presidentessa della sezione pavese – mentre eventi come questo portano il Paese in una situazione da Medio Evo. Ancora oggi dobbiamo lottare contro questo tipo di pregiudizio». Opposta la visione di Angelo Mandelli, esponente del Popolo della Famiglia che organizza l’evento: «Intanto, il fatto che l’incontro sia il giorno prima del Pavia pride è una pura coincidenza, era un appuntamento che si trascinava ormai da settimane. Poi non è un’iniziativa sull’omosessualità, ma su una visione corretta della sessualità. Tra i relatori vi sono anche esponenti di un’associazione che si batte contro la pornografia. Il problema, semmai, è di chi dice di combattere la discriminazione e invece porta avanti un discorso di libertinaggio sessuale». Mauro Vanetti, esponente di “Sinistra, classe, rivoluzione” commenta: «Si tratta di un’evidente provocazione, messa di proposito il giorno prima del Pavia Pride per lasciare intendere che i gay e le lesbiche che manifesteranno il giorno dopo invece di chiedere diritti dovrebbero “andare a farsi curare”». Ma cosa ne pensa Giuseppe Polizzi, consigliere comunale del Movimento 5 Stelle e tra i fondatori di Arcigay Pavia? «Sono le solite provocazioni prima del Pride – dice – da parte di gruppi minoritari non riconosciuti. Ci sono invece vescovi che, in queste settimane, stanno organizzando veglie contro omofobia e transfobia Dentro la comunità lgbti pavese c’è una fetta di persone cattoliche, credenti, come me, che non si ritrovano nelle posizioni espresse da questi grumi di pregiudizio che poi spariscono». Le dichiarazioni del ministro della famiglia del governo pentaleghista sulle famiglie gay, però, non aiutano a distendere il clima, anzi. «Il Movimento 5 stelle – prosegue Polizzi – sarà a garanzia del fatto che l’Italia non recederà di un passo dalle conquiste fatte in tema di diritti delle famiglie Lgbti e delle donne. Le dichiarazioni di Fontana segnano una netta differenza culturale tra Lega nord e Cinque stelle. Noi e la Lega ci presentiamo alle amministrative, alle europee, alle politiche separati. In ragione di una legge elettorale abbiamo stipulato un contratto di governo su quello che faremo insieme: bisogna dunque distinguere le posizioni personali dall’azione di governo, che ha un perimetro segnato dai punti del contratto. Le dichiarazioni di Fontana sono sbagliate, inadeguate, creano paura perché lui esercita un potere in quanto ministro, ma nulla c’entrano con l’azione di governo. Sono solo propaganda che io in prima persona condanno».

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