Dalla rassegna stampa Cinema

“Chi salverà le rose”, l’amore omosessuale nella terza età, il film di Cesare Furesi

“Chi salverà le rose”, l’amore omosessuale nella terza età, il film di Cesare Furesi

Alessandro Bertirotti

“Continuerò ad amarti, anche da lontano perché mi piace l’amore, e l’amore è discreto”.
Non credo di aver mai sentito una dichiarazione più ricca ed intensa di questa. Ci dice che l’amore è il legame che prescinde lo spazio, non risponde alla logica delle lancette di un orologio, è contemplazione di se stessi. Soprattutto, l’amore è il distillato della tendenza umana al legame tra mente e spirito.

In “Chi salverà le rose?”, il regista e sceneggiatore Cesare Furesi ha il coraggio di scandagliare le forme che l’amore assume. Furesi, parlando del suo film, dice che tutti noi siamo un po’ rose con petali e spine. Ma la cosa straordinaria è che ognuno di noi ha un tronco e, se questo è robusto, allora diventa facile collegare il tronco al petalo.

Una affermazione verissima e la pellicola è una lunga carrellata di tronchi uniti a petali.

Delicata e virile nello stesso tempo – come la visione delle Ninfee di Monet – è la descrizione della forma di amore più difficile da affrontare (specialmente in Italia): quella dell’amore omosessuale nella terza età. Musica strepitosa, appassionata ed appassionante, nella cornice di quella Sardegna che possiamo ammirare e desiderare per sempre, con questo spirito incontriamo Alghero.

La nostra società rimuove dalla vita quotidiana di tutti noi l’amore in età avanzata. Quasi che amarsi sia una prerogativa della gioventù e della maturità, mentre la senilità dovrebbe essere solo il tempo dell’acquietamento, non solo dei sensi ma anche delle emozioni.

Non solo.

Sempre noi, tutti assieme, concepiamo (anche quando non lo ammettiamo pubblicamente, facendo finta di essere radical chic) l’amore omosessuale come manifestazione di deviazione dal “normale”. Nella migliore delle ipotesi, è pensato come una stravaganza irreversibile, se non addirittura un vizio. E la legge sulle unioni civili è una goccia nel mare dell’ignoranza. Certo, servirà a qualche cosa, specialmente per i nostri nipoti.

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