Dalla rassegna stampa Libri

Corpi sonori: Julie Maroh ci racconta l’amore in tutte le sue forme

… omaggio alla molteplicità di relazioni personali esistenti e ai tipi di corpi che vengono sottorappresentati o addirittura soffocati dalle norme e dagli stereotipi…

Corpi sonori: Julie Maroh ci racconta l’amore in tutte le sue forme

Di Alessia Sicuro

Dopo il successo di Skandalon e di Il blu è un colore caldo(fumetto vincitore del Premio del Pubblico al Festival di Angoulême da cui è stato tratto il film Palma d’Oro a Cannes “La vita di Adele”), la disegnatrice francese Julie Maroh si è lanciata a capofitto nella realizzazione della graphic novel Corpi sonori.

Si tratta di un’opera che ha visto le sue prime embrionali bozze nel 2009 e che è stata presentata in anteprima dall’autrice solo nel 2017, nell’ambito dell’ edizione del Festival Gender Bender e a Lucca Comics & Games, per poi entrare nelle librerie italiane del novembre 2017.

«Questa raccolta è solo un campione dell’infinita tavolozza del possibile. E se la mia matita non arriverà a rendere il sapore delle lacrime, né il pesante silenzio di un cuore che sussulta, né la pelle d’oca di un momento d’estasi, che questo libro sia almeno un omaggio a tutti gli esseri innamorati che vanno controcorrente e che talvolta lo fanno a rischio della loro vita».

Con questo incipit Julie Maroh delinea Corpi sonori, ponendosi un obiettivo ben preciso: raccontare quelle storie scomode che nessuno ha l’ardore o il coraggio di rendere pubbliche, mettere da parte la classica storia d’amore che la letteratura ci ha propinato fin troppo spesso e dar voce a tutte le minoranze.
Figlia delle rivolte novecentesche, la letteratura camp, queer e femminista si è fatta strada come monito delle rivendicazioni omosessuali e dei diritti di ogni tipo di minoranza, contro l’omologazione del classico modello letterario che ha come protagonista l’uomo bianco e borghese e con lo scopo di raccontare di sé per abbattere ogni tipo di barriera.

I 21 racconti di Corpi sonori fanno proprio questo, «rendono omaggio alla molteplicità di relazioni personali esistenti e ai tipi di corpi che vengono sottorappresentati o addirittura soffocati dalle norme e dagli stereotipi» ha dichiarato Julie Maroh.

Ogni personaggio è diverso dall’altro, la Maroh ha creato un vero e proprio mosaico di vicende inconciliabili tra loro, ma tutte legate insieme da un unico fil rouge: la società in cui viviamo sommersa dai suoi pregiudizi. Il palcoscenico di tutte queste storie è Montreal, città multipla, che ogni primo luglio cambia completamente volto per la “giornata dei traslochi”. Ogni racconto ha quindi come sfondo l’accumulo di tutti quei pensieri, sogni, aspettative e desideri che alberga nei cuori di coloro che iniziano un nuovo cammino e di chi non è pronto a lasciare la sua quotidianità. I labirinti amorosi descritti dalla Maroh vivono e palpitano nella stessa rete urbana, senza mai incontrarsi davvero.

I Corpi compiono tutti quella danza quotidiana delle norme e degli stereotipi, finché non vengono alla luce, in tutta la loro diversità, fieri di ogni loro sfumatura. Sono sonori perché comunicano tra loro nel nuovo millennio con gli smartphone, trascorrono il loro tempo davanti alla tv o al loro computer, vibrano ad ogni sms, i loro cuori si fermano ad una telefonata, si rilassano con una bella canzone alla radio o all’mp3.

Nessuno dei corpi raccontato dalla Maroh vive un amore convenzionale. Si parla delle difficoltà che può trovare un transessuale durante la sua quotidianità; degli amori omosessuali; dei terribili litigi che rischiano di segnare la fine di un rapporto stupendo; della malattia che, improvvisa e straziante, è capace di insinuare nella coppia terrore, instabilità e rabbia. La fumettista dipinge la diffidenza che si può provare nei confronti dei corpi etichettati “non belli” dalla società e dalla paura dell’abbandono che questi possano provare, intimoriti dal solo lasciarsi andare e dal provare davvero a farsi amare.

L’edizione italiana della graphic novel, pubblicata nella collana Panini 9L, è stata co-tradotta dalla stessa Maroh: «Tradurre è un atto appassionante e tradurre il proprio lavoro è una nuova maniera per esplorare la narrazione e le intenzioni che si celano tra il linguaggio verbale e il “non detto”. Mi sento molto fortunata di aver avuto l’opportunità di mettere il mio lavoro così alla prova.»

Alessia Sicuro

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