Dalla rassegna stampa Cronaca

Allarme della Federalberghi: immagine da tutelare

Il presidente: «Subito giustizia». I Verdi: i sindaci si indignino per questo e non per le nozze gay

Allarme della Federalberghi: immagine da tutelare
Il presidente: «Subito giustizia». I Verdi: i sindaci si indignino per questo e non per le nozze gay

Espedito Vitolo

napoli – La notizia ha fatto in un lampo il giro del mondo. E soprattutto in Gran Bretagna ha avuto grande risalto sui tabloid. Ora il rischio, per l’industria turistica della Penisola sorrentina, è quello dell’immagine. Un crollo potrebbe dire meno arrivi e meno incassi.

Lo sa bene il presidente locale della Federalberghi, Costanzo Iaccarino: «La violenza sessuale ai danni di una turista inglese, avvenuta all’interno di una struttura ricettiva di Meta di Sorrento, è per me motivo di profonda costernazione prima come uomo e poi come imprenditore», spiega commentando l’arresto dei cinque tra dipendenti ed ex dipendenti dell’hotel, accusati di aver drogato e violentato una donna inglese nell’ottobre 2016.

«La penisola sorrentina è legata da decenni agli ospiti anglosassoni – continua Iaccarino – Se nelle strutture ricettive locali registriamo una clientela di ritorno pari al 30 per cento, lo dobbiamo innanzitutto alle migliaia di turisti inglesi e statunitensi che da decenni scelgono la nostra terra come meta delle loro vacanze»: una predilezione che, secondo il presidente di Federalberghi, è frutto di quella «cultura dell’accoglienza, consolidata dall’epoca del Grand Tour a oggi, che non sarà certo messa in discussione dall’abominevole comportamento contestato alle cinque persone messe sotto inchiesta dalla Procura».

Poi sottolinea l’importanza delle indagini. «Nell’auspicare che la magistratura faccia il suo corso – conclude Costanzo Iaccarino – non posso non stigmatizzare il fatto che certa stampa abbia frettolosamente e irresponsabilmente associato questa triste vicenda a un altro hotel che, di contro, è del tutto estraneo ai fatti oggetto d’indagine: mi appello alla sensibilità e alla professionalità dei media affinché, nel doveroso e sacrosanto esercizio del diritto di cronaca, evitino di infangare il buon nome di imprenditori e strutture ricettive non coinvolti nell’inchiesta».

Duro il commento del consigliere regionale dei Verdi Francesco Borrelli: «La storia dello stupro di gruppo ai danni della turista in un albergo della costiera lascia senza parole e i colpevoli devono pagare per quello che hanno fatto senza alcuno sconto. Tra l’altro, una vicenda del genere alimenta anche una brutta immagine dell’accoglienza che offriamo ai turisti e sarebbe auspicabile la costituzione come parte civile delle associazioni e degli enti che, quotidianamente, sono impegnati nella promozione del turismo in Campania». Poi una stoccata a Cuomo anche se il comune in questione è Meta. «Il sindaco di Sorrento che, in queste ore, è salito agli onori della cronaca per aver vietato la celebrazione di un’unione civile nel chiosco di San Francesco, si indigni per questo invece di fare ingiuste e anacronistiche discriminazioni. Il primo cittadino dovrebbe essere il primo a costituire il Comune parte civile nel processo contro gli stupratori».


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