Dalla rassegna stampa Cronaca

Gay pride ancora senza una piazza

Pavia, i nuovi obblighi di sicurezza impongono la rinuncia a piazza della Vittoria: «Noi non vogliamo costringere i bar a togliere i dehors»

Gay pride ancora senza una piazza

Pavia, i nuovi obblighi di sicurezza impongono la rinuncia a piazza della Vittoria: «Noi non vogliamo costringere i bar a togliere i dehors»

PAVIA. Anche il diritto di manifestare viene messo in difficoltà dalla circolare Gabrielli sulla sicurezza degli eventi pubblici del luglio scorso e il Gay pride, a poco più di un mese dalla data, è ancora senza una piazza. Il motivo? Piazza della Vittoria non è più utilizzabile per manifestazioni del genere a meno di non sostenere costi di sicurezza pari a circa 13mila euro, coprire le scale del mercato coperto, far smontare tutti i dehors dei locali. Impossibile.

«È il quarto Pride a Pavia – spiega Elena Petriccioli, portavoce di Arcigay Pavia-Coming Aut – e mai c’è stato un problema di sicurezza, niente scontri, niente tafferugli, solo una festa per i diritti delle persone Lgbti (lesbiche, gay, bisessuali, transessuali, intersessuali). La circolare impone obblighi tali che ci ha messo in seria difficoltà, per organizzare qualcosa ormai bisogna poterselo permettere. E di fatto in nome della sicurezza la circolare limita la libertà di manifestare in maniera serena perché pone problemi economici e logistici non indifferenti. Stiamo lavorando con il Comune per trovare altre soluzioni: sicuramente dovremo cambiare il tradizionale percorso che da piazzale Ghinaglia arrivava in piazza della Vittoria».

Non è solo questione di costi: «Abbiamo sempre pensato che il Pride, che porta a Pavia tante persone, potesse essere una bella occasione per i negozianti del centro – spiega – per questo non possiamo accettare soluzioni che impongano ai bar di chiudere i dehors in una giornata di sole di giugno, anche loro devono trarne vantaggi, non danni». Alternative? «Stiamo cercando di studiare con il Comune una serie di percorsi» spiega Petriccioli.

Una delle ipotesi vagliate era il cortile del Broletto, ma in ogni caso occorrerebbe chiudere le scale del mercato sotterraneo, e anche in piazza Cavagneria bisognerebbe chiudere i dehors. «Senza sostegno della giunta non si può fare nulla» spiega Petriccioli. (a.gh.)

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