Dalla rassegna stampa Giustizia

LA SOLA ADOZIONE POSSIBILE E LE DIETROLOGIE CHE LA FRENANO

LA SOLA ADOZIONE POSSIBILE E LE DIETROLOGIE CHE LA FRENANO
di Antonella Baccaro

il regista Gianni Amelio parla con fierezza della sua paternità, arrivata all’improvviso, in seguito all’offerta fattagli da un padre, un albanese conosciuto sul set, di adottare suo figlio sedicenne. Un’offerta insolita, dettata dalla disperazione che però, una volta accettata, ha portato nell’esistenza dell’artista tanta gioia e una famiglia acquisita atipica. Ci sono tanti spunti nella storia di questo regista che due anni fa ha dichiarato la propria omosessualità come tributo ai tanti che hanno sofferto o soffrono persecuzioni.

Per quel che ci riguarda, ci ha colpiti una frase di Amelio, raccolta da Candida Morvillo, riferita al travaglio da lui vissuto di fronte a quell’offerta di adozione: «Un amico mi disse: “Se adotti un adulto, non dai una famiglia, dai un’eredità”». In queste parole c’è la sintesi spietata di tanti ragionamenti che molti single senza figli cominciano a fare in età adulta per scoraggiamento rispetto alla possibilità di accoppiarsi e procreare, quando la prospettiva di fare figli tramonta per ragioni anagrafiche, oppure quando si esclude di farli tramite procreazione assistita all’estero (in Italia è vietata).

Come è noto nel nostro Paese un single può ottenere l’affido di un minorenne ma non può adottarlo se non in pochi casi particolari. Gli è possibile invece, compiuti i 35 anni, adottare un maggiorenne la cui età sia inferiore di almeno 18 anni alla propria.

Ed eccoci al punto: è vero che chi adotta un adulto non gli dà una famiglia ma un’eredità? E dietro quell’offerta non si nasconde l’egoistico intento di assicurarsi un «bastone per la vecchiaia»? Interrogativi legittimi: il gesto di generosità sbiadisce se sotto vi s’intravede uno scambio opportunistico. Eppure anche dai figli nati da un deliberato atto d’amore ci si attende futura assistenza e prosecuzione della specie: li si deve considerare per questo un bieco investimento? Se così fosse, in nessun caso c’è la garanzia del «rientro». Forse sta proprio nell’azzardo che comunque si corre la chiave per leggere in queste decisioni un atto superiore: una scelta d’amore.

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