Dalla rassegna stampa Amministrazioni

Coppie gay, svolta della sindaca «Riconosceremo i figli di tutti»

Comunicato stampa Arcigay

TORINO, LA SINDACA APPENDINO DÀ PIENO RICONOSCIMENTO ALLE FAMIGLIE OMOGENITORIALI. ARCIGAY: “SEGNALE FORTE E IMPORTANTE. ORA IL M5S PROMUOVA LA STESSA AZIONE IN PARLAMENTO”

Bologna, 20 aprile 2018 – “La decisione assunta dalla sindaca di Torino Chiara Appendino di procedere alla trascrizione degli atti di nascita di tutti i bambini figli di coppie omogenitoriali che ne fanno richiesta, è un segnale forte e importante, che si unisce a quello di altri sindaci coraggiosi e al quale rivolgiamo il nostro plauso”: lo dichiara Gabriele Piazzoni, segretario nazionale di Arcigay. Che prosegue: “Ora però è necessario che questo riconoscimento sia portato in Parlamento, dove il M5S, di cui Appendino è illustre e stimata rappresentante, può contare su numeri importanti. La questione non può rimanere circoscritta nella discrezionalità dei Comuni, rendendo l’Italia un territorio a macchia di leopardo proprio su un tema delicatissimo come i diritti dei minori. La legislazione che regola il diritto di famiglia va cambiata, e adeguata alla reale situazione dell’Italia di oggi con le sue molteplici forme famigliari. Fino a quando questo problema non sarà affrontato e risolto, continueranno ad esserci bambini di serie A e di serie B, e queste è un’intollerabile ingiustizia”, conclude Piazzoni.


DIRITTI L’ANAGRAFE ORA NON REGISTRA I BAMBINI CON DUE MAMME O DUE PAPÀ
Coppie gay, svolta della sindaca «Riconosceremo i figli di tutti»

Niccolò Pietro ha due mamme, e le avrà anche per l’Anagrafe. I loro nomi, Chiara e Micaela, compariranno sul registro dello stato civile accanto a quello del loro piccolo. Lo ha deciso la sindaca Chiara Appendino. «Voglio dare – ha dichiarato la prima cittadina – pieno riconoscimento alle famiglie di mamme e di papà con le loro bambine e i loro bambini». E per farlo si è detta pronta «anche a forzare la mano». Convinta che «l’amore di una famiglia è un diritto che va oltre qualsiasi categoria o definizione socialmente imposta».

La svolta di Appendino: siamo pronti a riconoscere i figli delle coppie gay
L’anagrafe non aveva voluto registrare il bimbo della consigliera Pd Foglietta

Gabriele Guccione

Niccolò Pietro ha due mamme, e le avrà anche per l’Anagrafe. I loro nomi, Chiara e Micaela, compariranno sul registro dello stato civile della città di Torino accanto a quello del loro piccolo. Lo ha deciso la sindaca Chiara Appendino, al termine di un incontro, ieri, con il Torino Pride. «Voglio dare — ha dichiarato la prima cittadina — pieno riconoscimento alle famiglie di mamme e di papà con le loro bambine e i loro bambini». E per farlo si è detta pronta «anche a forzare la mano». Convinta che «l’amore di una famiglia è un diritto che va oltre a qualsiasi categoria o definizione socialmente imposta».

La madre biologica del piccolo Niccolò, Chiara Foglietta, che è anche consigliera comunale del Pd, e martedì scorso si era vista rifiutare la registrazione dell’atto di nascita dall’ufficiale dello stato civile, è stata convocata lunedì pomeriggio a Palazzo Civico, insieme alla sua compagna Micaela Ghisleni. In quell’occasione verrà formalizza la pratica per il riconoscimento come stabilito ieri dalla sindaca Appendino: «Indicando nel registro di stato civile che non solo ha due mamme — svelano in una nota i portavoce del Torino Pride — ma che è stato concepito grazie alle tecniche di fecondazione eterologa in Danimarca». «Se così fosse — afferma Foglietta, felice per la notizia, ma ancora incredula — sarebbe un grande passo avanti, anche per le tante donne single che ricorrono alla procreazione medicalmente assistita».

Quello su cui la sindaca Appendino metterà la firma lunedì sarà un atto «storico, importantissimo e coraggioso», secondo il coordinamento delle associazioni lgbt torinesi. Non solo perché, salvo imprevisti (un intervento del prefetto o eventuali ricorsi alla magistratura), riconoscerà lo status del piccolo Niccolò Pietro, che dal 13 aprile, da quando è nato, aspetta di essere dichiarato figlio di due mamme. Ma perché farà da apripista ad altre coppie di genitori gay. Appendino «ha sciolto la riserva e deciso — rende noto il coordinamento Torino Pride — di trascrivere anche tutti gli atti di nascita dei bambini e delle bambine nate all’estero da coppie omogenitoriali».

Compresi quelli dei due gemelli nati in Canada, figli di due papà, che a inizio marzo si erano visti negare dal Comune la trascrizione dell’atto di nascita. «La decisione della città di Torino è coraggiosa — dichiara il legale dei genitori gay, Michele Giarratano — rispetto all’immobilismo di altre amministrazioni, ma assolutamente suffragata dalla giurisprudenza e quindi pienamente legittima».

Un velo di preoccupazione copre, però, l’apertura della sindaca Appendino: «Adesso — auspica l’avvocato Giarratano — mi auguro che la prefettura o il ministero degli Interni, com’è già successo in altri casi, non vogliano ostacolare una misura di civiltà che va nell’interesse esclusivo dei bambini».


da La Repubblica – Torino

La svolta della sindaca “Registriamo all’anagrafe i figli delle coppie gay”

jacopo ricca

È la prima volta che avviene senza bisogno di una sentenza della magistratura La consigliera comunale pd, Foglietta: “La mia vicenda ha fatto da apripista Appendino è sempre stata sensibile al tema dei diritti, ora dimostra coraggio”
All’anagrafe di Torino si potrà essere regolamente figli di due donne o di due uomini. Lo annuncia la sindaca Chiara Appendino che sorpassa le altre città italiane e, anche senza sentenze dei giudici, decide di trascrivere l’atto di nascita dei bambini nati dalla procreazione assistita in un nucleo familiare composto da persone dello stesso sesso riconosciuti entrambi genitori. « L’amore di una famiglia è un diritto che va oltre a qualsiasi categoria o definizione socialmente imposta — scrive Appendino — Questo semplice principio da sempre guida la nostra azione politica. Da mesi stiamo cercando una soluzione compatibile con la normativa. Dopodiché la nostra volontà è chiara e procederemo anche forzando la mano, con l’auspicio di aprire un dibattito nel Paese in tema di diritti quanto mai urgente».
Come dire: la legge non ce lo consente, ma noi la violeremo e faremo comunque l’iscrizione. La normativa italiana infatti non permette a due donne o due uomini di registrarsi come genitori di un bambino. In alcuni comuni però, su ordine dei giudici, i dipendenti dell’anagrafe l’hanno già fatto. A Torino invece Appendino ha deciso di non attendere la magistratura. La svolta coinvolge, per ora, tre famiglie omogenitoriali che, dal 2015 a oggi, hanno chiesto agli uffici del Comune di poter registrare i loro bambini. L’ultima in ordine di tempo è stata la consigliera comunale del Partito Democratico Chiara Foglietta che con la sua compagna Micaela, qualche giorno, fa si è vista negare sia all’ospedale Sant’Anna che all’anagrafe l’ok per registrare il suo Niccolò, concepito tramite fecondazione assistita in Danimarca, come figlio di entrambe. «Non abbiamo ancora ricevuto nessuna comunicazione ufficiale, né ho sentito la sindaca, ma le sue parole su Facebook ci lasciano ben sperare. Se il suo impegno sarà mantenuto Torino sarà la prima città dove un bambino nato da procreazione assistita è riconosciuto alla nascita come figlio di due donne — commenta soddisfatta la consigliera dem — Ringrazierò Appendino quando avrò capito cosa lei ha in testa e cosa hanno deciso di fare gli uffici per mettere in pratica questa scelta politica coraggiosa ».
Sul tema tra le due, nonostante appartengano a due schieramenti politici opposti, sembra esserci convergenza: « Appendino è stata sicuramente apripista con questa scelta. Si è sempre mostrata aperta a queste tematiche, fin dall’inizio del suo mandato — aggiunge Foglietta — Per questo mi ero stupita del rifiuto quando mi sono presentata all’anagrafe » . La sindaca aveva già allora ribadito la necessità di fare qualcosa: «Ci troviamo davanti a casi inediti di nuove forme di genitorialità che chiedono il riconoscimento di quella che per loro è la famiglia — scrive la prima cittadina annunciando la svolta storica — Oggi l’Italia non è ancora pronta a riconoscere legalmente queste famiglie e ci si trova davanti a ostacoli burocratici tanto fastidiosi nella loro forma, quanto difficili da superare ».
Proprio per questo, in accordo con l’assessore ai Diritti e alle Famiglie, Marco Giusta, Appendino ha scelto di “forzare la mano”. E la sua decisione, di cui è stata informata anche l’Anci, incassa il plauso dell’assessora alle Pari Opportunità della Regione, Monica Cerutti, e del Coordinamento Torino Pride e di Arcigay. Il coordinatore del primo, Alessandro Battaglia, parla di « coraggio della sindaca » , mentre la presidente della seconda, Francesca Puopolo esulta: «La burocrazia si adegua alla vita reale » . Da lunedì le tre famiglie coinvolte saranno convocate all’anagrafe centrale per l’iscrizione nello Stato Civile. «Speriamo che ministero dell’Interno e prefettura non vogliano ostacolare una misura di civiltà che va nell’interesse esclusivo dei bambini ». commenta il legale di una delle coppie coinvolte, Michele Giarratano. Per altre tre la registrazione arriverà a breve: sono in attesa di dare alla luce i bambini nati da fecondazione assistita. Dopo l’annuncio molte coppie omosessuali italiane potrebbero scegliere Torino per far nascere i loro figli.

La sindaca
Chiara Appendino, prima in Italia in assenza di una sentenza della magistratura che la obbligi, chiederà all’anagrafe di riconoscere i figli nati in famiglie gay, con “l’auspicio di aprire un dibattito nel Paese in tema di diritto quanto mai urgente”
Con il bambino. Chiara Foglietta tiene in braccio il figlio


da Il Fatto

Gay, Appendino: “A Torino forzeremo la mano per riconoscere i figli”. La svolta dopo il caso della consigliera Pd

L’annuncio su Facebook della sindaca: “Il Comune di Torino è pronto a dare pieno riconoscimento alle famiglie di mamme e di papà con le loro bambine e i loro bambini”. La risposta alla polemica di Chiara Foglietta, diventata madre insieme alla compagna, che l’aveva accusato di “poco coraggio”

di F. Q. | 20 aprile 2018

Chiara Appendino annuncia che il Comune di Torino è pronto a “dare pieno riconoscimento alle famiglie di mamme e di papà con le loro bambine e i loro bambini”. Nonostante l’Italia non sia “ancora pronta a riconoscere legalmente queste famiglie” e ci siano difficili “ostacoli burocratici“, la sindaca su Facebook spiega di essere pronta a registrare i figli delle coppie gay all’anagrafe “anche forzando la mano“. E’ la risposta alla polemica della consigliera comunale Pd Chiara Foglietta, diventata madre insieme alla compagna Micaela, che si era vista negata il riconoscimento del piccolo Niccolò Pietro e aveva accusato Appendino di “poco coraggio”.

“Da mesi stiamo cercando una soluzione compatibile con la normativa vigente”, chiarisce la sindaca di Torino. “L’amore di una famiglia è un diritto che va oltre a qualsiasi categoria o definizione socialmente imposta”, sottolinea nel suo post. “Questo semplice principio, che da sempre guida la nostra azione politica, vogliamo ribadirlo in questi giorni con rinnovata forza – aggiunge – Per la prima volta la Città di Torino si trova dinnanzi a casi inediti di nuove forme di genitorialità che richiedono del tutto legittimamente il riconoscimento di quella che per loro è una famiglia, intesa come luogo fisico ed emotivo in cui due o più persone si amano e costruiscono insieme il futuro proprio e dei propri figli”.

“Oggi l’Italia non è ancora pronta a riconoscere legalmente queste famiglie e ci si trova davanti a ostacoli burocratici tanto fastidiosi nella loro forma quanto difficili da superare – continua il post della prima cittadina – Tuttavia la nostra posizione politica è chiarissima. Lo è sin da quando all’inizio del nostro mandato, insieme all’Assessore ai Diritti, Marco Alessandro Giusta, abbiamo dato un segnale scegliendo di cambiare la forma stessa degli atti del Comune, modificando nei dispositivi il termine ‘famiglia’ con il plurale ‘famiglie’“.

“Finalmente la nostra città adegua la burocrazia alla vita reale, quotidiana. Finalmente le cittadine e i cittadini possono riconoscersi in una buona pratica che tutela ogni forma di famiglia, senza se e senza ma”, commenta Francesca Puopolo, presidente di Arcigay Torino. “Attendiamo ora che il Parlamento ponga fine alla lunga trafila di atti burocratici e politici alle quali le coppie same sex sono costrette in assenza di una legge nazionale in materia di adozioni, e chiediamo a gran voce una riforma della legge 40“, conclude Puopolo.


da Il Giornale

La sfida della Appendino: “Torino registrerà i figli di coppie gay”

Dopo il caso della consigliera Foglietta la decisione del sindaco a Cinque stelle

Lucio Di Marzo

È una decisione che va di fatto contro la legislazione attuale quella annunciata dal sindaco di Torino, Chiara Appendino, che in un post su facebook ha spiegato che da oggi la municipalità del capoluogo accoglierà la registrazione dei figli di coppie gay nati all’estero o in Italia.

Una novità che scaturisce da una serie di questioni sollevate nell’ultimo periodo, inclusa quella della consigliera Pd Chiara Foglietta, che all’anagrafe per registrare il figlio Niccolò Pietro, nato il 13 aprile, si è vista rispondere dall’anagrafe che era impossibile riconoscerlo come figlio di due donne: suo e della compagna Micaela Ghisleni.

L’anagrafe torinese ha agito seguendo le indicazioni di Roma e chiedendo alle due donne di dichiarare che il bambino era figlio soltanto di una di loro, frutto di “un’unione naturale con un uomo”. Ed è stata la polemica che ne è derivata a far muovere il sindaco del Movimento 5 Stelle.

“Per la prima volta la Città di Torino si trova dinnanzi a casi inediti di nuove forme di genitorialità che richiedono del tutto legittimamente il riconoscimento di quella che per loro è una famiglia, intesa come luogo fisico ed emotivo in cui due o più persone si amano e costruiscono insieme il futuro proprio e dei propri figli”, ha scritto l’Appendino su Facebook.

“Da mesi – ha aggiunto – stiamo cercando una soluzione compatibile con la normativa vigente. Dopodiché la nostra volontà è chiara e procederemo anche forzando la mano, con l’auspicio di aprire un dibattito nel Paese in tema di diritti quanto mai urgente”.

Chiaro il messaggio del sindaco: serve una nuova legge. “La nostra posizione politica è chiarissima. Lo è sin da quando all’inizio del nostro mandato, insieme all’Assessore ai Diritti, Marco Alessandro Giusta, abbiamo dato un segnale scegliendo di cambiare la forma stessa degli atti del Comune, modificando nei dispositivi il termine ‘famiglia’ con il plurale ‘famiglie’”

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