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Rugby, il caso, Folau contro i gay, risposta All Blacks: “Sei disgustoso”

… aveva detto che gli omosessuali sarebbero andati “tutti all’inferno”…

Rugby, il caso, Folau contro i gay, risposta All Blacks: “Sei disgustoso”

L’estremo dell’Australia aveva detto che gli omosessuali sarebbero andati “tutti all’inferno”. A rompere il silenzio fra i colleghi è Weber, mediano neozelandese dei Chiefs: “Frasi disgustose”

La risposta dei colleghi giocatori si è fatta attendere diversi giorni, ma a rompere il muro del silenzio alla fine è stato Brad Weber, mediano di mischia dei Chiefs e con una presenza con gli All Blacks, che ha definito “disgustose” le frasi pubbliche che Israel Folau ha indirizzato verso i gay. “Andranno tutti all’inferno, a meno che non si pentano e riabbraccino dio”, aveva detto la scorsa settimana l’estremo dei Waratahs e della nazionale australiana, stelle fra le più pagate del mondo rugbistico.

RISPOSTE – Una post su Instagram che gli era costato la convocazione da parte della federazione, che però non aveva portato a conseguenze, nonostante la forte pressione dell’opinione pubblica, che in Australia è decisamente aperta alle spinte provenienti dalle minoranze, compreso il main sponsor dei Wallabies, la compagnia di bandiera Qantas, da sempre in prima linea nelle battaglie sulla parità di diritti. Folau se l’era cavata con una reprimenda, dalla quale era però uscito addirittura come vincitore, visto che poi ha tenuto a specificare di non avere cambiato idea e che nessuno ha diritto di costringerlo. A questo punto Weber ha deciso di rompere il silenzio: “Mi dà fastidio il fatto che i giocatori evitino di commentare”, ha scritto su Twitter. “Personalmente non posso accettare di praticare uno sport che amo assieme a persone come Folau. Mia cugina e la sua compagna, mia zia e la sua compagna sono fra le persone più dolci e piacevoli che io abbia mai conosciuto. E pensare che io possa affrontare in campo una persona che per loro si augura l’inferno mi disgusta”. E quando un follower gli ha fatto notare che Folau avrebbe tutto il diritto di esprimere una sua opinione, Weber ha replicato duramente: “Sono d’accordo. E la mia opinione è che lui mi disgusta”. Dopo essere stato semplicemente rimproverato dai vertici federali e del suo club, Folau ha oltre tutto scritto un articolo su The Player Voice per ribadire la sua posizione e il concetto che la sua fede e le sue convinzioni religiose non possono essere contestate e che comunque non è sua intenzione ferire nessuno.

PERENARA – Forse spinto da Weber, ha usato Twitter per commentare la vicenda anche Tj Perenara, che gioca negli Hurricanes a Wellington, che di presenze con gli All Blacks ne ha 42 (è l’alter ego di Aaron Smith in mediana) e che come maori ha anche il compito di dirigere la haka. E che si è detto “al 100 percento contro i commenti di Israel: non è bello quello che ha detto, non è il comportamento che mi piace vedere nel mio amato sport, sono commenti deleteri ingiustificabili”. Perenara ricorda poi che rappresentare una minoranza, che sia etnica o religiosa, implica per lui una ulteriore responsabilità: “Come campioni di rugby, che ci piaccia o no, rappresentiamo dei modelli di comportamento per tanti giovani. E in questo caso per tanti giovani maori o delle isole del pacifico. E non c’è nemmeno bisogno di andare troppo indietro nel tempo per ricordarci le statistiche sull’altissimo numero di suicidi che hanno come radice l’intolleranza e ancor di più quando si parla della comunità arcobaleno. Altri commenti che possono causare ulteriori danni non possono essere tollerati”.

ARBITRO – E nelle ultime ore si è aggiunto anche il commento dell’arbitro più famoso del mondo, il gallese Nigel Owens, che nel 2007 rese pubblica la sua omosessualità: “Devi giudicare me e gli altri gay per i contenuti, per il carattere, non per la sessualità”. Un commento sereno ma che rappresenta una bella lezione di vita per Folau. “Quando occupi una posizione di privilegio come la sua, devi assumerti la responsabilità di esporre le tue convinzioni in maniera corretta. Quando parlo con queste persone cerco di fargli capire che essere gay non è una scelta. E che là fuori ci sono persone che non sanno come gestire la situazione e che pensano di rinunciare alla vita, come stavo facendo io. Tutti hanno diritto di esprimere un’opinione, ma devono anche comprendere che non siamo tutti uguali”.

MOGLIE – Il caso ha varcato anche i confini del rugby ed ha toccato il netball durante i recenti Commonwealth Games di Gold Coast, visto che la moglie di Folau, Maria, gioca con le silver ferns neozelandesi. Convocata dalla direttrice generale Jennie Wyllie per sapere se la vicenda le aveva creato distrazioni, la signora Folau ha risposto di no. La Nuova Zelanda ha chiuso i giochi con il peggior risultato nella sua storia nel netball, mancando per la prima volta la medaglia.
Roberto Parretta @robertoparretta

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