Dalla rassegna stampa Politica

Mario Adinolfi: "Con Fico vince la lobby gay del M5S"

Mario Adinolfi: “Con Fico vince la lobby gay del M5S”

Mario Adinolfi, leader del Popolo della Famiglia, attacca: “E con Roberto Fico la lobby gay del M5S conquista la terza carica dello Stato”

Francesco Curridori

“E con Roberto Fico la lobby gay del M5S conquista la terza carica dello Stato, con il voto entusiasta del centrodestra.

Congratulazioni, in attesa dell’approdo a Palazzo Chigi del duo Di Maio-Spadafora”. La scoop, stavolta, arriva tramite social direttamente dal ‘supercattolico’ Mario Adinolfi, leader del Popolo della Famiglia.

Qualche ora, per evitare fraintendimenti, Adinolfi torna sull’argomento e, con un post su Facebook, spiega: “Il tema è uno solo: con Luigi Di Maio, Roberto Fico, Vincenzo Spadafora nessuna ripresa valoriale è possibile. Un’asse Lega-M5S che dovesse riprodursi nella costruzione del governo renderebbe materialmente impossibile l’abrograzione di legge Cirinnà e biotestamento, che per la verità la Lega correttamente non ha neanche promesso in campagna elettorale”. “Il Popolo della Famiglia punta invece a quei due obiettivi minimi. Il M5s per quanto ci riguarda è quel movimento nichilista e massonico di cui parlava Massimo Gandolfini. Io sono assolutamente d’accordo con lui”, conclude il giornalista/leader politico.


da AffariItaliani.it

Il Gossip gay e la lotta per le poltrone di Stato

Gossip gay: le voci circolate in questi giorni per influire sulle future trattative di governo e non solo
Il Gossip gay e la lotta per le poltrone di Stato

Altro che cancellazione immediata della legge Fornero, stretta sui migranti e accordi per spartirsi le presidenze. Gli ‘sherpa del potere’ danno tutt’altra lettura dell’avvicinamento Lega 5 Stelle, Salvini Di Maio. Avvicinamento che sarebbe un ‘effetto collaterale’ delle molte voci uscite nei giorni scorsi sulla presunta omosessualità di noti esponenti grillini, scrive La Verità. Insomma, continua a far parlare la vicenda della ‘lobby gay’ che si sarebbe ‘impossessata’ dei 5 Stelle, una lobby litigiosa e potentissima come è stata definita dai più attenti osservatori.

Molti ricorderanno che fu lo stesso Beppe Grillo, seppur scherzando, dal palco di un comizio a Nettuno facente parte del Coast to Coast di Alessandro Di Battista, a parlare di una presunta omosessualità di Luigi Di Maio. In quell’occasione, Beppe Grillo dichiarò pubblicamente: “Siamo entrati nella superfetazione della merda cosmica. Ma per annientare il Movimento Cinque Stelle c’e’ solo un mezzo: parlarne bene. Non questi dilettanti della comunicazione”. “La reazione contro di noi di questo sistema la sentiamo sulla pelle, ma è poco, mi aspettavo un avviso di garanzia a me, che scovassero della coca, che finalmente scoprissero che quell’altro – dice indicando Di Maio – è omosessuale. Ma non ci sarebbe niente di male, per l’amore di Dio…”.

E’ passato molto tempo da allora, i grillini dalla vittoria nella capitale si ritrovano ad un passo da Palazzo Chigi e forse è proprio questo il problema: “Temiamo sia la reazione del ‘sistema’ di un certo ‘sistema di potere’ che vede minacciate le proprie posizioni dal possibile avvicinarsi dei 5 Stelle a Palazzo Chigi” spiegano ambienti grillini. “Stanno facendo di tutto per tentare di condizionarci e di indebolirci, guarda caso proprio in queste giornate fondamentali in cui si fanno i ‘giochi’, in cui si scelgono i Presidenti di Camera e Senato e poi il governo”.

In poche parole, continua La Verità, i 5 Stelle temono che non sia stato solo un caso che siano uscite proprio ora certe ‘chiacchiere’. Anche perché a breve ci saranno montagne di nomine pubbliche e di Cda da rinnovare. D’altra parte non è un mistero per nessuno che il ‘potere vero’ in Italia risieda nelle grandi aziende di Stato e nel sistema trasversale dei ‘mandarini’ che rimarrebbe totalmente spiazzato da un governo a trazione Cinquestelle. Ed è fuor di dubbio che l’establishmnet preferirebbe che i 5Stelle fossero accompagnati nella ‘stanza dei bottoni’ dal Centrodestra o dal Pd ma di sicuro non da Matteo Salvini.

Basti pensare che sono almeno una cinquantina i consigli di amministrazione delle società partecipate dal ministero dell’Economia che dovranno essere rinnovati nei prossimi mesi. Qualche nome?
Cassa depositi e prestiti, la Rai, Gse, Invimit, il garante Antitrust e quello dell’ Energia. Per non parlare dei vertici dei servizi segreti, appena prorogati ma soltanto di un anno.

Effettua il login o registrati

Per poter completare l'azione devi essere un utente registrato.