Dalla rassegna stampa Cinema

Il film “Tuo, Simon” è una rivoluzione gay avvolta nello zucchero filato

Il film “Tuo, Simon” è una rivoluzione gay avvolta nello zucchero filato

DI GIONATA · 19 MARZO 2018

Articolo di Matthew Todd pubblicato sul sito del The Guardian (Gran Bretagna) il 14 Marzo 2018, libera traduzione di Andrea Shanghai

Mentre molti spettatori LGBT ancora si crogiolano negli ultimi fruttati bagliori di Call Me By Your Name (Chiamami col tuo nome, 2017), il primo grande film gay del 2018 già si affaccia all’orizzonte e promette di essere una cosa totalmente diversa: una commedia romantica per adolescenti intitolata “Tuo, Simon”. Basato sul bestseller USA “Simon vs The Homosapiens Agenda” (Non so chi sei, ma io sono qui, Mondadori, 2016) di Becky Albertalli. Il film è diretto da Greg Berlandi (sposato con il giocatore di football americano Robbie Rogers) e narra la storia di un liceale di 17 anni che inizia una relazione segreta via internet con un altro ragazzo. La trama si concentra sul tentativo di Simon per capire chi sia il suo potenziale Romeo e su come questo si rifletta sulle persone a lui più vicine.

Tuo, Simon” è davvero notevole nel suo essere il primo film di una major, in questo caso la 20th Century Fox, che tratta di una storia d’amore gay. Le prime recensioni sono state positive, tuttavia hanno sottolineato come il film non contenga nessuna specifica novità o una visione particolarmente coraggiosa, implicando quasi che sia un’opera tutto sommato inutile.

Quelli della mia generazione, già ultraquarantenni, sicuramente ricorderanno le sere in cui sedevamo fin tardi, con la sedia a bloccare la porta, il volume dello schermo basso per non essere colti in flagrante, mentre guardavamo film dell’epoca a tematica gay. I miei preferiti erano My Beautiful Laundrette, in particolare la scena in cui Daniel Day-Lewis che versava dello champagne nella bocca di Gordon Warnecke oppure Sebastiane di Derek Jarman con quei corpi nudi che si crogiolavano al sole.

Jarman è stato sicuramente un pioniere, un coraggioso eroe, e My Beautiful Laundrette è un film intelligente che ha fatto la storia del genere, tuttavia in quanto adolescente, non sentivo certo il bisogno ne’ di profonde digressioni artistiche, ne’ di analisi dettagliate del machiavellismo della politica: a 12 anni ciò di cui avevo realmente bisogno era la consapevolezza che un giorno avrei potuto avere finalmente un appuntamento, avrei potuto prendere il mio ragazzo mano nella mano e andare insieme a vedere un film in compagnia dei miei amici. Non saprei come spiegare quanto avessi bisogno di qualcosa del genere.

Una recensione sottolinea come questo film sia forse più una strizzata d’occhio alle generazioni più vecchie, piuttosto che un aiuto per i giovani gay di oggi che sarebbero più indipendenti e vorrebbero scrivere da soli la propria agenda. È un concetto che ho sentito ripetere innumerevoli volte durante la stesura del mio libro Straight Jacket, sulla salute mentale delle persone LGBT: la nuova generazione “sarebbe ormai passata oltre” e non avrebbe più bisogno di alcun aiuto.

Ma non è quello che i ragazzi, con cui ho parlato, mi hanno detto. Si, certo è decisamente più facile oggi (essere gay), sotto molti punti di vista. Ma mi hanno comunque parlato di sputi per le strade, di animi talmente devastati da rifiutarsi di uscire, di maltrattamenti da parte delle famiglie – uno mi ha raccontato che il patrigno non lo lasciava mangiare con i fratelli perché la sua sessualità sarebbe potuta risultare “contagiosa”- per non parlare di quanti crescono in ambienti particolarmente religiosi dove tali argomenti sono spesso totalmente proibiti. Ancora oggi si stima che circa il 25% della popolazione dei giovani senza tetto si identifichi come LGBT. Vi sono evidenti difficoltà a trovare un ambiente sano e sufficientemente solido sul quale un adolescente LGBT possa costruire la propria identità. Continua a mancare una rappresentazione davvero positiva.

“Tuo, Simon” sicuramente andrà a stuzzicare gli eternamente indignati: è stato scritto, proprio come Call Me By Your Name (Chiamami col tuo nome), da un autore eterosessuale, inoltre il protagonista è decisamente attraente, molto mascolino e soprattutto di estrazione borghese (quale orrore!). Ma vediamo di passare oltre. Si tratta di un film per adolescenti che segue tutte le convenzioni del genere. È semplice, sentimentale, dolce – un film ricoperto di zucchero filato proprio come altri mille film. Solo che questa volta ci sono due ragazzi-una vera delizia dall’inizio alla fine.

E ciò che conta di più-e che lo rende un vero punto di svolta- si tratta di un film gay a lieto fine, in cui nessuno muore (ops, scusatemi per lo spoiler..). Si, lo voglio ripetere ancora. UN! FILM GAY! A LIETO FINE! Un regalo per tutti gli adolescenti LGBT. E se ancora ti restasse qualche dubbio, dai un’occhiata in twitter al rapimento commovente con cui le persone commentano (negli USA) il film. Le chiacchiere stanno a zero, questo film farà sentire un pochino meglio moltissimi adolescenti in tutto il mondo. E anche per noi un po’ più grandi sarà comunque una visione commovente e, a tratti, forse leggermente dolorosa.

È importante ora che il film si trasformi in un successo commerciale. Se ci tieni ai diritti LGBT, vai al cinema, riempilo con i tuoi amici, soprattutto nel weekend di apertura, questa settimana negli Stati Uniti e il mese prossimo nel Regno Unito (in Italia uscirà nei cinema il 23 agosto). Se “Tuo, Simon”, si rivelerà un discreto successo, altri film come questo saranno prodotti.
Vedremo sempre più film incentrati sulle complessità del mondo LGBT. Ci saranno maggiori probabilità di vedere un super eroe gay. Le vite di persone LGBT di colore o transessuali saranno rappresentate con maggiore precisione. Potremmo addirittura – sognare non costa nulla – di avere più film LGBT a lieto fine. Se tutto ciò mai accadesse, “Tuo, Simon” avrebbe allora dimostrato di essere il film gay più rivoluzionario di tutti i tempi.

* Matthew Todd è stato direttore della rivista Attitude ed è autore di Straight Jacket: Come essere gay e felici.

Testo originale: The gay romcom Love, Simon is a revolution wrapped in candyfloss

https://www.theguardian.com/commentisfree/2018/mar/14/gay-romcom-love-simon-teen-hollywood

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