Dalla rassegna stampa Costume

SESSO Porno femminista

SESSO Porno femminista

Dan Savage, The Stranger, Stati Uniti

Avvertenza. Il linguaggio di questa rubrica è diretto ed esplicito.

Sono una diciottenne eterosessuale cisgender, ti scrivo dall’Australia e ascolto il tuo podcast e leggo la tua rubrica da quando avevo 13 anni. È grazie a te se ho le idee aperte sulla sessualità e sul mio corpo. A parte questo ho alcune domande. Ho cominciato a guardare porno abbastanza giovane, senza vergognarmene, ma un po’ di cose mi danno da pensare.

1. Vengo molto in fretta con il porno lesbico, ma non è mai un orgasmo di quelli “belli”. Secondo me è che inconsciamente penso sia poco reale e quindi degradante.

2. I porno gay vintage e trans ftm (female to male) mi procurano gli orgasmi migliori, anche se mi sembra strano, visto che sono molto lontana dagli atti sessuali che quei video rappresentano, ma quando vengo con quelli sono sempre soddisfatta.

3. Mi eccitano i video di schiaffi sulle tette, ma ho delle remore morali. So perché mi piacciono: le mie tette grosse mi fanno rabbia. Mi sembra moralmente sbagliato sia per il cammino di accettazione del mio corpo che ho fatto, sia per il messaggio violento nei confronti delle donne.

Ti va di darmi un parere?

Concerned About Porn Preferences

Esistono gay che guardano porno etero, lesbiche che guardano porno gay, ed esistono diciottenni etero australiane che guardano sia il porno lesbico, sia quello vintage gay, sia quello trans ftm. Sono così tante le persone che si eccitano guardando porno teoricamente non fatto per loro – e in generale le persone che immaginano, guardano e fanno cose teoricamente non fatte per loro – che queste, tra virgolette, “trasgressioni” vanno considerate una caratteristica, e non un difetto, della sessualità umana. 
 – Vieni con il porno lesbico, vieni con quello gay vintage e trans ftm, ma quando guardi quello lesbico sei combattuta perché ti sembra poco reale. È comprensibile: molto del cosiddetto porno lesbico è poco reale, perché è realizzato da e per gli uomini eterosessuali, e ha per protagoniste donne che non sono lesbiche ma eseguono i gesti della sessualità lesbica meccanicamente (e spesso con le unghie lunghe, cosa che a una vera lesbica darebbe molto fastidio). In alcuni porno gay ci sono ovviamente attori cosiddetti gay-for-pay, ovvero eterosessuali che lo fanno per soldi, ma la maggior parte del porno gay è fatto da attori gay che fanno una cosa che gli piace; lo stesso dicasi per buona parte del porno ftm, che è una piccola nicchia per lo più indipendente. Io ho il sospetto che i tuoi orgasmi siano belli anche quando guardi il porno lesbico, CAPP, ma la sensazione – soppressa quando sei eccitata, e che riemerge quando non lo sei più – che le attrici non provino davvero piacere ti guasta gli orgasmi a posteriori. La soluzione? Cercare porno lesbico con attrici che siano davvero lesbiche: il porno lesbico realistico esiste (ne ho trovato parecchio con una semplice ricerca su Google). 
 – A volte riusciamo a superare i messaggi negativi che la nostra società ci trasmette sull’identità e sul corpo solo dopo che la nostra fantasia erotica è riuscita a prendere le paure e il disprezzo di sé indotti da tali messaggi e trasformarli in gusti sessuali specifici. Prendiamo il gusto per l’umiliazione del pene piccolo (in inglese small-penis humiliation o sph). Prima che uno possa chiedere alla/al partner di praticare su di lui la sph, deve innanzitutto accettare (e un po’ amare) il fatto di avercelo piccolo. L’accettazione è avvenuta, ma la fantasia sessuale – una fonte di eccitazione basata su un conflitto risolto – resta. Può essere liberatorio considerare questa fantasia o la tua passione per gli schiaffi sulle tette come una ricompensa: l’unica cosa buona prodotta da tutte le stronzate che la società ficca in testa di uno che ce l’ha piccolo, o nel tuo caso di una ragazza con i seni grossi. Se facciamo in modo di cercare altri adulti consenzienti che ci rispettano e rispettano il nostro corpo, possiamo avere sia le fantasie che vogliamo – anche quelle che affondano le radici nel letame dei messaggi culturali negativi – sia l’accettazione di noi stessi e l’autostima.

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