Dalla rassegna stampa Cronaca

Preti gay, il dossier in Vaticano

CLERO E SOCIETÀ IL CASO DELLE CHAT A LUCI ROSSE SARÀ PORTATO PRESTO ALL’ATTENZIONE DELLE AUTORITÀ COMPETENTI DELLA SANTA SEDE
Preti gay, il dossier in Vaticano
Il cardinale Sepe: chi ha infangato la chiesa dovrà pagare. Domani l’ex gigolò si recherà in Curia

Sarà trasmesso in Vaticano il dossier con nomi, chat e video hot di circa sessanta sacerdoti raccolti dall’ex gigolò napoletano Francesco Mangiacapra, il quale domani sarà in Curia per aiutare nelle «indagini». Indignato il cardinale Sepe: «Chi ha infangato la chiesa pagherà».

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Preti gay, il gigolò testimonierà in CuriaSepe: «Chi ha infangato la chiesa pagherà»
Mangiacapra aiuterà nel lavoro di riconoscimento dei nomi. Nel dossier due alti prelati vaticani

Roberto Russo

NAPOLI La Curia di Napoli ha convocato l’ex escort dei preti Francesco Mangiacapra per avviare un lavoro di riconoscimento sui contenuti del cd che compongono il dossier sui sacerdoti gay.

L’appuntamento con don Luigi Ortagli della cancelleria ecclesiastica è fissato per domani mattina. In quella data il giovane ex prostituto aiuterà le autorità della Curia nell’opera di discernimento e riconoscimento dei sessanta uomini di chiesa le cui foto e chat erotiche figurano nelle 1300 pagine che compongono il dossier-denuncia. Ovviamente la Curia potrà occuparsi direttamente solo dei due casi di sacerdoti napoletani coinvolti mentre, come prevede l’ordinamento ecclesiastico, i comportamenti di altri sacerdoti verranno sottoposti alle diocesi di appartenenza.

La natura dei video e il tenore delle chat non lasciano spazio a equivoci: preti e seminaristi appaiono dediti a frequenti e consolidati scambi sessuali, sia tra loro sia con escort. Un comportamento assolutamente incompatibile con il voto di castità a cui sono tenuti i religiosi. Inoltre, in almeno un caso, figura anche un sacerdote già sotto processo per pedofilia (vive e opera in un’altra regione), circostanza che getta ombre inquietanti sull’intera vicenda.

Tra i casi citati con nomi e cognomi anche quelli di due alti prelati che frequentano il Vaticano e quello di un sacerdote legato da amicizia a una star italiana della musica pop.

Ieri comunque sul dossier-scandalo è intervenuto il cardinale Crescenzio Sepe: «Napoli non c’entra. Ci sarebbero due sacerdoti di cui nei fatti non conosco nomi e cognomi — ha affermato — Si è voluto utilizzare Napoli come ufficio postale. Ci sono tante diocesi È stata scelta Napoli — ha aggiunto — probabilmente perché questo signore (Mangiacapra, ndr) abiterebbe a Napoli e quindi per lui era più facile consegnarlo qui. Napoli di fatto non c’entra, nel senso che trattandosi di diverse Diocesi — ha argomentato Sepe — io come vescovo di Napoli non ho competenza con nessun’altra diocesi e ognuno si prenda la sua responsabilità».

Il cardinale non si è detto preoccupato «ma indignato. Per colpa di qualcuno – ha affermato – si cerca di dipingere il volto della Chiesa come sporco per tutti. Ma io dico e parlo di Napoli ci sono circa mille sacerdoti che lavorano, si sacrificano con entusiasmo. Sono la stragrande maggioranza che lavorano nel Cristo e nella chiesa con bene enorme, un bene immenso. E poi ce ne sono alcuni che tradiscono la propria vocazione, la propria missione, infangando e violentando il volto della Chiesa. Per chi sbaglia c’è da pagare per quanto male hanno potuto fare e stanno facendo alla Chiesa. Eppure — ha tenuto a sottolineare Sepe — guardando al passato la chiesa di Napoli, «non è stata indulgente nei confronti di chi ha sbagliato. Laddove sia accertato — ha affermato — con assoluta sicurezza che qualcuno ha commesso qualche reato, non è questione di misericordia oppure no, è questione di giustizia. Chi sbaglia paga — ha concluso — affinché pagando possa redimersi e evitare di fare il male che ha già fatto fino adesso. Tutta la documentazione sarà inviata alle autorità competenti in Vaticano. Qualora i fatti fossero accertati ci sono delle misure molto chiare, precise, che verranno prese».

L’ex escort Mangiacapra ieri ha replicato alle parole del presule: «A consegnare il dossier non è stato un signore anonimo, ma una persona che si è identificata e che fortemente rivendica la paternità della propria denuncia. Non si tratta di un attentato alla parte integra della chiesa della cui esistenza nessuno ha dubbi, ma un tentativo di sollevare il velo dell’ipocrisia da chi si nasconde al riparo di una tonaca».

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Inchiesta sul caso Ponticelli

Un caso di abusi denunciato da anni sul quale ora il Vaticano vuole vederci chiaro. La Santa Sede ha infatti riaperto il «dossier» relativo alle violenze denunciate da D.E. quando era adolescente e sarebbe stato oggetti di abusi dal sacerdote che era allora il suo insegnante di religione.

La questione era ferma nella Congregazione della Dottrina della Fede, «ma in attesa di altri elementi di prova. «Così avrebbe dichiarato il direttore della sala stampa vaticana sottolineando nel contempo come la vicenda non fosse mai stata archiviata. Ad accusare don S. M. è da anni D. E. che dice di essere stato vittima del sacerdote da adolescente (ora è quarantenne). E. aveva scritto al Papa e anche cominciato uno sciopero della fame. L’associazione «La rete l’Abuso», che sostiene la presunta vittima, aveva parlato di «muro di gomma» da parte del Vaticano. Invece il caso era sospeso in attesa di ulteriori verifiche relative alle accuse mosse da altre presunte vittime nei confronti dello stesso sacerdote.


da Repubblica.it

Dossier sui preti gay, il cardinale Sepe: “Preoccupato e indignato”

Il vescovo: “Se pochi hanno tradito la missione non si sporchi l’immagine della Chiesa”

“Non sono solo preoccupato, sono indignato”. Il cardinale Crescenzio Sepe, arcivescovo di Napoli, parla per la prima volta del dossier su cd depositato nella Cancelleria della curia partenopea contenente le prove di presunti casi di omosessualità nei quali sarebbero coinvolti sacerdoti, religiosi e seminaristi di alcune diocesi italiane. Vicenda che, sottolinea Sepe, potrebbe compromettere, “sporcare” l’immagine di tutta la Chiesa, per colpa “di pochi che hanno tradito la propria missione”.

Il dossier di 1200 pagine svelerebbe una rete hot di preti omosessuali, con l’indicazione di “nomi, cognomi, Diocesi di appartenenza, che vanno dal Lazio alla Sicilia, alla Sardegna, con registrazioni di dialoghi e qualche brutta fotografia”, racconta Sepe.

La documentazione è stata consegnata da “un signore che ha scelto Napoli, rimettendo alla coscienza del rappresentante della Cancelleria la diffusione di questo materiale”. Materiale che, spiega la curia partenopea, “verrà opportunamente esaminato per essere trasmesso alle Diocesi interessate”.

Nei giorni scorsi il sito Gaynews aveva riferito che il dossier è stato messo a punto da un giovane escort, che abita a Napoli, già noto alle cronache per avere svelato i presunti traffici di un sacerdote soprannominato ‘don Euro’.

Ora il nuovo dossier coinvolgerebbe una sessantina di preti, diocesani e appartenenti ad ordini religiosi, campani ma non solo. Secondo Gaynews.it per ognuno di questi preti ci sarebbe una scheda personale e una documentazione allegata anche con screenshot di conversioni attraverso smartphone.
Guarda alla sua diocesi, il cardinale Sepe, quella di Napoli ed elogia “i circa mille sacerdoti che lavorano, si sacrificano, si impegnano in Cristo e nella Chiesa”. Sarebbero due, fa sapere, i preti della Diocesi partenopea citati nel dossier, “ma di loro non conosco nomi e cognomi”.

Quei “pochi” che “hanno tradito la loro missione, abdicando,

non possono infangare tutti i sacerdoti”. “Chi ha sbagliato pagherà – assicura – ci sono misure chiarissime, e ogni vescovo si assumerà la sua responsabilità nell’applicare quelle norme previste dal codice di diritto canonico”. E prima ancora che le misure previste dal diritto canonico, quelle di coscienza” affinché chi ha sbagliato “pagando possa redimersi ed evitare di fare il male che ha già fatto fino adesso”. (ANSA).


da Gazzetta del Mezzogiorno

Diocesi di Nardò, preti gay c’è una «pista» salentina

Nel dossier ci sarebbe anche il nome di un sacerdote della diocesi di Nardò-Gallipoli

Diocesi di Nardò, preti gay c’è una «pista» salentina
di Biagio Valerio

Ancora un gossip di natura omosessuale scuote la diocesi di Nardò Gallipoli, già in passato più volte al centro dell’attenzione per questo motivo. È stato il quotidiano «Gaynews», fondato e diretto da Franco Grillini, ad anticipare le intenzioni di un avvocato, Francesco Mangiacapra, che in diversi anni di frequentazioni omo ha raccolto i vizi privati di una cinquantina di ecclesiastici e seminaristi di mezza Italia. Tra questi ci sarebbe un sacerdote che appartiene alla diocesi neritina.

Il bell’escort napoletano, infatti, ha raccolto in un vero e proprio dossier di 1200 pagine le notizie riguardanti i suoi incontri con i preti e i seminaristi. Non solo: a corredo di questo ponderoso lavoro ha anche allegato inequivocabili screenshot di messaggi e anche tante foto scattate dai religiosi ed a lui inviate. Questo malloppo è finito nelle scorse ore nelle mani dell’arcivescovo di Napoli e descrive le abitudini omosessuali di 42 sacerdoti diocesani dei quali sette fanno parte di istituti religiosi mentre i seminaristi sono in tutto nove.

La notizia non sembra rientrare nella casistica delle fake news: «Il giorno preferito dai preti per gli incontri è di solito il lunedì. Sinceramente non ho mai ben capito il vero motivo, forse perché è un giorno meno impegnativo essendo immediatamente successivo alla domenica, oppure perché è il più distante dal giorno del Signore e hanno più tempo per smaltire i peccati», racconta Mangiacapra al Corriere della Sera. «Si riuniscono in comitive, molti di loro sono fidanzati da anni, si aiutano, è una vera e propria lobby gay. Si confrontano e spesso litigano tra loro per invidia. Esiste una chat – continua – e si chiama Venerabilis con cui i preti organizzano incontri anche last minute nei bagni pubblici».

Perché Mangiacapra redige questa minuziosa raccolta di notizie sui preti gay? L’ex avvocato che ha scelto di diventare gigolò ha anche scritto un libro autobiografico sulle proprie esperienze: “Il numero uno, confessioni di un marchettaro” (edito da Iacobelli). Nessun giudizio morale sui sacerdoti, come su tutti gli umani: omo od etero, la sostanza non cambia. Ma la Chiesa ha la necessità di riaprire il dibattito sul valore della castità. «La diocesi continua – è il commento che arriva dalla Curia di Nardò-Gallipoli – come sempre ha fatto, ad avere la massima attenzione nei confronti di questi fenomeni che ledono la credibilità della Chiesa e sono di scandalo per i fedeli. Non è mai mancata la premura e la fermezza del Pastore nell’affrontare tali situazioni».

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