Dalla rassegna stampa Cronaca

Exploit alle parlamentarie, depennato. Giallo a Torino

… un certo “ Alberto” si propone come escort gay. Accanto all’annuncio le foto che sono le stesse che compaiono sulla pagina Facebook di Corfiati…

Exploit alle parlamentarie, depennato. Giallo a Torino

torino

Screenshot di annunci presi da siti di incontri e da portali per escort che rimbalzano attraverso le chat degli attivisti e dei consiglieri. Al centro del gossip e del dossieraggio a Cinque Stelle c’è Mario Corfiati, 36 anni, project manager, attivista del Movimento, tra i più votati alle parlamentarie in Piemonte, ma escluso dalle liste proporzionali all’ultimo, sabato sera. Né dai vertici locali del Movimento né da quelli nazionali è trapelato il motivo del depennamento.

Nel giro di qualche ora spuntano i link ai siti dove un certo “ Alberto” si propone come escort gay. Accanto all’annuncio le foto che sono le stesse che compaiono sulla pagina Facebook di Corfiati, solo che gli occhi e alcune altre parti sono pixellate. Sarà lui? Oppure si tratta di un fake? Un sistema per metterlo fuori gioco in maniera meschina? Non si capisce. Nessuno vuole dare spiegazioni. Se si chiede al consigliere regionale Davide Bono dice « no comment » o « chiedere a Di Maio » . Nelle alte sfere grilline hanno pensato forse di evitare polemiche nel pieno della campagna elettorale. Il candidato premier Luigi Di Maio punta al voto moderato e cattolico. Il “caso escort” sarebbe controproducente. I tempi di Ilona Staller candidata con i Radicali di Pannella, una foto sbiadita della Prima Repubblica, o di Vladimir Luxuria portabandiera di Rifondazione Comunista, accanto al segretario ed ex presidente della Camera Fausto Bertinotti, sono lontani.

Corfiati cosa dice? Evita di rispondere al telefono da due giorni. E ha provato a dare qualche spiegazione attraverso un post su Facebook: « Non mi sono ritirato dalle parlamentarie M5S Camera 2018, fino ad ora non ho ricevuto comunicazione ufficiale con annesse motivazioni del Movimento per il mio depennamento dalla lista » . E poi aggiunge: « Da cittadino, da attivista, da professionista – continua Corfiati – per anni mi sono battuto affinché la verità venisse sempre a galla, contro ogni macchinazione od illazione che potesse danneggiare il Movimento ed i suoi portavoce. Oggi invece sono, mio malgrado, vittima di rocambolesche, irreali e goliardiche illazioni da cui prendo le distanze, essendo false e lontane anni luce dalla mia persona » . Insomma, nega qualsiasi coinvolgimento negli annunci nei siti. A mettere il carico è il segretario cittadino del Carroccio, Fabrizio Ricca, che chiede alla sindaca Chiara Appendino di far dimettere Corfiati dalla vicepresidenza dell’Ismel, l’istituto storico per la memoria e la cultura del lavoro, dove il Comune lo ha nominato.

Diego Longhin


da Lettera43.it

Il caso Mario Corfiati: pornografo e pure gay, è inammissibile per il tribunale etico dei 5 Stelle
Il candidato del M5s, trionfatore delle parlamentarie piemontesi, escluso dalle liste per presunta indegnità morale. Il motivo? Per i suoi accusatori frequentava siti di escort per omosessuali.

PAOLO MADRON

Cari candidati M5s esclusi, per conoscere il vostro risultato non resta che il tribunale
Fa specie il caso del trionfatore delle parlamentarie torinesi, tale Mario Corfiati, depennato dalle liste perché – così recita ufficiosamente l’accusa – frequentatore di siti porno e di escort. Come cambiano i tempi. Simile attitudine fino a qualche anno fa ti sarebbe valsa la presidenza del Consiglio, oggi ti marchia come un reietto precludendoti qualsivoglia agibilità politica. Che Corfiati sia stato sbattuto fuori per presunta indegnità morale naturalmente è tutto da dimostrare. Resta il fatto che dal Movimento nessuno si è peritato di smentire l’illazione, vista anche l’assoluta discrezionalità con cui il tribunale dei 5 stelle ha purgato le oltre 10 mila candidature che hanno intasato la piattaforma Rousseau.

Il caso Corfiati, a sentire il diretto interessato, sarebbe stato gestito con logiche da Stasi, la famigerata polizia segreta della ex Ddr

Per i grillini tanto è diretta la democrazia, quanto intermediata dai vertici la selezione della classe dirigente. Il caso Corfiati poi, a sentire il diretto interessato, sarebbe stato gestito con logiche da Stasi, la famigerata polizia segreta della ex Ddr. Ovvero con tanto di prove false tramutate in un inappellabile indizio di colpevolezza: la diffusione di link a siti in cui le immagini di un uomo che si propone come escort per gay sono le stesse che fanno bella mostra sul profilo Facebook del candidato. Di casi come quello del pentastellato piemontese, certo non sempre con risvolti così picareschi, ce ne sono a bizzeffe. Gente massicciamente votata dai militanti che all’ultimo minuto viene esclusa con un giudizio sommario ammantato di generiche motivazioni di inidoneità rispetto ai rigorosissimi requisiti etici cui il Movimento dice di volersi attenere.

Del resto per chi coltiva un’idea di Stato etico i comportamenti devono essere adamantini. Non solo l’onestà-tà-tà, che peraltro per chi fa politica dovrebbe essere non un valore da perseguire ma inderogabile sottostante. Anche i gusti sessuali entrano a pieno titolo tra le discriminanti della legittimità morale dell’individuo. Nella fattispecie, non c’è solo il fatto che il candidato si è macchiato di lascive attitudini, ma è pure omossessuale. Infatti se la sola frequentazione di siti porno costituisse un capo d’accusa dirimente, tre quarti della popolazione italiana non sarebbe candidabile. No, qui si insinua l’aggravante gay che rende il povero Corfiati (la cui “colpa” per altro è tutta da provare) eticamente irricevibile. Non risulta, al momento, che nessun esponente arcobaleno abbia levato la sua voce per denunciare il sopruso.

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