Dalla rassegna stampa Cinema

«Chiamami col tuo nome» e gli amori gay più belli del cinema

«Chiamami col tuo nome», il film diretto da Luca Guadagnino e in uscita in Italia il 25 gennaio, racconta la bellissima storia d’amore omosessuale fra Elio e Oliver. Ma non è la sola. Da «Weekend» a «Moonlight», da «120 battiti al minuto» a «I segreti di Brokeback Mountain», ecco i film più belli sugli amori gay
«Chiamami col tuo nome e io ti chiamerò con il mio».

L’amore fra Elio e Oliver parte dalle cose semplici. Due piedi nudi che si sfiorano, una canzone da ballare, un bagno nelle acque fredde del fiume, il morso di una pesca dalla buccia vellutata, un gita in bicicletta in una giornata di sole e un bacio appassionato fra le frasche di una quercia. Nessuno scandalo, nessun pentimento. Luca Guadagnino racconta un amore come tanti, senza che venga percepito come peccaminoso e sconveniente tanto dai protagonisti quando dal pubblico, completamente rapito da una cartolina ricercatissima.

La cornice è l’Italia Settentrionale degli Anni Ottanta, con i suoi colori caldi, il frinire delle cicale e il silenzio lussurioso dei boschi. È qui che il diciassettenne Elio, figlio del professor Perlman, e il ventiquattrenne Oliver, studente americano e assistente del luminare per sei settimane, s’incontrano per la prima volta. Imparano a conoscersi, ad abbattere le difese dell’altro e, soprattutto, a fidarsi di quello che non si conosce. Le passioni, quelle vere, quelle intense, vanno afferrate come il frutto sospeso su un ramo alto e solitario, senza aspettare che marcisca e cada perdendosi per sempre. È questo che la regia di Guadagnino e la sceneggiatura di James Ivory, già dietro la macchina da presa di piccoli capolavori come Camera con vista e Quel che resta del giorno, trasmettono nel film, fresco di quattro nomination agli Oscar 2018 (incluso Miglior Film e Miglior Attore Protagonista a Timothée Chalamet).

L’amore omosessuale smette di essere un tabù e acquista piena dignità nella società e a Hollywood, dove il tema è stato più volte affrontato in tempi non sospetti. Come in My Beautiful Laundrette del 1985, quando Daniel Day-Lewis s’innamorava perdutamente di Gordon Warnecke, o ne I segreti di Brokeback Mountain, probabilmente il film di genere più famoso degli ultimi vent’anni. Eppure il cinema guarda all’amore fra due uomini con occhio tenero anche negli ultimi tempi, come lo struggente 120 battiti al minuto di Robin Campillo e Ti guardo, il film del venezuelano Lorenzo Vigas riuscito a vincere il Leone d’Oro a Venezia nel 2015.

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