Dalla rassegna stampa Cinema

Ozpetek al Tff regala un assaggio di “Napoli Velata”

Ozpetek al Tff regala un assaggio di “Napoli Velata”

JACOPO RICCA

Il regista de “ Le fate ignoranti” propone una sequenza dell’ultimo film con il volto (e il corpo nudo) di Giovanna Mezzogiorno in una scena di sesso Poi spezza una lancia per la direttrice: “Ha fatto un gran lavoro, confermatela”
Un regalo e un endorsement, per la direttrice Emanuela Martini, ovviamente: « Spero venga rinnovata in questo ruolo » . Il regista Ferzan Ozpetek arriva al Torino Film Festival a sorpresa e mette subito in chiaro le cose su come pensa il futuro della manifestazione, prima ancora di proporre in anteprima assoluta uno spezzone del suo nuovo film, “ Napoli Velata”, in uscita a fine mese. « Il Tff in questi anni è cresciuto e ormai ha una dimensione e un riconoscimento internazionale, penso che questa formula vada confermata » scandisce, riecheggiando quanto detto qualche giorno fa dall’altro grande regista italiano protagonista di questa edizione, Nanni Moretti.
L’affetto degli autori per la direttrice Martini si sente. A chiamare Moretti prima e Ozpetek oggi ( forse anche per ravvivare questa edizione povera di star) è stata proprio lei e la risposta non si è fatta attendere. L’artista che ha creato “ Le fate ignoranti” e “ Saturno contro” offre al pubblico di Torino una clip intensa di quella che è stata la sua ultima fatica: « Non posso dire molto perché il signor Warner qui davanti sennò mi frusta — dice indicando uno dei responsabili della casa di produzione in prima fila — Napoli una è città meravigliosa di cui mi sono innamorato perdutamente, velata perché il velo copre, ma mostra anche e Napoli è un po’ così » .
Sullo schermo del cinema Massimo compare il volto, e il corpo nudo, della protagonista, una sempre bellissima, Giovanna Mezzogiorno, che ritrova Ozpetek dopo “ La finestra di fronte”. La scena di sesso che il regista regala al pubblico di Torino riporta subito alle atmosfere dei suoi film migliori: « I colori e le atmosfere che trovate nei miei film sono la mia vita — spiega a chi gli chiede se ci sia un rapporto con il cinema di Almodovar — Siamo entrambi sinceri, ma non mi ispiro a lui.
Credo più che altro che in vari paesi alcuni registi la pensano allo stesso modo » . Sul nuovo film annuncia: « Ci sarà una vecchia canzone, ma cantata da Arisa, che accompagnerà i titoli di coda » .
Ozpetek racconta così il suo lavoro: « Quando inizio un film aspetto sempre che arrivino le fate, che si compia una magia, più o meno mi è sempre accaduto. C’è un flusso nel fare un film, bisogna lasciarsi andare e capirlo e, se è il caso, inserire nelle sue parti anche eventi, personaggi inattesi » . Tra ricordi delle vecchie produzioni ( « le fate dei film sono quelle che fanno andare storto qualcosa che però poi dà al lavoro la giusta direzione » ) e delle difficoltà di convincere i suoi collaboratori della bontà di alcune scelte, da quella di Ambra Angiolini a Luca Argentero, volti tv diventati attori grazie a lui, Ozpetek sposa la linea Martini. Lui, che a Torino è stato anche presidente della giuria, ne elogia le decisioni: « Questa signora qui — dice indicandola — mi ha fatto vedere film che non mi sarei mai aspettato a un festival » . E poi parte con l’elogio della direttrice, che la presidente del Museo del Cinema, Laura Milani, arrivata all’ultimo, si perde per pochi minuti: « Prima che diventassimo amici, io come molti colleghi ero terrorizzato dalle sue critiche. La temevo molto — racconta — Il lavoro che ha fatto con questo festival però è perfetto. All’estero il nome del Tff gira, è ormai diventato di qualità mondiale. Ci sono registi che mi chiedono di raccomandarli per essere presi qui a Torino. Io ci provo sempre a segnalarli, ma mai nessuno che lei mi abbia poi preso » .

2/12/2017

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