Dalla rassegna stampa Cinema

La censura su Spacey E adesso Hollywood lo cancella dai film

Il caso.
Ridley Scott rigira le scene del film “Tutti i soldi del mondo” Lo sostituirà con Christopher Plummer
La censura su Spacey E adesso Hollywood lo cancella dai film
EMILIANO MORREALE
ROMA
LA DECISIONE è senza precedenti: a sei settimane dall’uscita, a film finito, con trailer che girano da mesi e promozione a pieno regime, il regista Ridley Scott rimetterà mano a Tutti i soldi del mondo, rigirerà tutte le scene in cui era presente Kevin Spacey. Il film racconta il rapimento di John Paul Getty III da parte della ‘ndrangheta, nel 1973, e Spacey interpretava il capostipite della famiglia di petrolieri, Jean Paul Getty. L’impresa è causata dall’idea che la presenza di Spacey nel cast renda invendibile il film, soprattutto in un’America in cui si fa strada un’atmosfera neopuritana. L’uscita è fissata per il 22 dicembre: come ci riusciranno? La Lucky Red, distributrice italiana, che avrebbe dovuto cominciare il doppiaggio a fine mese, ha prudentemente spostato l’uscita all’11 gennaio, sostituendolo con l’ultimo Woody Allen. Spacey non era il protagonista, ma certo il suo non era un cameo: sono previsti nove giorni di riprese aggiuntive tra Inghilterra e Italia. A rimpiazzare Spacey sarà Christopher Plummer, classe 1929, che per interpretare l’ultraottentenne miliardario almeno non avrà bisogno del make up invecchiante di Spacey.
In realtà, in Italia almeno, lo scandalo era stato accolto con toni meno accesi che in America: a Hollywood nessuno ha osato difendere l’attore. Sui social prevale una certa insofferenza, il bisogno di distinguere tra questo caso e quello di Weinstein, il sospetto che ci si avvii verso un clima che rischia di spegnere ogni riflessione su logiche di dominio a favore della ricerca del molestatore del giorno. E ci sarà da riflettere sulle conseguenze del caso Weinstein sull’assetto produttivo hollywoodiano. Perché, a parte Tarantino, pezzo forte della scuderia, il produttore rappresentava un tipo di “intrattenimento di qualità” peculiare: tra i titoli recenti Lion, Carol, Sing Street, The Founder.
Insomma si crea anche una incrinatura nel sistema economico del cinema Usa, con risvolti da seguire anche sul lungo periodo.
La cosa che fa riflettere è comunque l’eco colossale che il caso Spacey ha avuto. Di film rigirati con nuovi attori, o di attori licenziati in corso d’opera, non mancano esempi nella storia del cinema. Di solito però per divergenze con la produzione, o per quei casi in cui gli attori non erano in grado di proseguire. Il record di licenziamenti dal set ce lo aveva probabilmente Judy Garland, nel periodo in cui era soggetta a crisi nervose e cadute nell’abuso di alcol e psicofarmaci. Tra il ’49 e il ’51 fu cacciata da tre set, I Barkleys di Broadway, Anna prendi il fucile e Sua Altezza si sposa, e sostituita. Anche Marilyn, in stato di salute assai precario, venne allontanata dal set di quello che sarebbe stato il suo ultimo film, Something’s got to give, anche a causa delle continue assenze (una delle quali per cantare al compleanno di Kennedy). Ma in quel caso i tentativi di sostituirla non andarono a buon fine, anche perché il protagonista Dean Martin si rifiutò di proseguire senza di lei. E, a parte casi clamorosi di carriere rovinate da scandali sessuali (il più famigerato il comico Fatty Arbuckle, organizzatore del “party selvaggio” durante il quale, nel 1921, rimase uccisa una donna), in realtà le carriere stroncate erano più spesso quelle di coloro che non riuscivano o non volevano tenere nascosta la propria omosessualità (all’epoca considerata l’ “immoralità” più vergognosa), come Billy Haines o Dorothy Arzner. Nel 1964 invece uno dei più popolari attori Disney, Tommy Kirk, all’epoca ventunenne, ebbe una relazione omosessuale con un quindicenne, la cui madre informò la produzione, e l’attore venne licenziato. Oggi, con il diffondersi immediato e irrefrenabile delle notizie, evidentemente si corre ai ripari in corso d’opera per salvare i film. Cosa che non è stata possibile con l’altro film imminente di Spacey, la biografia di Gore Vidal prodotta da Netflix, che ha deciso di non distribuirlo.

IL NUOVO JEAN PAUL GETTY
In alto, Kevin Spacey irriconoscibile in “Tutti i soldi del mondo”. Qui sopra, Spacey (a sinistra) e Christopher Plummer, che lo sostituirà

CHARLIE SHEEN
Secondo l’attore Dominick Brascia, Sheen avrebbe molestato l’allora tredicenne Corey Haim durante il set del film “Lucas”, nel 1986. Haim è morto nel 2010, a soli 38 anni.
Sheen ha respinto ogni accusa

JEFFREY TAMBOR
Il protagonista della serie “Transparent” è accusato dalla sua ex assistente, la transgender Van Barnes, di comportamenti inappropriati. «Sono provato e sconvolto da un’accusa tanto infondata”, la replica

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