Dalla rassegna stampa Costume

Chi rifiuta il Gay Pride rifiuta i gay, specialmente se allegri

Questioni di cuore di Natalia Aspesi [su Il Venerdì]

L’anno scorso ci siamo sposati, pardon, uniti civilmente, dopo tanti anni insieme. Vorrei rispondere al signor Raffaele a cui non piace il Gay Pride per fargli capire perché ci sono molti gay a cui piace il Gay Pride. Ho vissuto e vivo una vita serena spesso felice: ho molti amici, sono apprezzato da chi mi conosce, professionalmente appagato da un lavoro straordinario, quello dell’ infermiere, dove sono apprezzato da colleghi e superiori, ma soprattutto dalle persone cui presto la mia opera. Ho aperto assieme a mio marito, con discreto successo, un ristorante di cucina vegana. Praticamente una vita normale, da essere umano, nel rispetto delle persone e delle regole del vivere civile. Amiamo il nostro prossimo come amiamo noi stessi. Che ho da lamentarmi? Nulla.
Ma partecipo quando posso al Gay Pride, perché sono orgoglioso di essere gay. Perché malgrado la mia vita normale, la mia vita, civilmente, non è stata normale. Non mi sono garantiti gli stessi diritti che agli altri vengono riconosciuti naturalmente. Io e quelli come me abbiamo dovuto lottare una vita per essere liberi di amare, di passeggiare mano nella mano con la persona amata, di poter costruire insieme alla persona amata una vita, avere assieme un’attività, senza che al momento della tragedia di una perdita si associasse anche la perdita di tutto quello che abbiamo costruito insieme. Non entro nel merito dei figli. Solo dopo una dura lotta siamo riusciti a ottenere che lo Stato Italiano si adeguasse alle leggi europee che da molti anni garantivano i diritti alle coppie omosessuali. Lotta condotta seriamente dai nostri rappresentanti istituzionali che abbiamo votato ed eletto. Certo abbiamo ottenuto tre quarti di quanto si chiedeva, ma almeno questo lo abbiamo, e lotteremo ancora per il resto. Faremo ancora meravigliosi gay pride, con tanta allegria, mascherate, musica, provocazioni, cartelloni, banner (il mio del gay pride 2000 diceva “Non ci avrete mai come volete voi”, ed è stato usato da Ozpetek nel suo film “Le fate ignoranti”. Il giorno in cui al signor Raffaele toglieranno dei diritti indici di civiltà, anche lui scenderà in piazza come noi che lo facciamo con tantissima gioia. Semplicemente un abbraccio al signor Raffaele. [email protected]

Chi se la prende con il gay pride, un solo giorno all’anno di festa vistosa in varie città, in realtà ha trovato il modo meno razzista di esprimere il suo rifiuto degli omosessuali: forse un po’ se ne vergogna, e quindi si limita a esprimere il suo dissenso per quella che viene definita una carnevalata. In più può essere che gli omosessuali vivano nella vergogna e nella sofferenza, defilati ed emarginati, ma siano talvolta allegrissimi, non gli piace per niente. Comunque lei ha raccontato una vita come tante, la sua, e io non saprei cosa dire di meglio e con più serenità e convinzione. Resta un mio problema: quello di non aver mai capito perché ancora oggi l’esistenza degli omosessuali crei problemi. Non penso per ragioni sessuali, visto che le coppie etero che non siano estremamente pie ed esclusivamente riproduttive a letto fanno più o meno le stesse cose e con il medesimo entusiasmo quando c’è. Non voglio che mi accusino di essere una vecchia – anzi una vecchietta come giustamente e simpaticamente mi chiama il qui sottostante signor Gianluca – sporcacciona, tanto più che in queste due paginette si parla di cuore, ma insomma la vita è così e anche l’amore.

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