Dalla rassegna stampa Cronaca

“Picchiarono i ragazzi per odio verso i gay”

“Picchiarono i ragazzi per odio verso i gay”

IL CASO/ LE DUE VITTIME VENNERO AGGREDITE E INSULTATE FUORI DA UNA DISCOTECA: IN OTTO VERSO IL PROCESSO

FRANCO VANNI

IGIOVANI che all’alba dello scorso 22 gennaio aggredirono all’uscita della discoteca Karma due ragazzi gay erano mossi da odio per gli omosessuali. Lo scrive nell’atto di chiusura indagini il pubblico ministero Angelo Renna, secondo cui calci e pugni sarebbero stati dati «dopo avere provocato ed insultato con improperi di matrice omofoba» le vittime. Da qui, la contestazione dell’aggravante dei “motivi futili e abietti”.
L’avviso di fine indagine — che di norma precede la richiesta di rinvio a giudizio — riguarda i due componenti della banda che erano maggiorenni al tempo dell’aggressione. Gli altri sei saranno giudicati separatamente in sede minorile. Tutti e otto furono arrestati lo scorso 9 maggio. Per i due maggiorenni, uno difeso dall’avvocato Sofia Bianca Maria Muccio e l’altro da Corrado Viazzo, l’accusa è più grave. Ai reati di lesioni gravissime e rapina in concorso, già aggravati, si aggiunge il fatto di avere commesso il reato con persone che non avevano ancora 18 anni.
Le carte del pubblico ministero ricostruiscono l’accanimento con cui gli otto indagati, tutti fra i 15 e i 19 anni, aggredirono i due ragazzi omosessuali, uno studente di Economia e un magazziniere: «Calci, pugni e anche colpi inferti con una bottiglia, tanto violentemente da far perdere loro i sensi». E tali da provocare in una delle vittime «lo sfregio permanente del viso». Una cicatrice lunga 23 centimetri. Entrambi i ragazzi picchiati dovettero subire interventi chirurgici per fratture scomposte al volto.
L’aggressione è stata filmata da una telecamera di sicurezza, le cui immagini sono state poi acquisite dai carabinieri della stazione Milano — Porta Romana e Vittoria, che hanno condotto le indagini. Erano le 4 del mattino quando tre giovani uscirono dalla discoteca Karma, dove era in corso una serata gay friendly. Gli otto aggressori li avvicinarono con una scusa, per poi «urlare che eravamo froci», come riferito dal terzo giovane che è riuscito a sottrarsi all’agguato. E sono cominciate le botte. L’indomani, il presidente di Arcigay Milano, Fabio Pellegatta, parlò di «un episodio inaccettabile». E fu organizzata una fiaccolata di solidarietà.
Degli otto arrestati, solo due erano incensurati. Gli altri avevano precedenti per rapina, lesioni ed estorsione. Tutti italiani, sono residenti nelle case popolari del Corvetto. Durante il periodo di indagine, sono stati sorpresi dai carabinieri a rapinare un ragazzo di un cellulare.

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