Dalla rassegna stampa Cronaca

«Fuori da casa» Cacciano i figli perché sono gay

…Arcigay entro fine anno aprirà una casa di accoglienza per le persone lgbt vittime di discriminazioni….

«Fuori da casa» Cacciano i figli perché sono gay
 di Anna Paola Merone
 Sembra una storia d’altri tempi quella di Francesco e Giuseppe, cacciati da casa perché gay. Una variazione sul tema di Romeo e Giulietta, con deriva omofobica. I due ragazzi hanno 18 e 20 anni. Si conoscono, si innamorano e decidono — facendosi reciprocamente coraggio — di affrontare le rispettive famiglie e raccontare loro della propria omosessualità.
«Via da casa» perché gay

Sospettano che non sarà semplice, ma hanno deciso: vogliono vivere alla luce del sole. Affrontano i familiari senza immaginare entusiasmi e abbracci, ma non si aspettano certo di essere messi alla porta. Fra urla, scenate, offese e percosse vengono cacciati da casa. Per quei genitori è un disonore un figlio gay. «Meglio morto» urlano, mentre Francesco e Giuseppe vanno via senza avere neanche il tempo di prendere la propria roba.

Per circa una settimana i ragazzi dormono in strada. Da qualche giorno sono provvisoriamente ospiti dell’Arcigay di Napoli, che ha offerto loro un tetto e assistenza. «Il Comune e la delegata alle Pari Opportunità Simona Marino hanno da subito mostrato attenzione alla nostra richiesta di aiuto, ed insieme stiamo cercando la soluzione migliore per alloggiare i ragazzi e per avviarli ad un percorso di inserimento lavorativo» racconta Antonello Sannino, presidente del Comitato Provinciale Arcigay di Napoli che rivolge un appello non solo alla comunità lgbt per richiedere aiuti concreti, proposte di inserimento lavorativo e alloggio. E annuncia che Arcigay entro fine anno aprirà una casa di accoglienza per le persone lgbt vittime di discriminazioni.


da Il Giornale

Svelano la relazione gay e i genitori li cacciano di casa

Rimasti senza un alloggio, due ragazzi di 18 e 20 hanno dormito una settimana per strada. “Arcigay Napoli” li sta ospitando provvisoriamente

Agata Marianna Giannino

Si erano decisi finalmente a dichiarare la loro relazione gay ai genitori. Volevano viversi liberamente l’amore.

Speravano di avere l’appoggio dei proprio cari. Ma Francesco e Giuseppe, due ragazzi di 18 e 20 anni residenti nel Napoletano, hanno ottenuto un solo spiacevole risultato: sono rimasti senza un’abitazione. I familiari non hanno accettato la loro omosessualità e una decina di giorni fa li hanno buttati fuori di casa. La coppia ha dormito per circa una settimana per strada, fino a quando “Arcigay Napoli” non gli ha offerto una sistemazione provvisoria. L’organizzazione di volontariato li ha ospitati e ha messo a loro disposizione gli sportelli e tutti i servizi che destina alla comunità lgbt.

È stata l’associazione partenopea a divulgare la tremenda storia dei due giovani, chiedendo apertamente un sostegno per loro, attraverso donazioni, un lavoro da offrirgli e un alloggio dove possano andare a vivere. “Il Comune di Napoli e la delegata alle Pari Opportunità, Simona Marino, hanno da subito mostrato grande attenzione alla nostra richiesta di aiuto, ed insieme stiamo cercando la soluzione migliore per alloggiare i due ragazzi e per avviarli ad un percorso di inserimento lavorativo”, ha sottolineato “Arcigay Napoli”. Il comitato provinciale ha lanciato inoltre un progetto: la casa di accoglienza per le persone lgbt vittime di discriminazioni. “Stiamo avviando tutte le procedure per attivare entro fine anno. – ha annunciato – Avremmo bisogno del supporto di tutte le Istituzioni, dalla Regione Campania al Comune di Napoli e in tale direzione il Sindaco de Magistris si è impegnato più volte nel corso di questi anni”.


da La Stampa

Napoli, coppia gay dorme in strada perchè le famiglie non accettano la relazione

Buttati fuori casa perchè gay. È la storia di Francesco e Giuseppe, due ragazzi napoletani di 18 e 20 anni, lasciati in mezzo a una strada dalle rispettive famiglie dopo che hanno scoperto la loro relazione. A rendere nota la storia è l’Arcigay di Napoli.

«Da qualche giorno sono provvisoriamente nostri ospiti e assistiti dai nostri sportelli. Comune di Napoli e la delegata alle Pari Opportunità, Simona Marino – spiega Antonello Sannino, presidente del Comitato Provinciale Arcigay di Napoli – hanno da subito mostrato grande attenzione alla nostra richiesta di aiuto, ed insieme stiamo cercando la soluzione migliore per alloggiare i due ragazzi e per avviarli ad un percorso di inserimento lavorativo».

Sannino chiede alla «comunità lgbt e alla cittadinanza tutta il massimo sostegno e la massima vicinanza attraverso aiuti concreti, come donazioni, proposte di inserimento lavorativo ed eventualmente possibilità di alloggio». Intanto parla di un progetto: «Stiamo avviando tutte le procedure per attivare la casa di accoglienza per le persone lgbt vittime di discriminazioni, entro fine anno. Avremmo bisogno del supporto di tutte le Istituzioni, dalla Regione Campania al Comune di Napoli e in tale direzione il sindaco de Magistris si è impegnato più volte nel corso di questi anni».

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