Dalla rassegna stampa Cronaca

Vibo Valentia, il B&B che non accetta «gay e animali»

Vibo Valentia, il B&B che non accetta «gay e animali»

Coppia costretta a disdire la prenotazione. «Ma non rinunciamo alla Calabria, vorremmo sposarci lì»

Una vacanza al mare. Come tutti gli anni. A godersi il sole di fine agosto e un po’ di tempo insieme. Dopo tutto l’inverno passato al telefono. Un sogno piccolo. Normale. Come quello di una qualsiasi coppia di ragazzi che sta insieme da 7 anni e ha una storia d’amore a distanza. Lui G. ( non scriviamo il nome per questioni di privacy, ndr ), ha 30 anni, vive a Napoli. L’altro, il compagno, la stessa età, ma vive 300 km più in là. Quando giovedì si sono messi su internet a cercare un hotel dove trascorrere le ferie hanno fatto presto. Hanno individuato subito il posto perfetto. Una guest house poco lontano da Vibo Valentia, in Calabria. Bellissima, tranquilla, con tanto di piscina. Hanno prenotato online. Su Booking. Il giorno dopo, un messaggio da parte del proprietario di casa su WhatsApp: «Qui non accettiamo né gay né animali». E ancora: «È il primo anno che affittiamo e la dependance è nuova. Finita a maggio. Mi scuso se posso sembrare troglodita».

G. si è sentito morire dentro. «Un mix tra sorpresa e delusione», ha raccontato al telefono al Corriere della Sera . «Mi sono venuti in mente i cartelli contro gli ebrei che venivano esposti nei negozi durante il nazifascismo. Non ho nemmeno perso tempo a rispondere. Ho fatto gli screenshot della conversazione e li ho inviati ad Arcigay Napoli. È stata la prima cosa che mi è venuta in mente. Denunciare. Non fargliela passare liscia. Raccontare tutto. E farlo ad alta voce».

«Sono dodici anni che ho fatto coming out, 7 che sto insieme al mio compagno», ha continuato, con la voce rotta dalla rabbia. «Dopo tanto tempo allo scoperto, a farmi trattare come se avessi qualcosa che non va proprio non ci sto. Non è giusto». E ancora: «Non ci sono rimasto male solo per noi due. Ho pensato soprattutto alle migliaia di ragazzini più giovani di noi che avrebbero potuto subire lo stesso trattamento. È un pensiero che mi ha fatto troppo male per starmene zitto».

Dopo avere annullato la prenotazione, i due hanno subito trovato un altro hotel. «Sempre in Calabria», ha continuato il giovane. «È una regione che amiamo tantissimo. Ci veniamo da anni. E, chissà, forse sarà bello, un giorno, festeggiare proprio qui la nostra unione civile. Quel che è certo è che non sarà questa triste vicenda a farci rinunciare ai nostri sogni».

Federica Seneghini



da Repubblica.it

Calabria, coppia omosessuale respinta da struttura presso Tropea: “Qui no animali né gay”

I due giovani avevano prenotato presso una guest house di Santa Maria, poi avevano contattato il titolare per ulteriori informazioni. Quando l’uomo ha intuito il loro orientamento sessuale, la precisazione. E “mi scuso se posso sembrare troglodita”. I due si sono rivolti all’Arcigay di Napoli pensando alle “ricadute pesantissime che un messaggio del genere avrebbe potuto avere su un ragazzo più giovane”

di ALESSIA CANDITO

VIBO VALENTIA – “Non accettiamo né gay, ne animali”. Così il titolare di una guest house di Santa Maria, località turistica nei pressi di Tropea, nel vibonese, ha risposto a una coppia omosessuale di Napoli che aveva scelto la struttura per trascorrere un weekend al mare. Appena ristrutturata, dotata di una dependance indipendente e persino con piscina, alla coppia sembrava la soluzione perfetta per una vacanza di pochi giorni. Per questo, dopo aver regolarmente prenotato online, la coppia ha contattato il proprietario per chiedere informazioni aggiuntive. E un messaggio su Whatsapp è bastato per far crollare tutte le loro aspettative.

La cortese disponibilità mostrata inizialmente dall’uomo si è esaurita poco dopo aver iniziato a dialogare con i ragazzi. Quando il titolare ha scoperto che a occupare la sua dependance sarebbe stata una coppia gay, ha dapprima scritto: “È il primo anno che fittiamo e la depandanza è nuova nuova… finita a maggio”. Quindi, la precisazione: “Qui non si accettano né animali, né gay”, con la premessa: “Mi scuso se posso sembrare troglodita”.

Indignati e feriti, i due giovani hanno evitato di rispondergli, limitandosi a cancellare la prenotazione. Il giorno dopo però hanno deciso di rivolgersi all’Arcigay di Napoli per rendere pubblica la vicenda. E uno dei due ha raccontato le sue sensazioni al linguista Massimo Arcangeli che le ha rese pubbliche sulla sua pagina Facebook. “Nella mia mente si è materializzata l’immagine storicamente e drammaticamente famosa dei cartelli nazisti esposti fuori dai negozi: vietato l’ingresso ai cani e agli ebrei – dice -. Da allora sono trascorsi ben 70 anni, ma da quegli eventi, probabilmente, molti non hanno tratto alcun insegnamento”. E ancora: “I soldi per l’affitto che io e il mio compagno gli avremmo dato non sarebbero stati uguali a quelli che avrebbe ricevuto da una qualsiasi coppia etero?“.

Parole amare, frutto di un ragionamento ancor più amaro. “Non ci sono rimasto male per noi due – ha confessato il giovane all’Arcigay di Napoli -. nel mio cuore ho pensato alle ricadute pesantissime che un messaggio del genere avrebbe potuto avere su un ragazzo più giovane, che fatica a riconoscersi, ad accettarsi. O che, semplicemente, è più sensibile riguardo al proprio orientamento. Nessuno deve sentirsi inaccettato”.



da IlGiornale.it

Calabria, niente vacanza per una coppia omosex: “Qui no gay né animali”

“Non accettiamo né gay, ne animali” è la risposta che una coppia omosessuale di Napoli ha ricevuto dal gestore di un guest house di Tropea

Franco Grande

“Non accettiamo né gay, ne animali”. Questa è la risposta che ha ricevuto una coppia omosessuale di Napoli che intendeva trascorrere il weekend in una guest house di Santa Maria, vicino a Tropea, in provincia di Vibo Valentia.

La coppia, dopo aver regolarmente effettuato la prenotazione online, ha contattato il proprietario per chiedere ulteriori informazioni e, con un messaggio su Whatsapp, è arrivata la spiacevole notizia. Quando il titolare ha scoperto che la sua dependance sarebbe stata occupata da una coppia gay ha scritto: “È il primo anno che fittiamo e la depandanza è nuova nuova… finita a maggio”. Poi ha aggiunto:“Mi scuso se posso sembrare troglodita” ma “qui non si accettano né animali, né gay”.

I due, a quel punto, hanno cancellato la prenotazione e, poi, si sono rivolto all’Arcigay di Napoli che ha resa pubblica la vicenda. Il linguista Massimo Arcangeli, venuto a conoscenza dell’accaduto, ha reso noto su Facebook le impressioni di uno dei membri della coppia: “Nella mia mente si è materializzata l’immagine storicamente e drammaticamente famosa dei cartelli nazisti esposti fuori dai negozi: vietato l’ingresso ai cani e agli ebrei. Da allora sono trascorsi ben 70 anni, ma da quegli eventi, probabilmente, molti non hanno tratto alcun insegnamento”. E ancora: “I soldi per l’affitto che io e il mio compagno gli avremmo dato non sarebbero stati uguali a quelli che avrebbe ricevuto da una qualsiasi coppia etero?“. Anche Mario Adinolfi, leader del Popolo della Famiglia, è intervenuto sul tema chiedendosi: “Fatemi capire bene: sono obbligato ad affittare il mio appartamento ai gay, non posso più scegliere?”


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