Dalla rassegna stampa Cronaca

Va al Gay pride, vigile del fuoco punito

Va al Gay pride, vigile del fuoco punito

Costantino Saporito era con altri sessanta colleghi: tutti in divisa. «Non erano autorizzati»

di Rinaldo Frignani

Sul cartello che portava al Gay pride d’inizio giugno c’era scritto «La mia libertà difende la tua». Adesso Costantino Saporito, vigile del fuoco e sindacalista dell’Unione sindacale di base, rischia il licenziamento. «Per aver preso parte in divisa a quella manifestazione di cui condivido tutto, dai valori repubblicani a quelli antifascisti e antirazzisti, ho ricevuto il secondo provvedimento disciplinare dal Dipartimento dei vigili del fuoco – racconta -, il primo l’avevo preso perché ero andato (sempre in divisa) alla trasmissione Tagadà (su La7) per ribadire che siamo sottopagati e non abbiamo diritto alla copertura Inail». Il Dipartimento ha contestato al vigile proprio l’uso non autorizzato della divisa.

Saporito, nel Corpo dal ‘97, «operativo anche in scenari d’emergenza, in terremoti e alluvioni», non era solo quel giorno, ma a pagare potrebbe essere solo lui. «Eravamo in sessanta, una nutrita delegazione dell’Unione sindacale di base, hanno riconosciuto solo me. Assurdo, come assurdo il fatto che in tutta Europa e negli Usa poliziotti, soldati e pompieri partecipano da anni al Pride», spiega ancora, prima di aggiungere: «La verità è che hanno voluto colpire l’Usb, l’unico sindacato che ancora manifesta dissenso: adesso lotterò non tanto per me, ma per i diritti dei vigili del fuoco, che sono pochi e che se si fanno male in servizio devono pagare le cure di tasca propria. Di questo dovrebbero vergognarsi, non di un vigile che manifesta in divisa».

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