Dalla rassegna stampa Personaggi

Orgoglio Grillini, tra battaglie e malattia «Manifesterò al Pride, in carrozzina»

Orgoglio Grillini, tra battaglie e malattia «Manifesterò al Pride, in carrozzina»

Il fondatore del movimento gay si racconta: «Il tumore mi ha prosciugato, ma lotto»

Franco Grillini si è perso un solo Pride, quando nel 2006 si ruppe una gamba. Oggi ci sarà e non è un fatto scontato. Da mesi lotta contro un tumore che lo ha debilitato. Lui stesso su Facebook ha annunciato la sua presenza al corteo bolognese. «Ci sarò in carrozzina nonostante la malattia, l’orgoglio vince su tutto», ha scritto il fondatore del movimento omosessuale italiano.

Come sta?

«Mi è capitato un mieloma multiplo, il più cattivo. Ma ho deciso di non nascondere la mia malattia. Non ci si può vergognare di avere un tumore. Né avere sensi di colpa. Questo senso di colpa lo conosco bene, quando all’inizio delle nostre battaglie lottavamo contro l’Aids e ai tempi non c’era neppure una terapia. Per questo voglio andare al Pride a viso scoperto, con tutta la fatica che ne consegue, perché andare ad un corteo in carrozzina non è facilissimo. A piedi non ce la faccio, ho poca autonomia. Un mio amico mi verrà a prendere con il suo furgone. Manifesterò al fianco di una signora, una mamma di 85 anni, pure lei su una carrozzina».

Come passa le giornate?

«Tra cure ed esami. Poi, con le energie che mi rimangono, mi dedico al movimento. Nonostante tutto mi do da fare. Ad aprile in Sala Rossa ho celebrato la mia prima unione civile, a inizio giugno ho fatto un comizio a Reggio Emilia sotto il sole, con il mio bastone, perché ora sono molto magro. Ero corpulento, pesavo 110 chili, adesso 60. Mi sono dimezzato. Esteticamente sto meglio così. Insomma, cure e impegno politico. Farò un comizio anche dalla bara».

Il suo umorismo è rimasto intatto.

«E devo dire che in questi mesi ho anche conosciuto tante persone che non rivedevo da anni, ricevo un affetto da tutta Italia inaspettato».

Esserci fisicamente al Pride, perché dopo tanti anni è così importante?

«È una giornata che consente a migliaia di persone di ribadire una richiesta di uguaglianza. Poi quest’anno è particolarmente importante. In Germania hanno votato i matrimoni ugualitari in 38 minuti. È arrivato il momento di chiedere alla sinistra italiana di superare tutte le sue ambiguità. E lo dico anche a Pisapia, che tra i suoi ha personaggi come Tabacci che rilascia dichiarazioni che c’entrano poco con la sinistra. E sono contento che Merola abbia scelto di essere al Pride, gli fa onore».

Cosa significa essere omosessuale oggi rispetto a quando era giovane?

«Prima era molto più difficile fare coming out. Dopo la nostra rivoluzione gentile non lo è più. Oggi i ragazzi riescono a farlo a 16, io ne avevo 27. E fu molto faticoso».

Chi fu il primo a saperlo?

«Lo dissi agli amici, poi a mia sorella e più tardi ai miei genitori. Fu molto divertente. Era il 1985, il movimento stava cercando di organizzare un festival sul cinema gay a Riccione. Il sindaco comunista prima disse sì poi cambiò idea per le proteste. Un’insurrezione machista di chi gli diceva che le svedesi non sarebbero più andate a Riccione, che cambiò presto il nome in Ricchione, così come viale Ceccarini diventò Checcarini. La Rai mi chiamò per un’intervista alla radio, andò in onda alle otto del mattino. Nel pomeriggio mia mamma mi chiama e dice: “Ti abbiamo sentito, ma che bella voce che hai. Ma dimmi un po’, tu cosa c’entri con gli omosessuali?”. Me ne occupo, le risposi. E lei, una donna operaia con la seconda elementare, aggiunse solo: “Se tu sei felice, noi siamo contenti”».

L’orgoglio di manifestare è rimasto lo stesso o è cambiato?

«Ora è diventato normale manifestare, prima no. Il Pride quest’anno si terrà in 24 città. Ma quale partito oggi è in grado di portare così tanta gente in piazza? È il nostro Primo maggio, vorrei diventasse una festa nazionale. Così come spero ancora che sul Cassero di Porta Saragozza, la nostra prima sede, prima o poi qualcuno possa metterci una targa per ricordare a tutti cosa fu quel luogo».



Comunicato stampa Arcigay

ONDA PRIDE, DOMANI CORTEI A GENOVA, BOLOGNA, BARI, COSENZA E PALERMO. ARCIGAY: “PER L’UGUAGLIANZA, CONTRO I “NO” DEGLI OMOFOBI”

Bologna, 30 giugno 2017 – Sono cinque i cortei protagonisti della sesta settimana dell’Onda Pride, la grande manifestazione organizzata da Arcigay e dalla rete di associazioni del movimento lgbti (lesbiche, gay, bisessuali, trans e intersessuali) che dallo scorso 27 maggio fino al prossimo 19 agosto mette in campo ben ventiquattro Pride in altrettante città italiane.Domani, 1° luglio, il Pride colorerà le strade di Genova: l’appuntamento è alle 16:30 in Via San Benedetto, vicino Palazzo del Principe, con partenza verso le 17:30. Il Pride procederà verso piazza Acquaverde, affiancando la stazione Principe per poi proseguire in via Balbi,giù fino in Piazza della Nunziata, galleria Giuseppe Garibaldi, piazza Corvetto, via XII Ottobre e via XX Settembre verso piazza De Ferrari: intorno alla famosa fontana in bronzo si concluderà il corteo. Parata dell’orgoglio anche a Bologna, dove la partenza è fissata per le 15 al Giardino del Cavaticcio, nei pressi della sede del Cassero. Da lì si procederà lungo via Don Minzoni, piazza dei Martiri, via dei Mille, via dell’Indipendenza, via Ugo Bassi, piazza Malpighi, vai Nosadella , via Saragozza, fino a giungere ai Giardini di Villa Cassarini dove sarà allestito il palco per gli interventi finali. Torna dopo 14 anni a Bari il Puglia Pride, che fissa il concentramento alle 16 in piazza Prefettura. Il corteo attraverserà corso Vittorio Emanuele, via Quintino Sella, via Dante, via Imbriani, il lungomare Di Crollalanza e quindi di nuovo corso Vittorio Emanuele per tornare in piazza Prefettura, dove ci sarà un palco allestito per gli interventi. festeggia la sua “prima volta” invece il Pride di Cosenza: appuntamento alle 16,30 in piazza Loreto, da dove il corteo partirà per percorrere via Caloprese, piazza Billotti, via Alimena, via Montesanto, corso Umberto, via Sertorio Quattromani, via Milelli, e per terminare al palco allestito in piazza Amendola. Infine, torna l’ormai tradizionale Palermo Pride, che ha fissato il concentramento per le 16,30 in piazza Marina. il percorso si snoderà lungo corso Vittorio Emanuele, via Roma, piazza Sturzo, piazza Castelnuovo, via Ruggero Settimo, piazza Verdi. Lì si fermerà, per raggiungere poi il palco allestito in piazza Bologni. Il presidente di Arcigay, Flavio Romani, parteciperà al Bologna Pride mentre il segretario nazionale, Gabriele Piazzoni, sarà in corteo a Bari per il Puglia Pride. “Ancora una giornata dedicata all’orgoglio, ai diritti, all’uguaglianza.- dichiara Gabriele Piazzoni – Altre cinque città, da nord a sud, verranno attraversate dalla nostra onda, che significa sostegno, inclusione, diritti, solidarietà. Un’onda che ci porta in alto e che per un giorno spazza via l’omotransfobia della politica istituzionale: quella del Comune di Cosenza, ad esempio, che ha negato il patrocinio usando come argomento l’imbarazzo di “tanti amici gay”, il refrain più in voga nel frasario degli omofobi moderni. O come quella del Comune di Genova, che fresco di elezione ha deciso di usare il “no” al Pride come primo atto amministrativo, anteprima di un indirizzo politico che assomiglia molto al Medioevo. Ma quei “no” restano in realtà sillabe insignificanti nella marea di canti e rivendicazioni con cui invaderemo anche questa volta le città”, conclude Piazzoni. Tutte le info sul sito

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