Dalla rassegna stampa Cinema

Da Lynch a Soderbergh: l’America degli autori alla Festa di Roma

Da Lynch a Soderbergh: l’America degli autori alla Festa di Roma

roma Meno film di tendenza, più cinema cult. La Festa del Cinema di Roma, alla dodicesima edizione (dal 26 ottobre al 5 novembre) si fa un leggero lifting. «Piccoli ritocchi», li chiama il direttore Antonio Monda. Invariata la struttura, suddivisa in tre fasce: film della selezione ufficiale (circa 35), incontri, retrospettive e omaggi. Prime anticipazioni. David Lynch, il maestro del cinema onirico, crudo, visionario, riceverà un premio alla carriera e in un incontro pubblico parlerà dei tre film che lo hanno maggiormente influenzato, tra cui 8½ di Fellini.

Altro incontro molto atteso, con Xavier Dolan, il giovane astro del cinema, ad appena 28 anni il regista canadese ha girato sei film, tutti andati in varie sezioni a Cannes, il settimo, The Death of John F. Donovan , uscirà a breve. E poi conversazioni con Chuck Palahniuk (lo scrittore di Fight Club ), con l’attore shakespeariano Ian McKellen (parlerà di Jacques Tati), un omaggio a Vanessa Redgrave.

Tra i film, Logan Lucky di Steven Soderbergh, con Daniel Craig e Channing Tatum, sulla scia dei tre Ocean’s . Andrea Mastrovito, artista italiano che vive a New York, è al debutto nel cinema con NYsferatu : ha ridisegnato a mano il capolavoro del cinema muto Nosferatu di Murnau, per un film d’animazione ambientato in una cupa e misteriosa Grande Mela segnata da tensioni razziali, con accompagnamento musicale dal vivo. Una carrellata di quindici musical, da Cabaret a Hair . Una retrospettiva curata da Mario Sesti sulla scuola italiana: costumisti, scenografi, direttori della fotografia. Un progetto in cui sei registi al debutto gireranno corti che interagiranno con analoghi soggetti su opere di altrettanti scrittori e artisti. Molta America? «Sono cittadino americano, insegno cinema americano, vivo in America da 24 anni. Che abbia una sensibilità su quel fronte è scontato», replica Monda.

Il cinema italiano è ancora da selezionare, ma il direttore è «molto interessato» a Una questione privata di Paolo e Vittorio Taviani, dal romanzo di Fenoglio. Il budget dell’inizio (18 milioni) è un lontano ricordo. L’obiettivo è di 3 milioni e 400 mila euro, ma bisogna trovare altri 200 mila euro dopo il disimpegno della Camera di Commercio (alla Festa dava 800 mila euro): buona parte del taglio è stato recuperato grazie a sforbiciate sui costi e sinergie.

Il rapporto con la Mostra di Venezia? «In una partita di scacchi loro giocano col bianco e noi muoviamo il nero. Il bianco ha sempre la prima mossa. Si può pattare e a volte vincere. Non ha senso fare una Venezia di serie B. Dobbiamo proporre una cosa completamente diversa».

Valerio Cappelli



da La Repubblica

“Lynch e Dolan: la Festa di Roma diventa cult”

ARIANNA FINOS

ROMA. ROMA. La Festa di Roma punta al culto, tra horror e autore. Antonio Monda presenta la nuova edizione della rassegna, che si svolgerà dal 26 ottobre al 4 novembre, la sua terza da direttore artistico, partendo dallo scorso anno: «Affluenza di spettatori e giornalisti in aumento, il film d’apertura Moonlight che vince l’Oscar, ospiti come Tom Hanks e Meryl Streep. Star straordinarie, ma anche molto classiche, ineguagliabili. Perciò la sfida di quest’anno era puntare su cose fresche, giovani, di tendenza. A partire dall’incontro con il pubblico di Xavier Dolan e dal premio alla carriera a David Lynch, regista che più cult non si può. Lo scrittore Chuck Palahniuk parlerà dei suoi film d’orrore preferiti. E poi Ian McKellen e Vanessa Redgrave».
I primi titoli di film?
« Logan Lucky di Steven Soderbergh è uno dei 35 film della selezione ufficiale, una rapina ambientata alle gare Nascar. E poi Nysferatu di Andrea Mastrovito, che ha ridisegnato a mano in 30mila tavole il Nosferatu di Murnau, ambientandolo nella New York di oggi, gli immigrati considerati i nuovi vampiri. La proiezione sarà accompagnata dal vivo dall’orchestra Luigi Boccherini di Lucca. E poi avremo due gallerie d’arte nella Festa, sempre più diversa dagli altri festival: in una sei artisti con le loro opere, nell’altro i corti scritti da altrettanti scrittori che si sono ispirati a quelle opere, Albinati, Damiani, Lahiri, Lodoli, Picca, Stancanelli. E poi la musica: un concerto in preapertura, il 25, una selezione di musical e le pillole dei migliori film musicali prima di ogni proiezione ».
Il film di Dolan, “The death and life of John F. Donovan”, ci sarà?
«Di sicuro ci sarà lui. Al resto stiamo lavorando».
Autori italiani nella selezione?
«Non ne ho ancora visti».
Cannes ha bandito dalla gara i film che non escono in sala ma passano subito in streaming.
«Sono contrario a queste polemiche. Per me i film di ogni tipo di piattaforma sono i benvenuti, come anche le serie tv: spero di averne un paio anche quest’anno. Il futuro è quello».
Sarà una Festa ridotta per giorni e budget?
«No. La durata sarà la stessa dell’anno scorso. Il primo giorno ci sarà solo l’apertura e non un programma pieno come era fino a tre anni fa. Ed è fuori proporzione la notizia dei tagli: quei soldi venuti meno da Bnl e Camera di Commercio li abbiamo recuperati con sponsor privati, già 600 mila euro dei quasi 800 persi».
Budget ufficiale?
«Tre milioni e 419 mila euro, lo stesso dello scorso anno».
Quest’anno il Mia, il Mercato dell’audiovisivo, si tiene in date diverse.
«È stato solo un problema di date che ho ereditato, l’Auditorium era affittato a due convegni. Con il Mia ci riuniremo l’anno prossimo: Giancarlo Leone ha scritto una lettera di scuse alla presidente della Fondazione Piera Detassis. L’anno prossimo saremo di nuovo insieme».

Sono benvenuti i film di ogni tipo di piattaforma E anche le serie tv: il futuro è quello. Antonio Monda

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