Dalla rassegna stampa Movimento LGBT

Gay pride: i carri sì, la madrina no Ma ci sarà la sindaca (forse, pare)

Gay pride: i carri sì, la madrina no Ma ci sarà la sindaca (forse, pare)

«Corpi senza confine»: presentata ieri la parata-corteo del 10 giugno

La madrina non c’è, ma la sindaca sì. Ieri è stato presentato il Gay Pride dal titolo «Corpi senza confine» e per la prima volta, dopo anni, non c’è una celebrity a benedire la manifestazione. Ma in compenso c’è il sostegno della Regione, il patrocinio del Comune e di molte ambasciate come quella del Canada, Britannica, Spagnola e anche la Fondazione Inuit-Tor Vergata.

«Abbiamo avuto una defezione importante all’ultimo minuto», spiegano gli organizzatori. Ma in compenso potrebbe partecipare la sindaca Virginia Raggi, che lo scorso anno aveva rifiutato di confrontarsi con gli altri candidati al Gay Village. «Io non potrò essere alla parata, perché sarò in Sardegna – spiega l’assessore Flavia Marzano, presente alla conferenza stampa – Ma sono sicura che la sindaca farà di tutto per essere presente».

Il corteo è previsto per sabato 10 giugno, sarà la sfilata tradizionale del Roma Pride con un percorso che va da piazza della Repubblica fino a piazza Madonna di Loreto. Ci saranno 16 carri tra cui un bus inglese del Coordinamento, del Mario Mieli, dell’Agedo, dell’Acea, che come ogni anno fornirà l’acqua ai manifestanti, e quello di Muccassassina. È il primo anno che il Pride non rivendica le unioni, dopo vent’anni di sfilate quest’anno il Coordinamento ha lanciato la piattaforma «Laicità? Autodeterminazione, fecondazione eterologa per singole e coppie lesbiche e diritto alla salute».

Ieri intanto il vicepresidente della Regione, Massimiliano Smeriglio, ha proposto di far diventare Roma Gay friendly. «La Regione Lazio partecipa alle più importanti convention turistiche – ha detto – possiamo proporre un pacchetto Gay-friendly in particolare nei dieci giorni in cui si svolge il Roma Pride. Sarebbe un segnale visto che Roma non è per niente Gay-friendly al contrario di altre città europee». La presidente del I municipio Sabrina Alfonsi ha chiesto a tutti i colleghi di partecipare alla sfilata. Per la prima volta sfilano i vigili del Fuoco dell’Usb, «anche noi rivendichiamo il diritto alla salute».

Maria Rosaria Spadaccino



da La Repubblica – Roma

LA MANIFESTAZIONE
“Corpi senza confini” in piazza il Gay Pride
«CORPI senza confini»: i 16 carri del Gay Pride sfileranno il 10 giugno da piazza della Repubblica a piazza Madonna di Loreto per rivendicare ancora una volta la libertà sessuale. Ma anche per denunciare il crimine dei campi di concentramento per omosessuali in Cecenia, per ottenere «la piena autodeterminazione individuale» delle persone Lgbtqi.

“Corpi senza confini”, 16 carri alla sfilata del Gay Pride
LA MANIFESTAZIONE/ ANCHE UN GRUPPO DI VIGILI DEL FUOCO IL 10 GIUGNO ALLA PARATA DELL’ORGOGLIO LGBTQI.

DA SABATO INCONTRI IN VIA SAN GIOVANNI IN LATERANO
LUCA MONACO
«CORPI senza confini»: i 16 carri del Gay Pride sfileranno il 10 giugno da piazza della Repubblica a piazza Madonna di Loreto per rivendicare ancora una volta la libertà sessuale. Ma anche per denunciare il crimine dei campi di concentramento per omosessuali in Cecenia, per ottenere «la piena autodeterminazione individuale » delle persone Lgbtqi: un processo che include «l’accesso alle tecniche di procreazione assistita», i programmi di «informazione sulle infezioni sessualmente trasmissibili». La parata arcobaleno non ha ancora una madrina, ha incassato il sostegno della Regione Lazio, del Comune e del municipio I. La minisindaca dem, Sabrina Alfonsi, è impegnata in queste ore per ottenere il permesso, da parte della Soprintendenza, per un palco all’incrocio tra via San Giovanni in Laterano e via Ostilia, che ospiterà i dibattiti della “Gay Croisette”: 10 giorni di eventi lungo la Gay street, dal 3 all’11 giugno (dalle ore18 alle 24). Mercoledì prossimo (alle 18) è atteso il dibattito con la segretaria generale della Cgil, Susanna Camusso.
Tra il serpentone multicolore che dalle 16 solcherà via Cavour, via Merulana, largo Corrado Ricci, ci saranno anche i 200 vigili del fuoco dell’Unione sindacale di case (Usb). «Sfileremo in divisa — annuncia Costantino Saporito del coordinamento nazionale Usb vigili del fuoco — nonostante una circolare diramata dal capo del Corpo ce lo vieti: andremo incontro a una sanzione disciplinare, ma la battaglia per i diritti va condotta senza remore».
Annuisce l’assessora alla Roma semplice, Flavia Marzano, che ha sottoscritto il documento politico della manifestazione organizzata dal circolo Mario Mieli. «Purtroppo il giorno della manifestazione sarò in Sardegna — dice Marzano — la sindaca farà di tutto per esserci». Non mancherà il vice presidente della Regione, Massimiliano Smeriglio, che sottolinea l’importanza «di promuovere nel mondo l’immagine di una città aperta ». Come? «Proponendo agli operatori turistici un pacchetto “gay-friendly” nei 10 giorni in cui si svolge il pride — ragiona — sarebbe un segnale forte che non solo farebbe bene al turismo ma concorrerebbe alla sicurezza, perché una città gay-friendly è una città più sicura». E intanto è partita la campagna contro il cantante reggae “Sizzla” che dovrebbe esibirsi a Roma il 2 luglio: «Nei testi incita a sparare ai froci — denunciano gli organizzatori del Pride — per cui “cacciamo l’omofobocontro da Roma”».



da Il Messaggero

Gay Pride, il 10 giugno sfilata per i diritti Lgbt: «La nostra lotta va avanti»

di Marco Pasqua
Sarà formato da 16 carri il serpentone “arcobaleno” che, sabato 10 giugno, si snoderà per le vie della Capitale. Appuntamento in piazza della Repubblica, partenza alle 16 e arrivo in piazza di Madonna di Loreto, passando per via Cavour, via Merulana e largo Corrado Ricci. Torna il Gay Pride, dopo le unioni civili, per altre battaglie da portare in piazza: “Corpi senza confini” lo slogan scelto per questa edizione, ancora in attesa di individuare quella che sarà la sua madrina. Tante lotte da portare ancora a termine, a partire da quella per una legge contro l’omofobia e una sul matrimonio egualitario. Un corteo al quale hanno aderito aziende (da Acea alle pompe funebri Taffo), ambasciate (quella del Canada), sindacati (la Cgil) e varie realtà della nightlife (dal GayVillage ad Amigdala). «Il fatto che aderiscano tante realtà nuove – ha detto Mario Colamarino, presidente del Mario Mieli – significa che la nostra società sta cambiando. Se uniamo le forze, alla fine un risultato riusciamo a portarlo a casa. La lotta della comunità Glbt non si è esaurita con le unioni civili: il Gay Pride va oltre le unioni civili. Il Pride siamo noi».

«La nostra battaglia continua e non può essere altrimenti. Lo slogan è ‘Corpi senza confini’ per rivendicare la libertà di disporre del nostro corpo sul piano della libertà sessuale, sulle tematiche genitoriali (procreazione assistita e riforma adozioni) e sul piano sanitario, in particolare per la prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili», sottolinea il portavoce del coordinamento Roma Pride, Sebastiano Secci. Alla parata hanno anche aderito i vigili del fuoco dell’Usb: «Vogliamo rinnovare l’impegno nella promozione dei diritti dei soggetti del lavoro e del non lavoro. E’ impossibile di conquistare il diritto al lavoro – hanno spiegato – senza affiancare chi lotta per i diritti essenziali della propria esistenza». Presenti, in rappresentazione di Comune e Regione, rispettivamente l’assessore alla Semplificazione Flavia Marzano e il vicepresidente, Massimiliano Smeriglio, oltre alla presidente del Municipio I, Sabrina Alfonsi. «Il vostro documento politico lo sottoscrivo dalla prima fino all’ultima parola», ha detto la Marzano, che ha anche anticipato che Raggi incontrerà a breve il coordinamento del Roma Pride. «Io non potrò essere alla parata perché sarò in Sardegna – ha poi aggiunto – ma sono sicura che la sindaca farà di tutto per essere presente». «Anche la Regione sottoscrive il documento di questa manifestazione – ha detto Smeriglio, che sfilerà in piazza – quella del 10 giugno è una festa ma anche un momento di riflessione per tenere il punto».

La Alfonsi, da parte sua, ha lanciato un appello ai presidenti dei Municipi affinché prendano parte, come lei, all’evento. Oltre alla parata, sono previsti alcuni eventi collaterali, coordinati dal vulcanico direttore artistico Diego Longobardi: «Iniziamo il 2 giugno con una festa nella location dell’ex Dogana, che ci ospita per la prima volta – ha detto la “guida” ormai storica di Muccassassina – Il 10 giugno, invece, ci sarà la festa al GayVillage, mentre dal 3 all’11 nella Gay Street ospiteremo una serie di incontri e momenti di spettacolo: da Leopoldo Mastelloni (il 6 giugno) a Susanna Camusso, fino al contest di più Bello d’Italia, autorizzazioni permettendo». Come, infatti, ha spiegato la Alfonsi manca ancora il permesso della Sovrintendenza: «Ma sono abituata a queste situazioni: dopo aver sbrogliato la matassa del Cinema America, ora ci occupiamo anche di questo. Sono certa che la sovrintendenza nazionale – ha spiegato – ci darà il suo parere positivo, di cui siamo in attesa, poiché il palco è stato ristretto e riposizionato come da prescrizioni. È stato collocato all’incrocio tra via San Giovanni in Laterano e via Ostilia e ridotto di dimensioni per consentire il passaggio. Speriamo che il benestare arrivi presto per autorizzare la concessione di suolo pubblico».

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